Dopo quasi due mesi di assenza dal circuito, Jack Draper è tornato protagonista allo US Open 2025, superando all’esordio l’argentino Federico Agustín Gómez con il punteggio di 6-4 7-5 6-7(7) 6-2. Un rientro non scontato per il numero 7 del mondo, reduce dall’infortunio al braccio sinistro che lo aveva costretto a saltare tutta la parte estiva dopo l’eliminazione a Wimbledon.
Un ritorno atteso
Il britannico non giocava un match ufficiale dal 3 luglio e ha raccontato le difficoltà di questo stop forzato: “Avevo bisogno di tennis nelle gambe, di una partita da tre ore. Quasi ero contento di aver perso il terzo set, perché il mio livello non era ottimo, ma col passare dei game ho iniziato a migliorare”. Draper ha sottolineato come l’obiettivo principale fosse ritrovare ritmo e fiducia, soprattutto in un torneo lungo come uno Slam.
Il braccio e la gestione del servizio
Il tema centrale del suo rientro resta il braccio sinistro, ancora in fase di recupero. Draper ha spiegato di aver modificato il proprio servizio: “Ho dovuto ridurre un po’ la velocità per tenere sotto controllo il dolore. Allo stesso tempo mi sembra che la precisione sia addirittura migliorata in certi momenti. Non sto servendo al massimo, ma è la soluzione più intelligente per non rischiare ricadute”.
Il britannico ha anche chiarito che la scelta non nasce da un dolore diretto durante l’esecuzione, quanto da una gestione prudente dopo una preparazione accelerata per essere pronto a New York. “Abbiamo provato varie soluzioni: all’inizio pochi servizi al massimo, ma il braccio non ha risposto bene. Ora sto costruendo gradualmente, aumentando progressivamente. Vedrete che qualche servizio forte arriverà”, ha assicurato.
Riabilitazione e calendario
Il recupero non è stato lineare: “In ogni riabilitazione ci sono giorni buoni e giorni cattivi. Ci sono momenti in cui ti senti carico e altri in cui temi di non farcela”. Draper ha rivelato che il tempo stimato per il ritorno era di otto settimane, ma lui è tornato in campo dopo sette, in anticipo sui programmi.
Nonostante le difficoltà, guarda con fiducia ai prossimi mesi: “Credo che giocherò un calendario completo. Non c’è nulla che mi impedisca di competere fino alla fine dell’anno. Più gioco, più il braccio si adatta e risponde bene”.
Obiettivi e prospettive
Difendere la semifinale raggiunta lo scorso anno non sarà semplice, ma Draper ha ribadito la sua determinazione: “Non giocherei se non pensassi di poter arrivare al 100%. La competizione aiuta, l’adrenalina ti porta oltre i limiti. La cosa importante è che sono qui e posso competere senza fare ulteriori danni al braccio”.
Il suo percorso allo US Open continua, con la consapevolezza di doversi gestire giorno per giorno, ma anche con la certezza di avere ancora margini di crescita durante il torneo.


