Il sogno di Wimbledon diventa sempre più reale
Aryna Sabalenka è in missione. Dopo aver conquistato tre titoli del Grande Slam, la numero uno del mondo punta con decisione al suo primo trionfo a Wimbledon. L’erba londinese è sempre stata per lei un terreno ambizioso ma ostico, eppure quest’anno qualcosa sembra essere cambiato. Dopo aver battuto Elise Mertens in due set combattuti (6-4, 7-6(4)), Sabalenka è approdata ai quarti di finale mostrando non solo forza, ma soprattutto maturità tattica e mentale.
Il pubblico britannico dalla sua parte
Giocare sul Centre Court ha un sapore speciale, ma per Sabalenka questa edizione ha un significato particolare. “Ho sentito tutto il supporto. È stato incredibile giocare così, con il pubblico davvero dalla mia parte. Spero che questo continui, mi aiuta ad affrontare le sfide”, ha detto entusiasta in conferenza stampa. Un’energia positiva che l’ha accompagnata nei momenti più delicati dei match, come nel tie-break vinto contro Mertens, il 14esimo consecutivo: “Non penso alle statistiche, mi concentro su ogni punto e cerco di essere aggressiva”.
Strategie vincenti e nuove ambizioni
A differenza del suo stile abitualmente aggressivo visto soprattutto all’US Open e in Australia, Sabalenka ha imparato ad adattarsi alla superficie verde. Contro Mertens, ha scelto un approccio più ragionato: “Sapevo che avrebbe cercato di rallentare il gioco. Ho cercato di non affrettarmi, avvicinarmi alla rete quando possibile e mantenere l’aggressività”.
E la rete è proprio uno degli aspetti su cui vuole migliorare: “Sto lavorando per essere più coraggiosa. Mi piacerebbe fare più serve-and-volley, ma a volte aspetto troppo. È qualcosa su cui stiamo lavorando”.
L’ostacolo Siegemund e la forza mentale
La prossima sfida sarà contro Laura Siegemund, una giocatrice che su erba può rivelarsi particolarmente insidiosa. “Il suo stile può essere fastidioso su questa superficie. Devo restare concentrata su me stessa e non farmi frustrare. So di avere il gioco adatto per affrontarla”, ha spiegato con lucidità.
Sabalenka non nasconde di essere cresciuta molto anche grazie a stimoli esterni, in particolare da Novak Djokovic. “Parliamo spesso della parte mentale del gioco, della gestione dell’energia, dell’approccio alle grandi finali. Una volta mi ha dato anche consigli sulla risposta. Ora mi prende in giro perché l’ho copiata… ma funziona!”, ha raccontato sorridendo.
“Quel trofeo è sempre stato il mio sogno”
Nonostante le precedenti delusioni sull’erba londinese, Sabalenka mantiene vivo il suo sogno più grande: “Tutti sogniamo la stessa cosa: tenere in mano quel trofeo. Non ci sono ancora riuscita. Ma spero davvero che un giorno possa vivere quel momento”.
La determinazione, la forza mentale e il costante lavoro sul proprio gioco stanno facendo di Aryna Sabalenka una delle principali candidate al titolo. Wimbledon, per lei, non è solo un torneo: è il sogno di una vita.


