Una polemica che accende l’estate del tennis
L’estate del tennis maschile si infiamma fuori dal campo con un duro scontro verbale tra Goran Ivanisevic e Patrick Mouratoglou, due dei coach più influenti del circuito. Al centro del confronto, il greco Stefanos Tsitsipas, reduce da una stagione difficile e da una breve – e ormai chiusa – collaborazione con Ivanisevic durata appena due tornei.
Le dichiarazioni rilasciate dal coach croato in un’intervista a Sport Klub hanno scatenato un vero e proprio terremoto mediatico. Con parole che non hanno lasciato spazio a interpretazioni, Ivanisevic ha criticato pesantemente il suo ex allievo: “Alla mia età e con un ginocchio a pezzi, sono in forma tre volte più di lui. Non so cosa abbia fatto nell’ultimo anno, ma è completamente fuori forma”. Un attacco diretto alla condizione fisica e, implicitamente, alla professionalità del tennista ateniese.
Mouratoglou: “Un allenatore aiuta, non giudica”
Le parole di Ivanisevic non sono rimaste senza risposta. A intervenire con decisione è stato Patrick Mouratoglou, ex mentore di Tsitsipas e ancora molto legato al giocatore. In un video pubblicato sul suo profilo Instagram, il coach francese ha criticato duramente l’uscita del collega: “Per un allenatore come me vedere questo è doloroso. Goran è arrivato in un brutto momento, ma lo sapeva. Non era una sorpresa”.
Secondo Mouratoglou, quando un atleta attraversa un periodo complicato, il ruolo del coach è quello di essere un punto di riferimento, non un giudice: “Il brutto momento può creare comportamenti sbagliati da parte di un giocatore, ed è proprio lì che un allenatore deve fare la differenza. Il compito è correggerli, non giudicarli”. L’affondo più duro arriva quando insinua che Ivanisevic si sia smarcato per proteggere la propria immagine: “Mi sembra invece che Goran si sia vergognato dei risultati e abbia voluto prendere le distanze, come a dire: ‘Non è colpa mia, io sono bravo, lui no’”.
Ivanisevic: “Se ha qualcosa da dire, che mi chiami”
La replica di Ivanisevic non si è fatta attendere. Intervistato da Anna Chakvetadze, ex top 5 WTA, il croato ha risposto con fermezza ma senza rinunciare a lanciare nuove frecciate: “Se Mouratoglou ha un problema con me, che mi chiami. Non vado certo in giro a dire cosa penso di lui. Anzi, è meglio che non dica quello che penso di lui”. Una risposta che rivela tutto il fastidio per le critiche ricevute pubblicamente, ma che lascia anche intendere come la tensione tra i due sia ben lontana dal rientrare.
Non contento, Ivanisevic ha aggiunto: “Non si va su internet a parlare male di un altro coach. I coach dovrebbero supportarsi, non farsi la guerra online. Se lo vedo a Toronto o Cincinnati, ci parlo. Anzi, non vedo l’ora”.
Due visioni opposte del coaching
La vicenda mette in luce due filosofie di coaching diametralmente opposte. Mouratoglou difende un approccio empatico e di supporto, soprattutto nei momenti difficili, forte del legame costruito negli anni con Tsitsipas. Ivanisevic, al contrario, non ha esitato a denunciare pubblicamente ciò che riteneva un problema di dedizione e condizione fisica, anche a costo di alimentare polemiche.
Nel mezzo, un Tsitsipas che si trova a gestire l’ennesimo terremoto extracampo in una stagione già complicata. Per lui, il futuro dovrà necessariamente passare da una ricostruzione tecnica e mentale. Per i suoi ex coach, invece, l’incontro a Cincinnati potrebbe trasformarsi nell’occasione di un chiarimento… o in un altro capitolo acceso di questa telenovela tennistica estiva.


