Un’impresa epica al Foro Italico
Corentin Moutet ha scritto una delle pagine più intense della sua carriera sul campo Pietrangeli degli Internazionali BNL d’Italia, conquistando la sua prima vittoria contro un top10. A cadere sotto i colpi del francese è stato Holger Rune, in una maratona tennistica durata 3 ore e 44 minuti, la più lunga in tre set nella stagione ATP. Il punteggio finale, 7-5 5-7 7-6(4), racconta solo in parte la battaglia fisica e mentale che si è consumata a Roma.
Una sfida di nervi, tecnica e cuore
Moutet è stato magistrale nel variare il gioco, alternando smorzate perfette a lob millimetrici, togliendo ritmo a Rune e impedendogli di imporre la sua aggressività. Il primo set si è chiuso a favore del francese, bravo ad approfittare degli errori del danese nel momento decisivo. Rune ha provato a reagire nel secondo parziale, ma anche lì è bastato un calo momentaneo per rimettere in partita l’avversario. Il terzo set è stato un’altalena di emozioni, con break e controbreak fino al tie-break finale, dove Moutet ha avuto la lucidità di chi sa soffrire.
Il francese ha annullato quattro match point e sprecato 10 palle break su 13, ma ha trovato dentro di sé la forza per crederci fino in fondo. “Oggi ho rispettato il mio avversario, ma soprattutto ho rispettato me stesso”, ha dichiarato visibilmente commosso al termine dell’incontro.
Sacrificio, passione e identità
Classe 1999, attualmente numero 83 del mondo, Moutet è un personaggio fuori dagli schemi, capace di dividere pubblico e critica. Ma in campo non si risparmia mai. Dopo aver superato Hijikata e Humbert nei turni precedenti, si è presentato contro Rune con una serie aperta di 12 sconfitte su 12 contro giocatori della top 10. Quel tredicesimo tentativo, però, ha portato un premio atteso da anni.
“Mi alleno duramente ogni giorno, non vivo con la mia famiglia da 15 anni per fare questo. Ci tengo a vincere, ci tengo a dare il massimo sul campo”, ha raccontato con sincerità. Le sue parole trasmettono la profondità del sacrificio personale dietro ogni punto, ogni allenamento, ogni viaggio. “Ho lottato molto con me stesso. Continuavo a ripetermi che dovevo andare avanti, che era normale essere stanco dopo quasi quattro ore. Volevo solo non avere nulla da rimproverarmi”, ha aggiunto.
Ora un’altra montagna da scalare
L’impresa contro Rune, che era arrivato a Roma dopo aver battuto Alcaraz a Barcellona, non sarà facile da replicare. Ad attendere Moutet agli ottavi c’è un altro ostacolo imponente: Jack Draper, uno dei giovani più in forma del momento. Ma con questa nuova consapevolezza, e un bagaglio di emozioni che vale più di qualsiasi ranking, Moutet si prepara a scrivere un altro capitolo della sua storia.


