Una finale da tramandare ai posteri
Novak Djokovic ha parlato con ammirazione e rispetto della finale del Roland Garros 2025, che ha visto protagonisti Carlos Alcaraz e Jannik Sinner in un duello memorabile. Alla vigilia del suo debutto a Wimbledon, il campione serbo ha voluto rendere omaggio ai due giovani rivali che, secondo lui, stanno segnando una nuova era del tennis mondiale.
Djokovic non era a Parigi quel giorno. Era in Serbia, a godersi una domenica apparentemente normale con la sua famiglia. Ha raccontato con ironia e sincerità il suo approccio inizialmente distaccato alla partita: “Sinceramente, mia moglie voleva vedere la finale, io in realtà non avevo voglia. Durante la prima parte del match siamo usciti a pranzo. Poi siamo tornati a casa… e alla fine l’abbiamo guardata”. Ma il finale è stato ben diverso dall’inizio svogliato: “È stata una partita impressionante. Devo fare i complimenti a entrambi: è stato uno degli incontri più storici che il tennis abbia mai visto”.
Il riconoscimento di un re
Parole pesanti e significative, soprattutto perché arrivano da chi ha dominato il tennis mondiale per quasi due decenni. Djokovic ha riconosciuto che quella sfida, sebbene giocata “su una superficie diversa, con uno stile di gioco differente”, ha lasciato un’impronta indelebile. I suoi elogi a Alcaraz e Sinner non sono solo di circostanza: li considera “due giganti generazionali”, portabandiera di un nuovo modo di interpretare il tennis.
Ma il rispetto non esclude la competizione. Nole ha già cominciato a prepararsi per Wimbledon, scegliendo di allenarsi proprio con Alcaraz sul sacro prato della Central Court. Un gesto che, se da un lato sottolinea la sportività del serbo, dall’altro evidenzia quanto tenga alta l’asticella: “Carlos, come campione uscente, aveva il diritto di inaugurare la Centrale. Io sono stato solo il suo compagno di allenamento e sono felice che abbia scelto me”, ha detto con un sorriso.
Wimbledon cambia, il gioco pure
Il sette volte campione di Wimbledon ha anche condiviso una riflessione tecnica sull’evoluzione del gioco sull’erba londinese. Ha notato un cambiamento che influisce in modo importante sulle dinamiche di gioco: “Le palline di Wimbledon sono più lente rispetto a un tempo. Diventa davvero complicato superare giocatori come Alcaraz quando salgono a rete”.
Un’osservazione che dimostra quanto Djokovic continui ad analizzare il gioco con lucidità, adattandosi alle nuove generazioni e cercando sempre di restare competitivo, anche di fronte a rivali che rappresentano il futuro.
L’era nuova è già iniziata
Il riconoscimento pubblico di Djokovic rappresenta molto più di un complimento: è una sorta di investitura. Quando una leggenda riconosce il valore dei nuovi protagonisti, si sancisce un passaggio di testimone, pur senza abdicare del tutto. Alcaraz e Sinner hanno fatto la storia a Parigi. Djokovic è pronto a scrivere un nuovo capitolo a Londra.
E in questo affascinante intreccio generazionale, il tennis ne esce vincitore, con nuovi volti protagonisti e un mito ancora affamato che non ha alcuna intenzione di lasciare il campo.


