Nick Kyrgios risponde all’offerta di coaching di Boris Becker

Nick Kyrgios risponde all’offerta di coaching di Boris Becker

Il tedesco ragiona anche su un potenziale futuro con Sascha Zverev: “E’ un giocatore che ho nel cuore.”

di Filippo Gallino, @Pheeling7

Nick Kyrgios sembra aver rifiutato l’offerta di Boris Becker come potenziale coach. Il tedesco ha lavorato con Novak Djokovic per tre anni facendogli vincere 6 titoli Slam, 14 Masters 1000 e portandolo due anni alla prima posizione mondiale. La coppia si è separata nel 2016 e Becker attualmente lavora come opinionista TV, ma l’idea di tornare ad allenare non gli è mai passata.

Mi piacerebbe allenarlo!” – aveva detto così di Nick Kyrgios – “Sarebbe bello, è un giocatore che non è gestibile. Da buon coach, devi cercarti delle sfide per comunicare con il tuo giocatore. Se io volessi vivere al massimo la mia passione per il tennis, sarebbe il giocatore più eccitante possibile“. Il giocatore australiano ha dato la sua opinione su Twitter, rispondendo ad una possibile partnership tra lui e il tedesco con un secco: “No.

La situazione coach di Kyrgios è sempre stata poco chiara: sul suo sito web ufficiale appare una lista di quattro persone incluso un fisioterapista, uno sparring partner e due manager, uno dei quali il suo agente John Morris. Becker pensa che se Nick riuscisse mai a trovare un allenatore che possa capitalizzare tutto il suo talento, l’unico limite sarebbe il cielo: “In giornata ha battuto Federer, può battere Nadal e Djokovic. Gli mancano la consistenza, la continuità e la disciplina. E’ compito dell’allenatore insegnargli cosa è giusto fare.

L’ex numero uno del mondo ha mostrato interesse anche in un futuro con un altro giocatore che, dopo uno eccezionale 2018, appare ora in crisi nera: Alexander Zverev, per altro suo connazionale. Il 51enne è stato avvistato già nel box di Zverev all’ATP 500 di Amburgo e continua a rimanere vicino al giocatore: “Mi piacerebbe lavorare con lui. Sascha è un giocatore che ho nel cuore, quasi come un figlio. Da coach spesso mi sembra che ci siano troppi familiari o altre persone con lui in campo.”

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