Djokovic elogia Sinner dopo la sconfitta a Riad: “Era come un treno, semplicemente troppo forte”

Novak Djokovic riconosce la superiorità di Jannik Sinner dopo la sconfitta al Six Kings Slam di Riad: “Era come un treno, semplicemente troppo forte”. Il serbo riflette sul suo percorso e sulla voglia di continuare a sfidare i più giovani.
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Una semifinale senza storia al Six Kings Slam

A Riad, nella semifinale del Six Kings Slam, Novak Djokovic è stato travolto da Jannik Sinner in poco più di un’ora di gioco. Il punteggio, 6-4 6-2, racconta solo in parte la superiorità dell’altoatesino, impeccabile al servizio e in controllo dall’inizio alla fine. “Ma lo sa che è soltanto una esibizione?” ha scherzato un frustrato Djokovic rivolgendosi all’angolo dell’avversario, consapevole della differenza di livello espressa in campo.

Sinner ha dominato nei numeri e nell’atteggiamento: l’81% di punti vinti con la prima e l’85% con la seconda sono cifre che fotografano un match a senso unico, in cui il serbo non è mai riuscito a mettere pressione all’avversario.

L’onestà e l’ironia di Djokovic dopo la sconfitta

Nel post partita, Djokovic ha mostrato il suo consueto equilibrio tra autoironia e lucidità. “Mi dispiace che non abbiate potuto assistere a un match più lungo,” ha ammesso sorridendo, aggiungendo con franchezza: “Non è mai piacevole quando qualcuno ti prende letteralmente a calci in quel modo.

Il numero uno del mondo ha riconosciuto apertamente la forza di Sinner: “Ho provato a mettergli pressione nell’ultimo game, ma non ha funzionato. Lui è come un treno a velocità massima, era semplicemente troppo forte.” Parole che suonano come un tributo al talento e alla solidità mentale del ventiquattrenne italiano, che negli ultimi confronti ha spesso avuto la meglio sul campione serbo.

“Ho ancora motivazione, ma è sempre più difficile”

Con l’autoironia che lo contraddistingue, Djokovic ha scherzato anche sull’età: “Mi piacerebbe scambiare il mio corpo con quello di una persona più giovane, anche solo per un anno, per vedere se riesco a battere questi ragazzi.” Pur riconoscendo la crescente difficoltà nel confrontarsi con rivali come Sinner o Alcaraz, il 24 volte campione Slam ha ribadito di non aver perso la voglia di competere: “Continuerò a sfidarli finché non vincerò.

Il bilancio di un campione senza rimpianti

In conferenza stampa, Djokovic ha riflettuto anche sul suo percorso sportivo e umano. Quando gli è stato chiesto cosa direbbe al sé stesso diciannovenne, ha risposto: “Non sono una persona che guarda al passato con rimpianti.” Ha spiegato di aver imparato da ogni esperienza, anche da quelle difficili: “Il mio sogno era diventare numero uno al mondo e vincere Wimbledon. Ora ho vinto 24 Slam, ma non penso a come sarebbero potute andare le cose diversamente.

Il serbo ha poi ricordato con gratitudine l’influenza di alcune figure decisive nella sua crescita, tra cui una donna che definisce la sua “mamma tennis”: “Mi ha insegnato un approccio olistico alla vita e allo sport. Andavo da lei dopo gli allenamenti, ascoltavamo musica classica e leggevamo poesie. All’epoca non capivo il senso di tutto questo, ma è da lì che è iniziato tutto.

Una lezione di umiltà e consapevolezza

Nonostante la sconfitta, Djokovic ha offerto una prova di grande lucidità e rispetto per il rivale, ricordando perché è considerato uno dei campioni più completi della storia del tennis. A Riad, il risultato è passato in secondo piano rispetto al messaggio di sportività e consapevolezza lanciato dal fuoriclasse serbo: anche quando si perde, si può vincere in stile.

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