L’erba del vicino

Le prime due settimane sui campi in erba sono giunte a termine. Quali sono i verdetti?

di Andrea Fossale

Roger Federer con il trofeo di Halle in mano, Feliciano Lopez vincitore al Queen’s in singolare e doppio, Matteo Berrettini sorridente con il trofeo di Stoccarda in braccio e un inatteso Mannarino con la coppa di s-Hertogenbosch. Quattro tornei sui verdi prati europei. Quattro storie diverse.

Un viaggio ideale da Stoccarda fino a Londra, la capitale del mondo del tennis, su cui i riflettori saranno puntati per le prossime settimane con il Torneo (con la t maiuscola) di Wimbledon.

Stoccarda. Il viaggio parte dal centro Europa. Da Stoccarda. La città dell’automobile tedesca ospita la Mercedes Cup, ATP 250. Il vincitore, se non lo sapete già, è stato Matteo Berrettini: l’uomo del momento del tennis mondiale. La vera notizia di questo 2019. Il tennista italiano ha un gioco versatile adatto a qualsiasi superficie, come ha mostrato su terra, ma sui verdi campi in erba, il suo mix di potenza e tocco sta dando risultati notevoli. L’italiano non è stata l’unica storia del torneo di Stoccarda. Quando si parla di tornei sull’erba, sbuca sempre lui: Dustin Brown. Puntuale, si presenta con il suo look unico e il suo stile di gioco ancor più unico e si porta a casa uno scalpo importante: Alexander Zverev, di cui avremo modo di parlare a breve. Brown si diverte e diverte il pubblico ma, ahinoi, gli anni passano anche per lui e Felix Auger Aliassime è già pronto e mostra ogni minuto che passa una solidità sempre maggiore. Il canadese è una delle storie più interessanti e infatti si è giocato la finale con il nostro Berrettini. L’italiano ha battuto grandi avversari: Kyrgios (come per Zverev ne parleremo a breve e non ne parleremo bene), Khachanov, Kudla e il solito Struff. Il canadese ha superato Brown, Gulbis, Simon e Raonic(ritiratosi senza giocare il derby in semifinale). La finale è stata una battaglia di nervi e il nostro Berrettini al momento li ha più solidi di Felix, il quale però mostra ogni torneo di essere già pronto per occupare saldamente per i prossimi anni questi palcoscenici. Berrettini vince la finale in due set: 6-4 7-6. Lotta vera tra due grandi prospetti. Parlando di prospetti, il torneo di Stoccarda ha suggerito un drastico ridimensionamento di due giocatori che fino a poco tempo fa, sembravano essere i futuri dominatori: i già citati Zverev e Kyrgios. Due matti, ma due matti in modo diverso. L’australiano palesa ogni giorno di più i segni del suo precario equilibrio mentale. Non aver giocato gli ultimi tornei su terra per dedicarsi alla stagione sull’erba, presuppone prestazioni di alto livello. Niente da fare: Berrettini lo regola in due set facili facili. Almeno Nick ci fa divertire con i suoi servizi da sotto, i suoi tweener e le sue sceneggiate. Molto meno divertente è il calvario di Zverev. Annus horribilis il 2019. Non ne azzecca una il tedesco e dire che uno con il suo servizio, sull’erba dovrebbe essere ingiocabile. Il problema è tutto mentale per lui e arrendersi in 3 set contro Brown è sintomatico di una certa allergia alla pressione. In attesa di un suo, al momento difficile, recupero non possiamo che constatare che Zverev è la più grande delusione di questa prima parte di stagione.

Matteo Berrettini

Halle. Il nostro viaggio prosegue verso Nord, e ci fermiamo ad Halle, una delle tante case sparse per il mondo di proprietà di sua maestà Roger Federer. Lo svizzero si è aggiudicato il torneo per la decima volta, dimostrando che sì gli anni passano, magari per gli altri, per lui: no. Su questi campi, per vincere bisogna passare oltre lui. Il torneo di Halle è stato anche nostalgico, con diversi nomi riemersi dal passato: Tsonga e soprattutto David Goffin. Il primo si è arreso in tre set a Federer, dando vita ad un match di rara bellezza e intensità. Jo-Wilfried ha dato il meglio di sé, con un gioco spavaldo e degno del suo passato: vincitore di 17 tornei in carriera e si è issato fino alla quinta posizione nel ranking mondiale. Il secondo, Goffin, ha raggiunto la finale, portando a casa match contro avversari di alto profilo: dopo due primi turni agevoli contro Pella e Abot, il folletto belga ha vinto in rimonta contro il solito Zverev in cerca di sé stesso e ha lottato con autorità contro il nostro Berrettini. Altra grandiosa settimana di Matteo in quel di Halle. Prima di arrendersi a Goffin in semifinale, Matteo ha vinto in rimonta il derby con il veterano Seppi e sconfitto ancora una volta Khachanov. In semifinale è incappato in una giornata storta contro il belga che era invece in giornata di grazia e anche tennista di altissimo livello, più abituato a questi palcoscenici. Goffin ha saputo entrare sottopelle a Berettini e imbrigliarlo nel suo gioco. Se Goffin era troppo per Berrettini, Federer era troppo per Goffin. Lo svizzero ha giocato un grande torneo, vincendo match lunghi contro Tsonga e Bautista Agut. Entrambi lo hanno portato al terzo ma niente da fare, su questi campi Roger si esprime come nessuno mai e batterlo è arduo per chiunque. La sorte ha aiutato Roger che in semifinale ha dovuto affrontare un outsider come Herbert, sorpresa del torneo capace di eliminare Coric e Monfils. La finale è stata equlibrata fino al tie break, da lì in poi è stato un monologo di Federer che sorridente alza il suo decimo trofeo di Halle e si candida ancora di più a protagonista sui campi di Wimbledon.

