Flavia Pennetta, dieci anni dopo il trionfo agli US Open: il ricordo della finale con Roberta Vinci

Flavia Pennetta ricorda il trionfo agli US Open 2015 contro Roberta Vinci. Una finale storica tra amiche, seguita dall’annuncio del ritiro e da un addio indimenticabile.
MILAN, ITALY - SEPTEMBER 19: Flavia Pennetta attends the Emporio Armani fashion show during the Milan Fashion Week Spring/Summer 2020 on September 19, 2019 in Milan, Italy. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)
MILAN, ITALY - SEPTEMBER 19: Flavia Pennetta attends the Emporio Armani fashion show during the Milan Fashion Week Spring/Summer 2020 on September 19, 2019 in Milan, Italy. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Dieci anni fa, l’11 settembre 2015, il tennis italiano scrisse una delle pagine più indimenticabili della sua storia. Sul cemento di Flushing Meadows andò in scena una finale tutta azzurra tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci, due amiche cresciute insieme nei corridoi del centro federale e diventate protagoniste di un sogno che ancora oggi resta vivido nella memoria di appassionati e tifosi.

Il trionfo a New York

Pennetta, testa di serie numero 26, superò Vinci con il punteggio di 7-6(4), 6-2 in un match durato poco più di un’ora e mezza. Per la brindisina fu il coronamento di una carriera segnata da sacrifici, rinascite e da un legame speciale con gli US Open, torneo dove aveva già raggiunto una semifinale nel 2013 e diversi quarti di finale. Quella vittoria rappresentò anche il suo primo e unico titolo Slam, oltre a riportarla tra le prime dieci del mondo.

Il momento più intenso fu l’annuncio a sorpresa fatto subito dopo la premiazione: “Questo è stato il mio ultimo match agli US Open”. Pennetta, con gli occhi lucidi ma il sorriso sulle labbra, spiegò che la decisione era maturata da tempo: “Quando sei sul campo per 24 settimane all’anno devi combattere ogni volta. Per me stava diventando difficile. Credo sia il momento giusto, sono orgogliosa di me stessa”.

Un’amicizia in campo

La finale non fu solo una sfida sportiva, ma anche un incontro tra due percorsi paralleli. “L’atmosfera era intensa ma familiare, giocavo contro Roberta che conosco da quando avevamo otto anni. Siamo cresciute insieme, compagne di stanza al centro federale. Col tempo ci eravamo un po’ perse, ma ci siamo ritrovate”, ha ricordato Pennetta in un’intervista recente.

Il lungo abbraccio a fine partita tra le due fu il simbolo di una giornata storica. Vinci, reduce dall’impresa contro Serena Williams in semifinale, accettò la sconfitta con grande sportività: “Tante cose mi sono passate per la mente dopo aver battuto Serena. Ho perso, ma sono felice per Flavia. Lei ha giocato meglio e meritato di vincere”.

La pace dopo l’ultimo colpo

Per Pennetta quel successo non fu solo un trofeo, ma la conclusione perfetta di un percorso. “Dentro al cuore mi porto quella sensazione di pace che ho provato dopo l’ultimo colpo. È stato come rivedere tutta la strada fatta da bambina fino a quel momento. In quell’istante ero in pace col mondo”, ha raccontato.

Un’emozione talmente forte che, per un attimo, le fece pensare a un ritorno: “Alle Olimpiadi di Rio avevo valutato di rientrare solo per aiutare il doppio femminile italiano, sarebbe stato un peccato non avere una coppia”. Ma quel momento rimase un’eccezione.

Un addio da regina

Il giorno dopo la finale, Pennetta si presentò a Manhattan con il trofeo tra le mani e il sorriso di chi aveva realizzato un sogno. Accanto a lei Fabio Fognini, che definì la sua presenza in tribuna “il regalo più bello”. Un passaggio di testimone simbolico, con Flavia pronta a chiudere un capitolo e ad aprirne un altro, lontano dai campi ma non dalle emozioni.

Quel titolo resta ancora oggi una pietra miliare del tennis italiano, preludio all’attuale era d’oro del movimento. Una storia di amicizia, sacrificio e orgoglio, scritta da due ragazze che hanno trasformato New York nella capitale del tennis azzurro.

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