Corentin Moutet, la confessione: “Il tennis è la mia vita, anche se devo soffrire”

Corentin Moutet si racconta: dagli esordi con il nonno alle difficoltà nel circuito ATP, fino alla prima vittoria in Coppa Davis. “Il tennis è la mia vita, anche se devo soffrire”.
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Il nome di Corentin Moutet è da tempo associato a talento e personalità. Il tennista francese, classe 1999, ha conquistato di recente la sua prima vittoria in Coppa Davis, regalando alla Francia un successo importante contro la Croazia. Un traguardo significativo che si inserisce in un percorso di crescita non sempre lineare, segnato da sfide dentro e fuori dal campo.

Le origini di una passione

Moutet ha raccontato la sua storia nel blog Behind the Racquet, aprendo uno spiraglio sulla dimensione più intima della sua carriera. La passione per il tennis è nata prestissimo: i suoi primi ricordi risalgono a quando, da bambino, giocava con il nonno durante le vacanze nel sud della Francia. Nato a Parigi, a soli dodici anni si trasferì lontano da casa, spostandosi di circa 800 km per inseguire il sogno sportivo. L’impatto non fu semplice: un infortunio alla gamba durante la prima settimana lo costrinse a tornare temporaneamente a Parigi, lasciandolo inizialmente isolato dai coetanei. Con il tempo, però, quella esperienza lo temprò caratterialmente, insegnandogli a resistere alle difficoltà.

La carriera e i momenti indimenticabili

La svolta arrivò quando decise di lasciare la scuola e dedicarsi completamente al tennis. Poco dopo arrivò anche la prima grande emozione: la vittoria di un match al Roland Garros, davanti alla sua famiglia e nella sua città natale. Un ricordo che conserva ancora oggi come uno dei più preziosi. “Ogni partita che vinci, ogni punto che guadagni nell’ATP è speciale. Non ho mai pensato di fare altro nella mia vita”, ha confessato.

Le difficoltà e la forza di volontà

La carriera di un professionista non è fatta solo di successi e viaggi. Moutet ha spiegato come la vita nel circuito possa essere dura sul piano emotivo: “Abbiamo hotel belli e viaggiamo tanto, ma è molto impegnativo a livello mentale e fisico”. Non sono mancati momenti di smarrimento, in cui ha pensato che il peso di quella vita fosse troppo grande. Eppure, ogni volta ha trovato la forza di rialzarsi: “Se ho scelto questo, non è perché fosse la cosa più salutare, ma perché è quello che sono destinato a fare. Non c’è nient’altro che voglia fare al mondo, anche se devo soffrire, sono disposto ad accettarlo”.

La filosofia di Moutet

Il tennista francese è consapevole che il cammino non sarà privo di ostacoli, ma ha scelto di affrontarlo con determinazione. Per lui il segreto sta nell’equilibrio interiore e nella capacità di circondarsi di persone fidate. “Bisogna accettare questo squilibrio e semplicemente avere fiducia in se stessi, lavorare duro e circondarsi di brava gente”, ha concluso.

Il percorso di Moutet continua, tra speranze e nuove sfide, ma con una certezza: il tennis non è solo il suo lavoro, è la sua vita.

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