Le polemiche dopo il caos di Shanghai
Il Masters 1000 di Shanghai è diventato terreno di discussione per il mondo del tennis. Le condizioni climatiche estreme, con caldo torrido e un’umidità opprimente, hanno messo in ginocchio molti giocatori. Tra i più colpiti, Jannik Sinner, costretto al ritiro nel match contro Tallon Griekspoor dopo aver sofferto di forti crampi. L’assenza di Carlos Alcaraz, che ha deciso di non partecipare per ricaricare le energie dopo Tokyo, ha ulteriormente alimentato le polemiche.
Roddick: “Il calendario fa schifo, serve un compromesso”
A infiammare il dibattito è intervenuto Andy Roddick, ex numero uno del mondo, che nel suo podcast ha puntato il dito contro la programmazione del tour. “Sinner è crollato fisicamente e non ha potuto continuare, mentre Alcaraz ha fatto una scelta diversa. Non è umanamente possibile essere al top per tutte queste settimane all’anno”, ha spiegato l’ex campione statunitense.
Roddick ha definito il calendario “uno schifo”, sottolineando come la situazione stia peggiorando. “Chi paga il conto di tutto ciò? I fan e i giocatori. Non si può pretendere che siano competitivi dal 1° gennaio a novembre per tanti anni di fila”. Una riflessione dura, ma condivisa da molti nel circuito, che vedono nella saturazione del calendario ATP una delle principali cause dei frequenti infortuni e ritiri.
Mouratoglou: “Chi dice che Sinner ha finto dice una barzelletta”
Alle parole di Roddick si sono aggiunte quelle, altrettanto forti, di Patrick Mouratoglou, che ha difeso apertamente Jannik Sinner dalle critiche ricevute online. “Quando vedo gente insinuare che Sinner abbia finto per abbreviare il torneo, mi viene da dire che questa è una barzelletta. È uno dei giocatori più seri e professionali del circuito”, ha scritto il coach francese in un post su LinkedIn.
Mouratoglou ha poi posto l’accento su un altro nemico spesso sottovalutato: il meteo. “Spesso si dimentica che l’umidità può mettere a dura prova anche gli atleti più forti. Domenica a Shanghai, il corpo di Sinner ha semplicemente ceduto”, ha spiegato, ricordando che anche Taylor Fritz e Novak Djokovic hanno avuto problemi simili nelle stesse condizioni.
Il problema di fondo: un tennis senza pause
Le parole di Roddick e Mouratoglou evidenziano due facce dello stesso problema: da un lato la gestione del calendario ATP, dall’altro la necessità di prepararsi meglio alle condizioni estreme che ormai caratterizzano sempre più tornei.
Per il coach francese, la soluzione passa anche per una maggiore prevenzione e pianificazione fisica: “La prossima volta, la squadra di Sinner si preparerà in modo diverso: più idratazione, più elettroliti, una migliore gestione delle riserve corporee”.
Roddick, invece, invoca un cambiamento strutturale del tour, per evitare che i giocatori siano costretti a sacrificare tornei o la propria salute.
Conclusione
Il caso di Shanghai ha messo a nudo la fragilità di un sistema che spinge i tennisti ai limiti fisici e mentali. Le parole di due figure di spicco come Roddick e Mouratoglou non sono solo una difesa di Sinner e Alcaraz, ma un appello a tutto il movimento: serve un equilibrio nuovo tra spettacolo, salute e sostenibilità sportiva.


