Sinner parla di Alcaraz: “Carlos era destinato al top, io non lo sapevo”

Jannik Sinner racconta la sua ammirazione per Carlos Alcaraz, ricordando le prime sfide nei Challenger e l’evoluzione di una rivalità tra sportività, talento e rispetto.
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La rivalità più elegante del tennis moderno

Tra le rivalità più affascinanti del tennis contemporaneo, quella tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si distingue non solo per il livello tecnico, ma anche per il rispetto reciproco che i due campioni si portano sin dagli esordi. A Wimbledon 2025, questo legame è tornato al centro delle cronache, con l’azzurro che ha voluto ripercorrere la storia di un duello iniziato molto prima dei riflettori degli Slam.

Durante una chiacchierata con i media, Sinner ha ricordato il loro primo incrocio nel 2019, in un torneo Challenger a Villena. “Dal primo scambio ho capito che Carlos aveva qualcosa di speciale. Si percepiva dal suono della pallina, dal modo in cui si muoveva. Era destinato a diventare un top. Di me, invece, non ero così sicuro”, ha ammesso con la sua solita sincerità.

Dall’erba alle stelle

Oggi, i due sono al vertice del tennis mondiale e si dividono regolarmente i palcoscenici dei grandi tornei. Proprio sull’erba londinese i loro destini si sono incrociati spesso. Memorabile il match del 2022, negli ottavi di finale, giocato nel giorno del centenario del Centre Court. “Una montagna russa, ma una gran partita. Quando ho servito il primo punto, nessuno parlava. È una sensazione incredibile. Poi quella partita l’ho vinta, ed è stato un sollievo enorme”, ha raccontato Jannik.

In quel momento, entrambi erano già considerati astri nascenti. Ma solo con il tempo Sinner ha trovato la piena consapevolezza dei propri mezzi. “Il successo cambia molte cose. Ora ho più fiducia e consapevolezza, ma non sono cambiato come persona. Mi piace rimanere fedele a me stesso”, ha spiegato, sottolineando quanto sia importante per lui il legame con le proprie origini e con la sua famiglia.

La forza dell’umiltà

Nonostante i successi – tre titoli Slam e il primato nel ranking ATP – Sinner continua a mantenere un approccio umile e focalizzato. “Cerco di non buttare via nemmeno un giorno. Alla fine della carriera voglio potermi dire che ho dato tutto, senza rimpianti. Anche un anno può fare una differenza enorme a questa età”, ha confidato.

L’italiano non ha nascosto la stima per il collega spagnolo, riconoscendone la precoce maturità tennistica. “Carlos ha sempre avuto soluzioni. Vedi subito chi ha talento. Già da ragazzi, nei Challenger, lui era speciale. Io non avevo la stessa certezza su me stesso”. Un confronto che non ha mai assunto i toni dell’antagonismo ostile, ma che anzi sembra nutrirsi di un’ammirazione reciproca e sana.

Crescita, cadute e ritorni

Sinner ha raccontato anche i suoi momenti più difficili, come le sconfitte contro Novak Djokovic a Wimbledon. “Contro di lui ho percepito quanto la storia possa entrare in campo. A volte ti fa sentire un giocatore normale. Ma proprio in quelle partite capisci quanto lavoro c’è ancora da fare”. Le cadute, ammette, insegnano più delle vittorie, e l’importante è “imparare a trovare la normalità nel caos”.

Anche nel 2024, un altro momento simbolico: il primo derby italiano sul Centre Court, contro Matteo Berrettini, vinto in quattro set. “È stato uno dei match più difficili che ho giocato su erba. Matteo qui è tosto, e se avessi perso quel set saremmo finiti al giorno dopo”, ha ricordato, dimostrando quanto ogni dettaglio possa fare la differenza.

Il futuro? Tutto da scrivere

Oggi Jannik è sereno e motivato. Affronta Wimbledon 2025 con ottimismo, ben consapevole che tra i favoriti ci sono anche Alcaraz e Djokovic, ma senza perdere di vista la sua strada. “Sto cercando di prepararmi per ogni situazione. Mi sento bene, in forma e in una buona posizione mentale. Questo è ciò che conta prima di uno Slam”, ha concluso.

La storia tra Sinner e Alcaraz è appena agli inizi, ma già ricca di capitoli memorabili. Due campioni diversi, ma uniti da talento, dedizione e quel rispetto che rende il loro duello uno spettacolo dentro e fuori dal campo.

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