Una campionessa in cerca del salto di qualità
Cori Gauff si presenta al Roland Garros 2025 con due finali WTA 1000 consecutive alle spalle, ma senza trofei da sollevare. Sconfitta prima da Aryna Sabalenka a Madrid, poi da Jasmine Paolini a Roma, la giovane statunitense ha mostrato una continuità notevole nella fase avanzata dei tornei, ma anche una certa difficoltà nel portare a termine il lavoro quando il titolo è in palio. Un doppio ko che ha lasciato in lei sensazioni contrastanti: da un lato la soddisfazione di essere tra le protagoniste della stagione su terra battuta, dall’altro il rimpianto per non aver espresso il suo miglior tennis nei momenti decisivi.
“Orgogliosa ma delusa”: le parole di Gauff dopo Roma
Al termine della finale persa agli Internazionali BNL d’Italia contro Jasmine Paolini, Gauff non ha nascosto la sua amarezza. “Sono sicuramente orgogliosa dei risultati raggiunti a Madrid e Roma, ma anche delusa. È una sensazione agrodolce”, ha dichiarato in conferenza stampa. La statunitense ha riconosciuto i meriti dell’azzurra, autrice di una prestazione aggressiva e brillante: “Jasmine ha giocato un ottimo tennis oggi, è scesa in campo per vincere e ha meritato il successo”.
Gauff, invece, ha ammesso di non aver trovato il ritmo giusto, come già le era accaduto contro Sabalenka. “Purtroppo ho avuto la sensazione di non aver dato il massimo. Credo sia un misto di entrambe le cose: il merito di Paolini e il mio livello non all’altezza”.
Le finali perse e il lavoro da fare
Arrivare due volte in finale senza riuscire a imporsi è frustrante, ma Gauff preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno. “La mia sensazione è che ho fatto due finali importanti senza giocare il mio miglior tennis. Questo per me è fonte di fiducia e motivazione. Se riesco a esprimere il mio massimo, posso ottenere grandi risultati a Parigi”, ha spiegato.
In vista del Roland Garros, la numero 3 del mondo sa di dover sistemare alcuni aspetti del suo gioco. “Contro certe avversarie devo essere più aggressiva del solito, anche se non mi sento completamente a mio agio. Questo mi porta a forzare, a commettere più errori e doppi falli, perché non voglio lasciare l’iniziativa”, ha confessato con lucidità.
Lo sguardo verso Parigi e l’elogio al movimento italiano
Nonostante la delusione, Gauff guarda con ottimismo all’imminente Slam parigino. “Dicono che la terza volta sia quella buona, spero che sia così anche per me”, ha detto sorridendo, lasciando intendere che l’obiettivo è chiaro: vincere.
Nel corso della conferenza stampa, Gauff ha anche speso parole di stima per il tennis italiano, sottolineando il lavoro svolto dalla FITP. “La Federazione Italiana sta facendo un lavoro incredibile, in particolare con Jasmine, che è diventata molto aggressiva col tempo. E Jannik Sinner è uno di quei talenti che si capiva da subito sarebbe diventato un campione”.
Verso il Roland Garros con consapevolezza
La tournée su terra battuta ha messo in evidenza i punti di forza e le fragilità di Cori Gauff. Il suo tennis è solido, la presenza costante nelle fasi finali dei tornei è un segnale di maturità, ma manca ancora quel colpo di reni finale per conquistare i titoli più importanti. A Parigi, però, avrà una nuova occasione. E come ha detto lei stessa: “Spero che la terza volta sia quella buona”.


