Kecmanovic: “Ecco perché Nadal, Federer e Djokovic sono i più forti”

Kecmanovic: “Ecco perché Nadal, Federer e Djokovic sono i più forti”

Il giovane serbo rivela il motivo per il quale i Big 3 sono così tanto più forti degli altri tennisti

di Simone Marasi, @Simone_Marasi

Miomir Kecmanovic è uno dei giovani tennisti rampanti, che nell’ultimo anno ha ottenuto grandissimi progressi nel suo tennis, arrivando fino alla 47esima posizione del ranking e qualificandosi per le NextGen ATP Finals dello scorso anno. Ma i margini di miglioramento sono ancora tantissimi, tanto da essersi posto un obiettivo abbastanza ambizioso per questa stagione: “L’obiettivo per quest’anno sarebbe entrare in Top 30. Se potessi finire l’anno lì, sarebbe meraviglioso per me e lo farò passo dopo passo. Penso che sia meglio fare un passo alla volta senza porsi obiettivi irraggiungibili”.

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Il giovane serbo ha avuto l’onore ad inizio stagione di allenarsi sia con Novak Djokovic che con Roger Federer, entrambi nella scorsa off-season. L’esperienza con questi due mostri sacri gli ha permesso da vedere da vicino il loro livello e notare quelle che sono le loro peculiarità: “Per me tutto ha a che fare con il modo in cui impattano la palla in anticipo e come usano ciò per mettere pressione sui loro avversari. E questo passa sicuramente attraverso il loro esasperato gioco di gambe. Penso che sia la cosa più importante nel tennis: il gioco di gambe è la cosa più importante, e anche mentalmente, vedere la palla più velocemente e andare avanti ad impattarla. Non aspettano mai che arrivi, provando ad essere sempre aggressivi”.

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Anche l’allenatore di Kecmanovic si era soffermato su questo aspetto: “Penso che ciò sia fondamentale perché tutti sanno giocare i colpi giusti e sbagliati, ma una volta che prendi il tempo, le cose iniziano a essere diverse. Siamo stati fortunati per questa preseason ad allenarci con giocatori molto bravi, alcuni dei migliori giocatori del mondo. Esercitandoti con loro, ti mostrano cosa devi fare e su cosa devi lavorare. Miomir deve essere mentalmente più aggressivo. Il footwork è molto importante, ma le cose cambiano ad esempio quando devi ricercare la pallina. Non hai tutto questo tempo se giochi con i migliori giocatori del mondo. Appena perdi profondità nei colpi, sei morto. Hai perso il punto, tutto qui. Molto semplice.” 

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