Sinner e Alcaraz saltano Toronto: la scelta che accende il dibattito sul calendario ATP

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz rinunciano al Masters 1000 di Toronto, accendendo il dibattito sul calendario ATP. Le loro assenze, condivise da Djokovic e Bublik, sollevano interrogativi sulla sostenibilità del circuito.
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Dopo settimane di intenso tennis sui campi di terra e d’erba, i due protagonisti assoluti del circuito maschile, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, hanno deciso di prendersi una pausa strategica. Entrambi hanno rinunciato alla partecipazione al Masters 1000 di Toronto, scelta che ha subito acceso il dibattito sul calendario ATP, giudicato da molti – giocatori inclusi – come eccessivamente compresso e logorante. L’assenza dei numeri uno e due del mondo, unita ai forfait di Novak Djokovic e Jack Draper, ha inevitabilmente cambiato volto al torneo canadese, rendendolo più aperto ma anche meno attraente dal punto di vista del pubblico e degli sponsor.

Un calendario che non dà tregua

L’estate del tennis è sempre stata densa di appuntamenti, ma la concentrazione di eventi di altissimo livello in poche settimane sta diventando motivo di scontro tra atleti e vertici organizzativi. Dopo Roland Garros e Wimbledon, i giocatori si ritrovano subito catapultati nella stagione sul cemento nordamericano, con Toronto, Cincinnati e US Open in rapida successione.

Alexander Bublik, reduce da due vittorie consecutive a Gstaad e Kitzbühel, si è schierato apertamente dalla parte di chi ha scelto il riposo: “Sono felice che Jannik, Novak e Carlos saltino il Masters di Toronto. È normale. Non voglio vedere quello che abbiamo visto l’anno scorso, quando questi giocatori si sono scatenati sul campo e non sono riusciti a mostrare nemmeno il 20% delle loro capacità a causa di un calendario molto fitto”. Parole che fotografano una stanchezza crescente nel circuito, sia fisica che mentale.

Allenamenti mirati per i prossimi grandi obiettivi

La rinuncia a Toronto non è un segnale di debolezza, ma parte di una strategia ben definita. Dopo una breve pausa, Sinner e Alcaraz sono tornati ad allenarsi in vista dei due grandi appuntamenti di fine estate: il Masters 1000 di Cincinnati e gli US Open. Entrambi hanno ricordi contrastanti dell’ultima estate americana: l’italiano aveva trionfato sia in Ohio che a New York, mentre lo spagnolo, affaticato dalle Olimpiadi, era uscito prematuramente da entrambi i tornei.

Sinner ha ripreso la preparazione al Montecarlo Country Club, luogo che ormai è diventato il suo quartier generale, con l’obiettivo dichiarato di difendere i punti e consolidare il primo posto nel ranking ATP. Dall’altra parte, Alcaraz si allena a La Manga Club, con l’intenzione di riconquistare la vetta e magari prendersi una rivincita proprio sugli stessi campi dove, nel 2022, aveva dato vita a un match epico contro Sinner nei quarti degli US Open.

Un torneo orfano dei suoi protagonisti

Le defezioni eccellenti lasciano spazio ad altri protagonisti. Alexander Zverev e Taylor Fritz guideranno il seeding a Toronto, in un’edizione che si preannuncia quanto mai imprevedibile. Il successo a sorpresa di Alexei Popyrin lo scorso anno dimostra come l’assenza dei big possa aprire nuove opportunità, ma non tutti nel circuito vedono di buon occhio questo svuotamento tecnico dei tornei più prestigiosi.

Il caso Toronto pone una domanda cruciale: può il tennis continuare a ignorare le richieste di pausa dei suoi protagonisti, rischiando di logorarli e abbassare la qualità degli eventi? Le scelte di Sinner, Alcaraz e Djokovic sembrano inviare un messaggio chiaro: serve un ripensamento del calendario per garantire spettacolo e longevità ai top player.

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