Djokovic emozionato a Shanghai: “Ogni volta che entro sul centrale di Wimbledon ho ancora i brividi”

Novak Djokovic raggiunge la semifinale a Shanghai e racconta le emozioni uniche che prova a Wimbledon e in Cina. Il campione serbo parla del suo stato fisico e del prossimo avversario Valentin Vacherot.
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Novak Djokovic continua a scrivere la sua storia nel tennis mondiale, raggiungendo la decima semifinale in undici partecipazioni all’ATP Masters 1000 di Shanghai. Il campione serbo, dopo aver superato Zizou Bergs con il punteggio di 6-3 7-5, ha parlato a cuore aperto in conferenza stampa, mostrando ancora una volta quanto la passione per questo sport lo guidi, nonostante gli anni di successi e le sfide fisiche sempre più presenti.

“Ogni vittoria è una battaglia”

Djokovic ha voluto sottolineare quanto ogni vittoria, anche quando sembra scontata, sia frutto di una lotta interiore e fisica: “Potrebbe sembrare facile essere arrivato fino alle semifinali, ma vi assicuro che non lo è affatto. Nessuna vittoria è semplice a questo livello. Zizou Bergs ha giocato un tennis straordinario e sarebbe irrispettoso dire che è stato facile batterlo.”

Il numero uno serbo ha anche aggiornato sulle sue condizioni: “La gamba al momento sta bene, ma sembra che ci sia sempre qualcosa che non va nel mio corpo. Sto affrontando diversi problemi giorno per giorno, con la speranza che migliorino con l’andare del torneo.” Un giorno di riposo, ha aggiunto, gli permetterà di recuperare le energie prima della semifinale contro la sorpresa del torneo, Valentin Vacherot.

L’emozione senza tempo di Wimbledon

Nonostante una carriera costellata di trionfi, Djokovic ammette che ci sono ancora momenti capaci di emozionarlo come fosse la prima volta. “Entrare sul campo centrale di Wimbledon è diverso da qualsiasi altro campo. Ogni volta che cammino per il corridoio degli spogliatoi e vedo le immagini delle edizioni passate, provo ancora i brividi.”

Allo stesso tempo, il legame con la Cina rimane fortissimo: “Non lo dico solo perché siamo a Shanghai, ma ogni volta che entro sul centrale qui provo emozioni incredibili. Il pubblico cinese mi ha sempre dato un supporto straordinario. Mi sorprende come, anno dopo anno, l’affetto nei miei confronti continui a crescere. Cerco di restituire questo amore con il mio tennis.”

La connessione con il pubblico di Shanghai

Djokovic ha spiegato come l’energia del pubblico giochi un ruolo decisivo nei momenti difficili: “Non è un segreto che ami giocare in Cina. Quando sei in campo e ti senti giù, loro hanno la capacità di risollevarti. È successo in tutte le mie partite quest’anno. Ho avuto difficoltà con i livelli di energia, ma il sostegno del pubblico mi ha sempre ridato forza.”

Il match con Bergs ha regalato anche uno scambio memorabile, sul 5-5 del secondo set. Il serbo, sorridendo, ha raccontato: “Preferisco scambi più brevi, ma in quel momento non potevo fare altro che restare nel punto. È difficile smashare sul centrale di Shanghai di sera, la pallina scompare per un attimo nel buio. Ho solo cercato di darmi un’altra possibilità di restare nel punto, e quello scambio è stato il momento cruciale del match.”

La sorpresa Vacherot e il legame con Monaco

In semifinale Djokovic affronterà Valentin Vacherot, grande rivelazione del torneo. Il serbo conosce bene il monegasco e non nasconde la sua ammirazione: “Lo conosco da diversi anni. Prima del torneo era fuori dai primi 200, ma ha sempre avuto grande potenziale. Gioca un tennis potente e aggressivo, con un servizio formidabile. È un risultato storico per il Principato di Monaco, e sono felice per lui e per il suo team.”

Djokovic, che da quindici anni vive a Montecarlo, ha aggiunto di averlo visto crescere da vicino: “Mi sono allenato con lui molte volte. È migliorato tantissimo. Il suo servizio mi ricorda quello di suo cugino Arthur Rinderknech. È bello vedere come si sostengano a vicenda, Arthur era nel suo box per tutta la partita contro Rune.”

L’infinita voglia di vincere

A 38 anni, Djokovic non mostra alcun segno di resa. I numeri parlano da soli: 80 semifinali nei Masters 1000, 198 in carriera nel circuito ATP, e l’obiettivo di superare Roger Federer nel numero di titoli sul cemento. Shanghai rappresenta dunque un nuovo capitolo di una leggenda che non smette di rinnovarsi, con la stessa determinazione e gli stessi brividi che lo accompagnano da quando ha messo piede per la prima volta sul campo centrale di Wimbledon.

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