Riccardo Piatti: “Sinner è stato sempre serio, Alcaraz mi ricorda il primo Federer”

2745384-56729690-2560-1440[1]

Il ritorno di Jannik: tra aspettative e pazienza

Dopo tre mesi lontano dai campi a causa di problemi fisici, Jannik Sinner è tornato protagonista al Foro Italico, debuttando con una solida vittoria contro Mariano Navone. Il numero uno del mondo non è ancora al massimo della forma, ma ha dimostrato di avere già ritrovato parte del suo ritmo, soprattutto nel primo set. Il prossimo match contro De Jong sarà un ulteriore banco di prova nel suo percorso di recupero, che punta più al lungo termine che alla gloria immediata.

Tra coloro che meglio conoscono il talento altoatesino c’è sicuramente Riccardo Piatti, suo ex allenatore fino al 2022. In una recente intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Piatti ha voluto soffermarsi proprio su quanto accaduto durante questo periodo di stop, evidenziando aspetti che potrebbero rivelarsi vantaggiosi: “Jannik sarà sicuramente motivato a dimostrare di essere ancora il più forte. Questo periodo lontano dal circuito può avere effetti positivi, rendendolo più fresco nella parte finale della stagione”.

La serietà come marchio di fabbrica

Piatti non ha mai nascosto l’ammirazione per la disciplina con cui Sinner affronta la carriera. Già durante la pausa imposta dal Covid nel 2020, l’azzurro aveva sfruttato il tempo per migliorare fisicamente e allenarsi con giocatori di altissimo livello. Per Piatti, la chiave del successo di Sinner non è soltanto il talento tecnico, ma qualcosa di più profondo: “Il vero talento dei campioni è come pensano, non come giocano”. In questo senso, Jannik si è sempre distinto per una dedizione totale, che secondo il coach comasco lo accomuna ad altri grandi atleti da lui seguiti come Ivan Ljubicic e Maria Sharapova.

Alcaraz, genio e sregolatezza in stile Federer

Nel confronto tra i due astri nascenti del tennis mondiale, non poteva mancare un accenno a Carlos Alcaraz, il rivale più diretto di Sinner per la leadership del circuito. Piatti ha tracciato un parallelo affascinante: “Carlos mi ricorda molto il giovane Roger Federer. Anche Roger a 22 anni era indisciplinato, poi è maturato ed è diventato la leggenda che tutti conosciamo”. Alcaraz, con i suoi quattro titoli del Grande Slam già in bacheca, ha dimostrato di avere il talento per dominare l’era post Big Three, ma secondo Piatti la sfida sarà mantenere equilibrio e lucidità: “Ama vivere la vita a modo suo, ha appena 22 anni ed è importante non andare in tilt”.

Due stili diversi, un destino comune

Il confronto tra Sinner e Alcaraz evidenzia due modelli opposti di approccio al successo: il rigore metodico dell’italiano contro l’istinto brillante dello spagnolo. Eppure, entrambi sembrano destinati a scrivere la storia del tennis nei prossimi anni. Piatti, con la sua esperienza, invita a non sottovalutare il valore della costanza mentale e dell’equilibrio, ingredienti indispensabili per mantenere il vertice in un mondo altamente competitivo.

Con Sinner pronto a riprendere il suo cammino e Alcaraz che continua a stupire, il tennis mondiale è in ottime mani. Il futuro parla la lingua dei giovani, e i nomi sono già scolpiti: Jannik e Carlos.

Potrebbe interessarti anche...

NEWS

PIù POPOLARI