Le preoccupazioni di Bertolucci dopo il ritiro di Sinner a Shanghai
Il ritiro di Jannik Sinner dal Masters 1000 di Shanghai, arrivato nel terzo turno contro Tallon Griekspoor a causa dei crampi, ha riacceso il dibattito sulle condizioni fisiche dei tennisti e sulla sostenibilità del calendario ATP. A riaprire la discussione è stato Paolo Bertolucci, che ai microfoni di Sky Sport 24 ha espresso alcuni dubbi sulla tenuta fisica dell’altoatesino, paragonandolo ai due leader del tennis mondiale, Novak Djokovic e Carlos Alcaraz.
L’ex campione italiano ha sottolineato che “Sinner non ha la stessa consistenza fisica di un Djokovic o di un Alcaraz, è un po’ gracilino”, evidenziando come gli acciacchi dell’azzurro — dai crampi ai problemi allo stomaco, al gomito e all’anca — inizino a essere ricorrenti. Bertolucci ha poi aggiunto che il ritiro di Shanghai è un episodio spiacevole, soprattutto perché “Sinner aveva una grossa chance in questo torneo”.
Il simbolo del tennis logorato: “Le immagini di Shanghai fanno male allo sport”
Oltre al caso di Sinner, le immagini provenienti da Shanghai hanno mostrato un panorama preoccupante per il tennis mondiale. Oltre al ritiro dell’altoatesino, si sono viste le difficoltà di Djokovic, colto da un malore in campo, e di Taylor Fritz, stremato e incapace quasi di concludere la partita. Bertolucci, nella sua rubrica sulla Gazzetta dello Sport, ha commentato duramente la situazione: “L’immagine di Sinner che, in preda ai crampi, si avvicina alla panchina sorreggendosi sulla racchetta come un bastone è il simbolo del logorio del tennis attuale. Una foto drammatica che ha fatto male al nostro sport”.
Secondo l’ex tennista, il problema non riguarda solo la condizione dei singoli giocatori, ma un sistema ormai schiacciato dalla logica del “The show must go on”. Il calendario fitto e gli impegni continui stanno mettendo a dura prova anche i campioni più solidi. “Serve una riflessione profonda — ha affermato —, magari riducendo le partecipazioni e saltando anche tornei importanti per salvaguardare il proprio fisico”.
Le possibili soluzioni: meno tornei e nuove regole
Bertolucci ha proposto una revisione strutturale del calendario e una maggiore tutela per i giocatori. Secondo lui, servirebbero regole più chiare sull’ATP Tour, simili a quelle del circuito femminile, per evitare che il caldo eccessivo o gli orari irregolari mettano a rischio la salute degli atleti. Inoltre, ha suggerito di introdurre campi coperti permanenti nei Masters 1000 per limitare le interruzioni e gli spostamenti dovuti alle condizioni atmosferiche.
Infine, Bertolucci ha evidenziato un’altra anomalia: “Il tennis paga l’handicap di orari mai definitivi, spesso legati alle condizioni meteo, a toilet break ridicoli e a medical time out immotivati”. Per l’ex tennista, l’ATP deve intervenire al più presto, trovando un equilibrio tra spettacolo e tutela fisica.
Conclusione: tra ambizione e sopravvivenza sportiva
Le parole di Bertolucci riflettono un malessere diffuso nel mondo del tennis: la sensazione che il ritmo frenetico del tour stia superando la capacità del corpo umano di reggerlo. Mentre Sinner lavora per recuperare e tornare al massimo della forma, il messaggio dell’ex azzurro suona come un monito: per garantire un futuro sostenibile a questo sport, serve ripensare tempi, regole e priorità. Solo così il tennis potrà tornare a essere spettacolo senza diventare sacrificio.


