Gasquet frena l’entusiasmo su Sinner e Alcaraz: “Nadal sulla terra è inarrivabile”

Richard Gasquet frena l’entusiasmo su Alcaraz e Sinner dopo la finale di Roland Garros. “Nadal sulla terra battuta resta inarrivabile”, dichiara l’ex tennista francese.
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Una finale da leggenda e paragoni inevitabili

La recente finale di Roland Garros tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner ha infiammato il dibattito tra appassionati ed esperti: due giovani fenomeni, il numero uno e il numero due del mondo, protagonisti di uno dei match più emozionanti degli ultimi anni. Carlos Alcaraz ha trionfato in rimonta, conquistando il suo secondo titolo a Parigi e il quinto Slam in carriera. Tra gli ex campioni che si sono espressi sull’evento, nomi del calibro di John McEnroe e Mats Wilander hanno addirittura suggerito che il livello di gioco espresso da Sinner e Alcaraz sia già superiore a quello del leggendario Rafael Nadal, almeno in alcune circostanze.

Ma non tutti sono d’accordo. Richard Gasquet, appena ritiratosi e sconfitto proprio da Sinner al secondo turno dello Slam parigino, ha voluto riportare equilibrio nel dibattito, sottolineando con forza l’unicità del dominio di Nadal sulla terra battuta.

Il tributo a Nadal: “Un livello irraggiungibile”

Gasquet non ha usato mezzi termini nel descrivere la superiorità dello spagnolo: “Rafa aveva un livello così alto che poteva sempre vincere il Roland Garros. Non credo che Sinner e Alcaraz raggiungeranno mai la sua qualità sulla terra”. Secondo il francese, nelle sue migliori condizioni Nadal era semplicemente troppo forte: “Ai suoi tempi le finali duravano tre o quattro set, perché era superiore a chiunque altro”.

L’ex numero uno francese ha poi fatto un paragone diretto con la sua recente esperienza in campo: “Quando ho giocato contro Sinner, non ho giocato affatto bene. Ho 39 anni. Se avessi affrontato Nadal allo stesso livello, non mi avrebbe concesso più di due game”. Un modo per sottolineare quanto fosse insormontabile il picco di rendimento raggiunto dal maiorchino a Parigi.

Fiducia nei giovani, ma con pazienza

Pur riconoscendo il talento straordinario di Alcaraz e Sinner, Gasquet invita a non bruciare le tappe. “Sinner ha 23 anni e Alcaraz 22. Dovremo aspettare che raggiungano il loro pieno potenziale”, ha spiegato, facendo un parallelo con il percorso di maturazione di Roger Federer, il quale “giocava meglio a 27-28 anni che a 22”.

Inoltre, ha ricordato che Novak Djokovic, pur non essendo più al top fisicamente, è riuscito a battere Alcaraz agli Australian Open dello scorso inverno. Gasquet ha anche citato un precedente personale: “Giocai contro Djokovic nel 2015, quando ero al mio massimo livello. Persi 6-2, 6-2, 6-3. Sinner è incredibile, ma penso che sia ancora al di sotto dei tre grandi. Sono però certo che migliorerà”.

Big 3 ineguagliabili, per ora

Il messaggio dell’ex tennista è chiaro: Alcaraz e Sinner sono già fenomeni, ma il paragone con il trio leggendario composto da Nadal, Djokovic e Federer va maneggiato con cautela. Gasquet ha difeso i protagonisti della sua generazione, non per nostalgia, ma per realismo. E ha chiuso con una sentenza netta che sintetizza il pensiero di molti amanti del tennis: “Non credo che Sinner e Alcaraz raggiungeranno mai la qualità di Rafa in terra battuta”.

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