Darren Cahill: “Il tennis deve evolversi”

L’allenatore di Simona Halep accoglie con favore l’introduzione del ‘coaching’ dagli spalti, necessario secondo lui affinché il tennis continui a progredire.

di donatomarrese

Importanti le novità che sono state introdotte nel Wta Premier di Dubai di quest’anno. L’evento ha presentato una proposta circa il ruolo che gli allenatori delle giocatrici ricopriranno durante le partite. Questi infatti non solo potranno entrare in campo per dare consiglio alle giocatrici, ma avranno soprattutto la possibilità di interagire dalla tribuna, eliminando quella regola di “coaching”, che ha creato non pochi problemi (si ricordi la finale degli Us Open tra Osaka e Williams, con quest’ultima che iniziò una polemica con il giudice di sedia Ramos a causa di un warning ricevuto per “coaching”).

A tal proposito, Darren Cahill, allenatore di Simona Halep, si è espresso a favore delle modifiche apportate dal Wta, per il perseguimento dell’evoluzione del tennis. Il coach australiano allena da anni la rumena, conoscendo bene le apportazioni di cui ha bisogno il tennis, soprattutto quello femminile. Queste le sue dichiarazioni rilasciate per il sito web Wta: “Adoro le tradizioni del tennis, ma penso che sia necessario pian piano evolversi”.

In particolare, l’australiano ha apprezzato le novità apportate nei due precedenti Australian Open: “Siamo stati in grado di assistere a tiebreak da 10 punti, giocati al quinto set in sei partite in Australia. Chi avrebbe mai immaginato questo 20 anni fa? In tal modo, aumenta la pressione dei giocatori.”

A proposito del “coaching” introdotto nel Premier di Dubai, Cahill sostiene: “Ritengo che il coaching sia parte di un’evoluzione positiva del tennis”. Lo stesso chiarisce che questa nuova regola consentirà al tennis di progredire e che un ruolo più attivo degli allenatori nel corso dei match garantirà un livello di tennis più alto: “Vogliamo che migliorino i giocatori, lo sport e noi allenatori.”

L’australiano illustra i motivi per cui in passato gli allenatori cercavano di fare “coaching” di nascosto: “Il motivo per cui è stato fatto in determinati momenti è perché non ci era permesso dagli spalti; quindi abbiamo cercato di fornire messaggi ai giocatori in modo nascosto.”

Anche l’altro allenatore di Halep, Artemon Apostu-Efremov, si è mostrato entusiasta del cambiamento apportato dal Wta in questo torneo: “E’ un passo che avrebbe dovuto essere fatto già da molto tempo. Gli allenatori fanno parte del gioco. Nella stragrande maggioranza degli sport è possibile vedere gli allenatori interagire con i giocatori.”

Cahill conclude, incentrandosi sull’importanza del coach: “Noi allenatori abbiamo un ruolo importante nelle trame di gioco; quello che è stato introdotto dal Wta sarà importante non solo per le giocatrici, ma anche per il pubblico. Spero che questo cambiamento vada per il verso giusto.”

Donato Marrese

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