Il tennis è abbandonato a se stesso

Il tennis è abbandonato a se stesso

Nessuna iniziativa di beneficenza, nessun match per raccogliere fondi. Il primo torneo ufficiale fissato per il 31 luglio. Nel frattempo in Europa già si gioca a calcio…

di Jacopo Crivellari, @JacoCrivellari

Tra le tante e nuove situazioni a cui abbiamo dovuto far fronte in questa emergenza, c’è stata anche la totale assenza di sport live in televisione. “È giusto così”, ha recitato per settimane il coro unanime degli appassionati che si sono visti togliere una delle ragioni più belle per cui si alzavano dal letto la mattina. E allora si è fatto di necessità virtù: dato che non si può stare totalmente senza tennis, in molti (me compreso) hanno deciso di guardare i match vecchi che in questi giorni vanno in loop sui canali solitamente deputati alle partite in diretta. Il problema, tra gli altri, è che ormai sappiamo il momento preciso in cui John McEnroe si pulì le scarpe nell’erba durante la finale di Wimbledon 1980 contro Bjorn Borg. Conosciamo il labiale perfetto delle parole pronunciate dalla signorina bionda dietro le spalle di Roger Federer durante le fasi salienti del quinto set della finale di Wimbledon 2019. Ci ricordiamo le esatte parole che Gianni Clerici proferì durante il secondo set di quel Volandri-Federer agli Internazionali del 2007. E comunque più la rivedo e più penso che quella partita l’abbia persa Roger e non l’abbia vinta l’italiano.

Lo stesso facevano anche gli appassionati di golf, almeno fino a due settimane fa. Il 18 maggio infatti si è giocato un match benefico a cui hanno partecipato quattro dei migliori giocatori del mondo (tra cui Rory McIlroy, attuale numero uno), grazie a cui sono stati raccolti cinque milioni di dollari di donazioni per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Ieri, invece, si è disputato “The Match”, nuova, divertentissima sfida a quattro che ha visto coinvolti anche Tiger Woods e il quarterback Tom Brady; risultato: altri venti milioni di dollari donati. Oltre a fare del bene, aspetto sicuramente più importante, queste trentasei buche sono state acqua fresca di sorgente a cui gli amanti del golf si sono abbeverati per alcune ore. E il tennis?

Il tennis dà l’impressione di essere abbandonato al suo destino. Sembra quasi che i giocatori abbiano deciso di concentrarsi di più sulla loro ristretta cerchia che sulla gente comune: nelle ultime settimane si è parlato di tennis solo per il fondo economico destinato ai giocatori di bassa classifica, a cui si sono collegate polemiche poco nobili. Nessun iniziativa per raccogliere donazioni, nessun match di beneficenza. Il che è molto strano, a pensarci bene: in periodi “normali” tutti i campioni si sono sempre spesi in prima persona per aiutare le persone più in difficoltà. Primo fra tutti Roger Federer, che però qualche giorno fa ha addirittura dichiarato di non allenarsi più.  Non credo, onestamente, che una partita di tennis comporti più rischi sanitari di una di golf. 

Alcuni ricorderanno la boutade di Patrick Mouratoglu, il quale aveva annunciato che il 16 maggio sarebbe cominciato un “Ultimate Tennis Showdown” nella sua accademia in Costa Azzura, a cui avrebbero dovuto partecipare alcuni giocatori di buona classifica. Ora pare che il torneo in questione sia stato spostato a data da destinarsi. È notizia dell’ultim’ora, invece, quella che concerne una competizione ideata da Novak Djokovic: dovrebbe partire a metà giugno in alcuni dei paesi balcanici. Tuttavia c’è ancora molto fumo: non si sa chi vi parteciperà, se sarà trasmesso in tv e nemmeno se il pubblico potrà entrare negli impianti.

Un altro aspetto da tener conto riguarda il fatto che ad ora la data per la ripresa dei tornei ufficiali è il 31 luglio. Cioè tra più di due mesi. In Germania è già ricominciato il campionato di calcio e il resto d’Europa lo riprenderà a metà giugno, mentre il primo torneo del Pga Tour di golf post-covid comincerà l’11 giugno in Texas. Senza un vero motivo, la fonte a cui vorrebbero abbeverarsi gli amanti dell’amato gioco è secca, secchissima, senza nemmeno una goccia d’acqua. E pare che resterà così ancora per molto. Eppure basterebbe così poco…

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