Caro Babbo Natale, amante del tennis come noi…

Caro Babbo Natale, amante del tennis come noi…

La letterina che abbiamo inviato al Santa Claus dei tennisti è in viaggio per la Lapponia. Dentro c’è scritto questo.

di Jacopo Crivellari, @JacoCrivellari

Caro Babbo Natale,

sono in fortissima difficoltà nello scriverti questa lettera, e per questo provo un po’ di imbarazzo e vergogna. Giusto perchè tu lo sappia, la colpa della mia desuetudine è di qualche adulto che quindici anni fa si dimenticò di esser stato bambino. Altrimenti a quest’ora la busta sarebbe già in viaggio verso di te in Lapponia.

Ciò premesso, mi hanno attribuito l’onorevolissimo compito di far da portavoce delle richieste degli appassionati di tennis di tutta l’Italia. Dato che però era evidentemente impossibile raccogliere un desiderio da ogni amante dell’amato gioco dello stivale, ti scriverò solo i miei. Penso e spero che possano rappresentare, almeno in parte, la vox populi. Se così non dovesse essere, che la scrivano loro, il prossim anno, la letterina.

Com’è ovvio che sia, rimarranno nella mia mente eventuali desideri particolari e campanilistici: non ti scriverò, quindi, perchè Djokovic faccia il Grande Slam o affinché Federer vinca un’altra volta Wimbledon. Piuttosto, mi sento più autorizzato a raccomandarti qualche giovane dal cuore azzurro di belle speranze, o addirittura bellissime. Metti sotto l’albero di Camila Giorgi, Jasmine Paolini, Fabio Fognini, Matteo Berrettini e Jannik Sinner la saggezza di chi sa d’esser un privilegiato e l’attitudine di chi è innamorato del tennis come la prima volta che ha colpito un dritto all’incrocio delle righe.

Non so se per quello che ti sto per chiedere dovrei rivolgermi a te o a Qualcuno di più in alto, ma sarebbe bello, oh mio Babbo, se quella del 2020 fosse una stagione di tennis senza infortuni. È praticamente impossibile, potresti rispondere con senno tu, ma almeno che non ci siano defezioni in prossimità degli Slam. Anche in questo caso, sempre per il bene dello sport, mi sento legittimato a domandarti che non ci sian malanni salutari per un signore svizzero che l’anno prossimo ne compirà trentanove. Se proprio non puoi far nulla per gli altri, che almeno per lui sia una stagione di salute fisica. Dato che, stavolta sì, potrebbe davvero essere l’ultima. Sono piuttosto sicuro che abbia questo desiderio chiunque sia sano di mente, aldilà di qualsiasi tipo di tifo o, peggio, hating.

È Natale e forse dovrei chiederti anche che sui campi su cui si prende a racchettate la pallina gialla regni sempre l’armonia, il sorriso e altre cose, me lo permetterai, scontate e anche un po’ banali. E quindi fa che ci sia sì il rispetto reciproco tra rivali, ma che il tennis continui ad essere uno sport puro, vero, i cui protagonisti son combattenti sinceri e spontanei.

Noialtri abbiamo fatto diventare l’evoluzione della pallacorda il compagno fedelissimo di vita perchè in fondo vedevamo e vediamo anche un po’ noi stessi in quegli eroi travestiti da umani che però, di noialtri, son molto più abili a giocare. Se l’anno prossimo di questi tempi ci sarà un amante in più, allora, indipendentemente da tutto, sarà stato un anno felice per il tennis. E per noi.

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