Un duello attesissimo sull’erba tedesca
Sarà Daniil Medvedev contro Alexander Bublik la finale dell’ATP 500 di Halle, una sfida che promette scintille e spettacolo tra due protagonisti molto diversi, ma accomunati da un obiettivo: conquistare un titolo che avrebbe un peso enorme sul piano del morale e del ranking.
Per Bublik, si tratta della conferma definitiva del suo momento magico. Il kazako, campione in carica del torneo, ha sorpreso tutti battendo il numero uno del mondo Jannik Sinner in rimonta al secondo turno, dimostrando ancora una volta che l’erba esalta la sua imprevedibilità. Lungo il percorso, ha anche rimontato un set a Karen Khachanov, replicando le rimonte che hanno contraddistinto il suo straordinario percorso nelle ultime settimane, incluso il successo da due set sotto contro Alex de Minaur al Roland Garros. Un cambiamento netto rispetto all’inizio dell’anno, quando faticava persino a vincere una partita e sembrava prossimo a uscire dalla top 100.
Medvedev, invece, arriva a questa finale in cerca di riscatto. L’ex numero uno del mondo non vince un titolo da oltre due anni – l’ultimo trionfo risale agli Internazionali d’Italia 2023 – e le sue ultime cinque finali disputate si sono concluse con altrettante sconfitte, contro mostri sacri come Djokovic, Alcaraz e tre volte Sinner. Questa di Halle è dunque una finale, se vogliamo, rigenerante, dopo mesi complicati e prestazioni altalenanti che hanno minato fiducia e continuità. Ma la vittoria in semifinale contro Alexander Zverev – la settima negli ultimi otto scontri con il tedesco – rappresenta un segnale forte.
I precedenti parlano chiaro: dominio russo
Il bilancio degli scontri diretti è impietoso per Bublik: sette vittorie su sette per Medvedev, con un totale di 15 set a 1. L’ultimo incrocio è avvenuto al Masters 1000 di Madrid 2024, dove il russo si è imposto in due set tirati, ma il match più celebre resta quello di Toronto 2021, divenuto virale per un siparietto comico: in un punto rocambolesco, la giudice di sedia annullò uno scambio a causa di uno “scusa” pronunciato da Medvedev, causando una scena esilarante ripresa da milioni di utenti sui social.
Questo dominio tecnico-mentale fa del russo il favorito, anche se il Bublik attuale sembra avere qualcosa in più rispetto al passato. Concentrato, cinico nei momenti chiave e finalmente continuo, il kazako ha tutte le carte per ribaltare i pronostici. D’altra parte, come ricordano i suoi successi contro top player nelle ultime settimane, quando Bublik è in questo stato mentale, è un avversario davvero pericoloso.
Un’occasione cruciale in vista di Wimbledon
Con Wimbledon alle porte – il torneo inizierà il 30 giugno – questa finale rappresenta molto più di un semplice trofeo. Per Medvedev, è l’opportunità per ritrovare fiducia in vista di un torneo in cui non ha mai brillato particolarmente. Per Bublik, invece, è la conferma che può essere una mina vagante anche sull’erba più prestigiosa al mondo.
Entrambi hanno motivazioni enormi. Medvedev vuole spezzare la maledizione delle finali perse e tornare a sollevare un trofeo importante. Bublik, già trionfatore ad Halle nel 2023, vuole difendere il titolo e dimostrare che il suo successo non fu un caso. Lo scenario è perfetto: una finale inedita ma già carica di significati, tra un talento imprevedibile e un ex numero uno alla ricerca del riscatto.


