Il Masters 1000 di Toronto regala la prima grande impresa internazionale di Alex Michelsen, che elimina in rimonta Lorenzo Musetti, testa di serie numero 3 del torneo e attuale numero 10 del mondo. Un risultato che non solo rilancia l’ascesa del giovane statunitense, ma mette a rischio la posizione dell’azzurro nella Top 10 del ranking ATP, in un momento cruciale della stagione.
Michelsen, talento in rampa di lancio
Sulla superficie veloce nordamericana, Michelsen ha dimostrato di sapersi adattare e, soprattutto, di avere la personalità giusta per affrontare i big del circuito. Il suo successo su Musetti, con il punteggio di 3-6, 7-6(3), 6-4, è la seconda vittoria in carriera contro un top 10 e lo proietta per la prima volta agli ottavi di finale in un Masters 1000.
Determinante è stato il cambio di ritmo a partire dal secondo set: “Sono un ragazzo grande e devo giocare un tennis offensivo. L’ho dovuto fare soprattutto oggi, perché non puoi dare a un tennista come Lorenzo il tempo di metterti pressione da fondo campo”, ha spiegato Michelsen nel post-partita. Il 19enne ha saputo contenere la pressione, anche dopo aver sprecato due match point e concesso due palle del controbreak prima di chiudere al settimo tentativo. Ora lo attende un derby a stelle e strisce contro il connazionale Learner Tien, dopo aver già eliminato Reilly Opelka nel turno precedente.
Musetti, occasione mancata e classifica a rischio
Per Musetti, l’eliminazione rappresenta un passo falso importante. In un torneo segnato dalle numerose assenze eccellenti — Sinner, Alcaraz, Djokovic e Draper — il carrarino avrebbe potuto approfittarne per guadagnare punti preziosi, consolidando la sua presenza nella Top 10.
Reduce da un infortunio subito al Roland Garros, il numero 2 d’Italia non è ancora tornato in piena forma. La sua sconfitta precoce a Toronto lo lascia a 3195 punti nel ranking, con Andrey Rublev pronto a superarlo: il russo ha bisogno di soli due successi per guadagnare i punti necessari. Altri potenziali rivali per il suo posto tra i primi dieci sono Casper Ruud, Frances Tiafoe, Karen Khachanov e Jakub Mensik, tutti ancora in corsa per avanzare nel torneo.
Anche nella Race to Turin, la corsa alla qualificazione per le Nitto ATP Finals, Musetti resta in bilico. Attualmente è sesto con 2660 punti, ma inseguito da giocatori molto temibili sul cemento, come Taylor Fritz, Ben Shelton e Alex de Minaur. Proprio l’obiettivo di tornare a Torino per le Finals rappresenta uno dei traguardi più ambiti in questa fase della stagione per l’italiano, che dovrà ritrovare brillantezza e continuità per difendere la posizione.
Ritorno alla realtà e prospettive
Il match contro Michelsen ha messo in luce i limiti attuali di Musetti sul cemento, una superficie che non esalta le sue doti di tocco e costruzione, ma che resta fondamentale in vista dello US Open e del finale di stagione. Per il giovane azzurro sarà cruciale recuperare completamente la condizione fisica e psicologica, mentre Michelsen potrà affrontare il resto del torneo senza pressioni, forte della consapevolezza di potersi misurare con l’élite del tennis mondiale.
Una sfida generazionale tra due talenti con filosofie diverse: da una parte l’attitudine offensiva e muscolare dello statunitense, dall’altra l’eleganza tattica e la sensibilità tecnica dell’italiano. Stavolta, il cemento ha premiato la potenza.