S-Hertogenbosch. Che Federer vinca Halle non è una sorpresa, che Mannarino vinca S-Hertogenbosch invece si. Questa è stata la prima vittoria in carriera in un torneo ATP per il francese. Torneo ricco di soprese: oltre al francese lo è anche l’altro finalista Jordan Thompson. Un torneo anche ricco di eccellenti cadute. Stefanos Tsitsipas su tutti. Il greco ha mostrato di essere un potenziale dominatore di questo sport ma è crollato subito, al primo turno contro Jarry. Tsitsi ha giocato tantissimo e lottato contro i migliori del circuito per tutta la stagione, quindi un passaggio a vuoto può capitare. Coric ha provato ad imporsi su erba ma ancora manca qualcosa al croato per issarsi nelle posizioni alte del ranking. Mannarino e Thompson sono stati bravi e scaltri da sfruttare questi passaggi a vuoto.

Londra. Oltrepassiamo la manica e giungiamo all’ultima tappa del viaggio: Londra e il torneo London Fever Tree Championship. Il torneo dei grandi ritorni: Andy Murray che continua a salutarci per poi tornare e Feliciano Lopez. Vincitori nel doppio, con lo spagnolo capace di aggiudicarsi questo torneo per la seconda volta e dimostrando alla sua ragazza di essere un tennista di grande valore, come forse lei sospettava. Bravo e fortunato lo spagnolo che sfrutta l’ennesimo e drammatico infortunio di Juan Martin del Potro per accedere ai quarti e mettere in mostra il suo miglior tennis, già normalmente adatto a questi campi, per superare due canadesi: Raonic e Auger Aliassime. Soprendente anche l’altro finalista: Gilles Simon. Inatteso quasi quanto Mannarino a S-Hertogenbosh. Il francese ha regolato Kevin Anderson, Mahut e Danil Medvedev e si è arreso a Deliciano in finale. Altra notizia da Londra è che Auger Aliassime è un punto fermo. Si è fermato in semi contro il vincitore ma ha saputo vincere contro Kyrgios, non facendosi distrarre dalle intemperanze dell’australiano, ha eliminato Tsitispas, dimostrando che contro di lui l’asticella è altissima per tutti. Ma la storia del torneo è Murray, inevitabilmente. Questo articolo parla del singolare maschile ma almeno qualche parola va spesa per lui. Torna come sempre. Torna ma stavolta vince e convince. Forse non tornerà in singolare, ma tutti lo aspettiamo.

Quando si arriva alla fine di un viaggio, per quanto breve, si tirano sempre le conclusioni.

Berrettini e Auger Aliassime sono i nomi da tenere sott’occhio nelle prossime settimane. Sono a ridosso della top 20 e scalpitano per prendersi il posto che si meritano. Certo loro due sono sull’onda dell’entusiasmo e di un gioco di altissimo livello, ma bisogna anche considerare diversi fattori. Il primo fattore è che in questa fase preparatoria ai Championship ci sono state assenze illustri. Novak Djokovic e Rafael Nadal non ha preso parte a nessun torneo su erba. I primi due del mondo sono sempre e comunque i favoriti e nessuno dei due intende lasciare spazio ad altri. Nadal ha mostrato fame e condizione fisica spaventose nella fase finale della stagione su terra e vorrà confermarsi sui campi inglesi e riprendere il comando anche su una superficie meno adatta a lui. Djokovic ha molto da giocarsi a Wimbledon e sa perfettamente cosa fare e come farlo per imporre ulteriormente il suo dominio. Se parli di quei due a Wimbledon non puoi non prendere in considerazione anche Federer. Qui si gioca il suo tennis e ha anche dimostrato ad Halle che tre set non sono un problema. Sottostimare Roger è un errore da non fare, certamente l’età potrebbe essere un fattore ma Roger sta dando gli ultimi colpi della sua grandiosa carriera, non perderà occasione di mettere la sua firma anche su questa edizione. Ci sono anche tante incognite. Zverev troverà sé stesso? Kyrgios riuscirà a mettere ordine in quel groviglio che ha in testa e smetterla di fare il matto ad ogni costo? Thiem sarà in grado di confermarsi ancora? Nella stagione dei grandi ritorni e dei grandi ribaltoni, chi sarà il prossimo?

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