Cresce l’incertezza sui prossimi Australian Open

Il 2021 del tennis parte in salita. Ancora tante le incertezze sui prossimi Australian Open e non arrivano notizie incoraggianti (almeno per il momento)

di Diletta Barilla

Australian Open sì, Australian Open no. È questo il dilemma più grande con il quale si concluderà il 2020 del tennis e, con ogni probabilità si aprirà allo stesso modo l’anno prossimo.

La disputa dello Slam australiano al momento non sembra essere in discussione ma le notizie in arrivo non sembrano essere incoraggianti. In questo momento pianificare allenamenti e viaggio verso Melbourne è la priorità dei giocatori e gli organizzatori sono ala lavoro per far arrivare loro notizie precise quanto prima.

Ma è proprio la precisione – in un momento dove a regnare è l’assoluta incertezza – che manca e che nessuno può garantire indipendentemente dalla volontà e dai buoni propositi. Ad alimentare questa situazione è stato il Primo Ministro dello Stato di Victoria, Daniel Andrews.

La mancanza dell’obbligo di quarantena per i giocatori in arrivo costringe a decisioni drastiche il governo della regione che ha deciso di rifiutare il loro ingresso nella zona di sua competenza. Non certo una risposta che si attendeva il direttore Craig Tiley.

Per questo motivo il numero 1 degli Australian Open ha mandato un messaggio per provare a rasserenare gli animi: “Siamo in attesa di conoscere ulteriori dettagli e sapere se questa situazione si protrarrà anche nel mese di gennaio. La possibilità di ospitare il torneo dipenderà dalle decisioni del Dipartimento di Victoria“.

Così come per gli anni scorsi potrete tranquillamente trascorre il Natale in famiglia prima di volare da noi per giocare l’Australian Open. Vi garantisco che appena avremo notizie precise vi daremo tutte le informazioni e le garanzie richieste” conclude.

Un messaggio più che altro di speranza quello di Craig Tiley. A mettere a rischio lo svolgimento dell’unico slam giocatosi regolarmente nel 2020 sono anche i collegamenti aerei internazionali che, almeno in un primo memento, sembravano essere bloccati fino a marzo.

 

 

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