Una nuova guida per ritrovare sé stesso
Stefanos Tsitsipas è a un bivio cruciale della sua carriera. A soli 26 anni, l’ex numero 3 del mondo si trova a inseguire un rilancio tanto necessario quanto complicato. Dopo anni di aspettative altissime e risultati altalenanti, il greco ha deciso di affidarsi a Goran Ivanisevic, un nome pesante nel panorama tennistico e figura chiave del successo di Novak Djokovic negli ultimi anni. L’obiettivo? Ritrovare la rotta e, magari, tornare a lottare per uno Slam.
Ivanisevic, un mentore sincero e necessario
Tsitsipas non ha esitazioni nel raccontare l’importanza di questa nuova collaborazione: “Ho perso tempo, avrei dovuto lavorare con Goran tre o quattro anni fa”, ha confessato senza mezzi termini. Il croato è arrivato in un momento di grande fragilità per Stefanos, che ha ammesso di aver bisogno di una figura esperta, capace di comprendere i suoi pensieri e le sue paure.
Una frecciata, nemmeno troppo velata, al padre Apostolos, storico coach del greco: “Goran non è mio padre. Non mi confonde, non cerca di compiacermi. Mi dice le cose come stanno, senza edulcorare la realtà”. Questo approccio diretto e privo di filtri sembra essere proprio ciò di cui Stefanos aveva bisogno per uscire da una spirale di stagnazione tecnica ed emotiva.
Più che un coach, una guida psicologica
Lavorare con Ivanisevic non significa solo rivedere il proprio tennis, ma anche ricostruire fiducia e identità. “Negli ultimi due anni ho vissuto con molto stress, non ero me stesso in campo”, ha dichiarato Tsitsipas, sottolineando l’importanza di affrontare le sue fragilità mentali con l’aiuto anche di uno psicologo sportivo. “Essere sempre circondato da persone che ti chiedono tanto, sentirsi responsabile per loro, tutto questo ti consuma dentro”, ha spiegato.
Ivanisevic, con la sua esperienza da ex campione e il suo pragmatismo, è oggi una figura cardine non solo per lo sviluppo tattico, ma per la serenità interiore del tennista greco: “Mi aiuta a ritrovare l’autostima, a capire cosa mi funziona e cosa va cambiato. So che mi rispetta e che tiene davvero a me, lo vedo nei suoi occhi, nel modo in cui mi parla”.
“Non posso giocare come Nole”
Nonostante l’influenza del croato sia legata inevitabilmente ai trionfi di Djokovic, Tsitsipas è consapevole delle differenze: “Non posso giocare come Nole”, ha detto dopo un match all’Hurlingham Club. “Stiamo cercando ciò che funziona per me, non per qualcun altro. Goran ha lavorato anche con altri grandi, la sua esperienza non si limita a Novak”.
Il lavoro dei due prosegue a ritmo serrato, ma senza pressioni irrealistiche. “Non abbiamo aspettative concrete, solo la voglia di fare grandi cose insieme”, ha spiegato Stefanos. Dopo anni passati a inseguire modelli che non lo rappresentavano, oggi sembra pronto a riscrivere il suo cammino, con umiltà, onestà e finalmente una guida capace di fargli da specchio.
Una rinascita possibile
Il nuovo capitolo della carriera di Tsitsipas parte da Wimbledon, un torneo che finora non ha mai davvero amato. Ma forse, proprio dal prato inglese, potrebbero arrivare i primi segnali di una rinascita attesa. Con Ivanisevic al suo fianco, il talento greco non cerca scorciatoie: ha scelto la via della verità, anche se fa male. E in un mondo fatto spesso di comfort e scuse, è già un primo passo da gigante.


