Una vittoria sofferta ma dal sapore speciale
Dopo undici anni, un’azzurra torna a disputare una semifinale agli Internazionali BNL d’Italia. L’impresa porta la firma di Jasmine Paolini, che con determinazione, intelligenza tattica e un pizzico di fortuna ha superato Diana Shnaider in un match rocambolesco. Una battaglia in cui l’azzurra ha mostrato non solo le sue qualità tecniche, ma soprattutto una tenuta mentale da grande campionessa.
La partita contro la giovane russa è stata una vera e propria altalena emotiva. Paolini ha iniziato alla grande, portandosi avanti 4-0, ma poi ha visto sfumare il set a causa di errori e tensione crescente. “Mi sono venuti dei dubbi, diventavo sempre più tesa”, ha raccontato dopo il match. Il punto di svolta? Un’improvvisa interruzione per pioggia, che ha finito per diventare un’inaspettata alleata.
Il sostegno di Sara Errani e la forza della lucidità
Durante lo stop, in campo è rimasta solo Sara Errani, ex finalista a Roma e oggi figura chiave nell’angolo di Paolini. “Mi sono girata verso il box e c’era solo Sara. Mi sono avvicinata a lei e mi ha aiutato molto. Ho trovato tranquillità, calma e lucidità”, ha rivelato Jasmine, riconoscente per il supporto della compagna di nazionale. Una connessione profonda, quella tra le due, fatta di esperienza condivisa e spirito di squadra.
Il consiglio tattico – “cerca il suo rovescio” – si è rivelato fondamentale, ma lo è stata soprattutto la capacità di ritrovare la calma in un momento in cui tutto sembrava scivolare via. “Fossi stata aggressiva avrei perso, perché sbagliavo troppo”, ha ammesso con grande lucidità l’azzurra, che ha scelto invece la strada della pazienza e dell’intelligenza strategica.
Una nuova fase della carriera, senza Furlan
Questo torneo rappresenta anche una fase di transizione nella carriera di Paolini, orfana di Renzo Furlan, il coach che l’ha seguita per anni. Nonostante l’assenza pesante, Jasmine ha sottolineato l’importanza del suo nuovo team: “I feedback dall’angolo sono diversi, ma sono contenta di ricevere consigli nuovi e provare cose diverse. Oggi il mio team è stato fondamentale”.
Un altro aspetto cruciale è stato il confronto con le proprie emozioni. In un match dall’elevata carica emotiva, Paolini ha saputo restare in partita anche nei momenti peggiori. “La chiave è provarci restando lucida. Vincere così mi deve far capire che bisogna sempre stare lì”, ha spiegato, consapevole che la vera forza di una campionessa si misura anche (e soprattutto) nella gestione dei momenti critici.
Ora la semifinale: tra ambizione e realismo
L’obiettivo ora è uno solo: fare un passo in più e conquistare la finale, come fece proprio Errani nel 2014. Davanti, una tra Elina Svitolina e Peyton Stearns. “Non mi sento mai favorita. Sarà un match tosto, cercherò di dare tutto per giocare una buona partita”, ha detto Paolini, con la determinazione di chi sa che ogni traguardo va guadagnato punto su punto.
La vittoria contro Shnaider, nonostante le difficoltà, rappresenta un segnale importante per il futuro. Un esempio di come anche una giornata complicata possa trasformarsi in un trampolino di lancio. “Sono stata fortunata perché pioveva, ma devo riuscire a farlo anche in condizioni normali. Non posso sperare che piova sempre”, ha concluso con un sorriso.
Jasmine Paolini ha dimostrato di essere non solo una giocatrice solida, ma una vera guerriera del tennis. E ora l’Italia intera sogna con lei.


