Il ritorno di Djokovic a Londra
Novak Djokovic è atterrato a Londra con un obiettivo chiaro e ambizioso: conquistare l’ottava corona sui prati di Wimbledon. Dopo l’uscita dal Roland Garros, il fuoriclasse serbo ha deciso di non prendere parte ad alcun torneo ATP in vista dello Slam londinese, scegliendo invece una preparazione più mirata e fedele alla sua tradizione: partecipare all’esibizione di Hurlingham.
Hurlingham, il classico pre-Wimbledon
Anche quest’anno Djokovic sarà protagonista al Giorgio Armani Tennis Classic, il prestigioso torneo esibizione che si svolge sui campi in erba del Hurlingham Club. L’organizzazione ha confermato la sua presenza per la giornata di venerdì, quando il serbo giocherà quello che sarà probabilmente l’unico match prima dell’inizio di Wimbledon. Il nome dell’avversario non è stato ancora ufficializzato, ma l’obiettivo di Djokovic è chiaro: “testare la condizione fisica e affinare gli ultimi dettagli” in vista del debutto ai Championships.
Questa sarà la sua quarta partecipazione consecutiva all’evento, e i precedenti sono tutti incoraggianti: vittorie contro Felix Auger-Aliassime (2022), Frances Tiafoe (2023) e Daniil Medvedev (2024). Ogni volta che ha calcato l’erba di Hurlingham, Djokovic è poi arrivato fino in fondo a Wimbledon, conquistando il titolo nel 2022 e raggiungendo la finale nel 2023 e nel 2024.
Wimbledon, il sogno mai finito
Djokovic, oggi numero 6 del ranking mondiale, ha sempre avuto un legame speciale con Wimbledon, che ha definito come il suo “torneo preferito fin da bambino”. Dopo aver saltato i tornei ufficiali su erba, crede che questa sia la sua miglior opportunità per tornare alla vittoria in uno Slam: “Wimbledon è la mia migliore chance per vincere un altro Slam, insieme ai campi veloci come quelli dell’Australian Open”, ha dichiarato dopo la fine della sua corsa al Roland Garros.
A 38 anni, l’ambizione resta intatta e l’approccio è sempre quello di un campione: preciso, calcolato e fedele alla sua formula vincente. Hurlingham rappresenta non solo una prova generale, ma anche un rituale di successo che Djokovic spera possa condurlo ancora una volta a scrivere la storia sull’erba di Londra.


