Ex coach di Naomi Osaka chiede il 20% dei guadagni. La vicenda si risolverà in tribunale

Ex coach di Naomi Osaka chiede il 20% dei guadagni. La vicenda si risolverà in tribunale

Christophe Jean, ex coach di Naomi e Mari Osaka, rivendica il 20% dei guadagni delle due tenniste. A detta di Jean l’accordo sarebbe stato firmato dal padre della numero 1 del mondo, quando Naomi aveva 13 anni.

di Monica Tola

Quando si diventa ricchi e famosi che tante persone possano bussare alla porta rivendicando vecchi conti in sospeso è la norma. Eventuali ingenuità, come la stipula di contratti-capestro, possono costare care. Lo stesso vale per quanti, dopo anni, irrompono nella vita di un personaggio pubblico accampando diritti economici per aver avuto un presunto ruolo nella realizzazione di un successo. Chi ha sbagliato o mentito paga, specie se il contenzioso si trasferisce in un’aula di giustizia.

A prescindere da chi avrà ragione o torto, se una vicenda del genere coinvolge Naomi Osaka la notizia è destinata a destare scalpore e fare il giro del mondo in poche ore: Christophe Jean, ex coach della tennista giapponese e della sorella Mari, ha intentato una causa civile contro Naomi Osaka reclamando il diritto al 20% dei guadagni. La storia è stata resa nota dai siti Sun Sentinel (non visibile in Italia, ma il dettagliato racconto del quotidiano è stato riportato qua da scroll.in ) e Tmz Sports.

Christophe Jean, sostiene di aver fatto causa forte di un contratto firmato dal padre della Osaka, Leonard Francois, quando Naomi aveva 13 anni. In cosa consisterebbe l’accordo? Allenare Naomi e Mari Osaka senza percepire compensi immediati, in cambio del 20% dei guadagni delle sorelle Osaka. I giornalisti del Sun Sentinel hanno parlato con diversi allenatori che hanno lavorato nel sud della Florida con l’allora giovanissima giocatrice giapponese. Sono emerse le ristrettezze economiche della famiglia Osaka, che non poteva permettersi grosse spese per i coach. Così i tecnici lavoravano senza ricompensa o con una retribuzione minima. Il perché è facilmente intuibile: il talento di Naomi era una attrattiva piuttosto allettante. In particolare, per come sono andate le cose, le potenzialità dell’attuale numero 1 del mondo hanno colpito Christophe Jean, il quale si sarebbe tutelato con un accordo che gli assegnerebbe il diritto di percepire un quinto dei guadagni delle sorelle Osaka. Naomi campionessa a Indian Wells e agli Us Open 2018 e agli Australian Open 2019, ha già superato i 10 milioni di dollari di montepremi (più le sponsorizzazioni). Mari, invece, non essendo dotata quanto Naomi, fatica a sfondare e giocherà per la prima volta in un main draw del circuito Wta a Miami grazie a una wild card.

La risposta della famiglia Osaka non si è fatta attendere. A dare battaglia a Christophe Jean sarà il legale Alex Spiro che si è espresso in modo piuttosto esplicito sulla controversia: “Non sorprende che l’ascesa di Naomi possa portare a false affermazioni come l’esistenza di questo sciocco contratto. Naomi non l’ha mai visto e firmato”.

Dall’altra parte l’ex coach, che sostiene di possedere la copia dell’accordo, depositato presso la Corte di Stato in Florida, con la firma del padre della Osaka.

3 Commenta qui

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  1. Giuliana Cau - 4 mesi fa

    Dopo questa soffiata, ora le chiederà i danni anche Bajin e il montepremi dell’Australian Open è bello che andato. Che dire… Assicurarsi che le separazioni siano sempre consensuali, prima di procedere.

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    1. Monica Tola - 4 mesi fa

      È vero che il mondo è pieno di mitomani, ma se il padre ha davvero firmato quell’accordo la famiglia Osaka ha bisogno di tutta la maestria del legale nominato per venirne a capo senza sganciare un centesimo

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  2. Luca Matteoli - 4 mesi fa

    Se volete, un 20%, datelo anche a me

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