Nick Kyrgios e lo spettro della depressione: “Mi sentivo solo, non riuscivo a fidarmi di nessuno”

Nick Kyrgios rivela un lato di se finora tenuto nascosto. Un periodo buio della sua vita in cui il tennis è stato messo in discussione proprio per il suo essere uno sport solitario

di Diletta Barilla

Nick Kyrgios da ragazzo terribile a … “tenerone”. Il tennista australiano, in una recente intervista rilasciata al Sunday Telegraph ha rivelato di aver sofferto di depressione. Una condizione accentuata anche dalle aspettative sempre crescenti nei suoi confronti.

Ho sofferto molto pensando di aver deluso le persone intorno a me non riuscendo magari a soddisfare tutte le loro aspettative” racconta il giocatore di Canberra che, poi, si lascia andare ad un evento particolare: “Ero a Shangai, era pomeriggio ma non volevo che si aprissero le tende della stanza, che entrasse il sole. Non mi fidavo più di nessuno perché pensavo che tutti fossero intenzionati a conoscere solo il tennista e non la persona che sono“.

Una situazione che ha portato Nick Kyrgios a voler prendere le distanze dal tennis: “Adesso per fortuna non mi preoccupo più tanto di quello che possono pensare le persone di me. Ci sono giocatori che vivono per il tennis non so se ci sia una giusta via di mezzo o quale sia la strada giusta. Posso solo dire che sono pochi quelli che si rendono davvero conto di quanto il tennis sia uno sport solitario. In campo sei da solo, devi tirarti fuori dai “guai” senza poter contare su altri: ho combattuto a lungo contro questa sensazione“.

Spesso il 25enne australiano è balzato agli onori delle cronache per i suoi eccessi ma, in questa intervista, ha voluto concedere ai fan il suo lato più intimo e nascosto: “Sono un giocatore emotivo, lo sono da sempre. Da piccolo quando perdevo piangevo oppure mi arrabbiavo e rompevo la racchetta. Non credo ci sia nulla di male, penso solo di essere una persona che mostra di più le emozioni rispetto a tanti altri giocatori“.

Nick Kyrgios ha chiuso anticipatamente il suo 2020 decidendo di non prendere parte ai tornei disputati tra America e Europa dopo la prima ondata di covid-19. Per l’emergenza sanitaria in corso ha preferito restare in Australia e si sta preparando ai primi appuntamenti del 2021 nella sua terra natale.

 

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