Il russo convince sulla terra e lancia segnali importanti in vista del proseguimento della stagione
Daniil Medvedev torna a sorridere sulla terra battuta, e lo fa in un luogo che gli è caro: Roma. Agli Internazionali BNL d’Italia, il russo ha messo in mostra una versione solida e concreta di sé, superando agevolmente Alexei Popyrin e qualificandosi agli ottavi, dove sfiderà Lorenzo Musetti. A impressionare non è solo la prestazione sul campo, ma anche la serenità con cui si presenta ai media, tra riflessioni tecniche e qualche battuta leggera.
Fiducia sulla terra, numeri alla mano
Nonostante sia considerata da molti la superficie meno favorevole al suo gioco, Medvedev sta dimostrando un rendimento sorprendente sulla terra battuta. A confermarlo è un dato: dal 2023 ha un bilancio di 15 vittorie e 1 sola sconfitta contro giocatori fuori dalla top 20 su questa superficie. Un’inversione di tendenza che lui stesso riconosce con un sorriso: “Sembra dalle statistiche che stia giocando meglio nei 1000 su terra battuta che su quelli in cemento”.
Un cambiamento di sensazioni che passa anche dalle condizioni del torneo romano. Medvedev ha esordito sulla nuova SuperTennis Arena, apprezzandone le caratteristiche: “È simile ad altri campi, forse un po’ più veloce del Pietrangeli, ma mi sono trovato bene”. E, complice il nuovo formato a due settimane, anche il soggiorno nella capitale italiana diventa più piacevole: “Mi piacciono i 1000 da due settimane, anche se il calendario dovrebbe cambiare”.
L’equilibrio tra prestazioni e riposo
Il russo non nasconde le difficoltà di un calendario che spesso costringe i giocatori a fare scelte difficili. Dopo aver saltato tornei come Monaco e Barcellona, ha sottolineato come giocare costantemente significhi affrontare “dieci settimane consecutive di match, non è il massimo per la salute mentale e fisica”. Per questo motivo apprezza particolarmente i giorni di riposo concessi nei tornei più lunghi: “Anche nel giorno libero non hai molto tempo, ma quando ci sono partite preferisco stare a letto, rilassarmi, cenare qui a Roma”.
A proposito di orari, non ha mancato di scherzare in conferenza sulla programmazione mattutina dei match: “Partita alle 11? Se non metto la sveglia, mi sveglio alle 10. Non mi piace giocare a quell’ora, ma ne ho vinte molte lo stesso”.
Tecnica e tattica: quando usare la palla corta
Contro Popyrin, Medvedev ha mostrato anche una certa versatilità tattica, affidandosi a colpi meno abituali come la palla corta. Una scelta ponderata e funzionale alla situazione, come spiega lui stesso: “La mia palla corta è solida e precisa, ma dipende dagli avversari. Contro Alexei ne ho giocate tre o quattro, ma quando ha iniziato ad arrivarci troppo facilmente, ho smesso”. Il russo sa adattarsi e leggere il gioco, qualità che lo rendono pericoloso anche su una superficie non amica.
Contro un avversario come Popyrin, in grado di prendere l’iniziativa e servire con efficacia anche sulla seconda, Medvedev ha saputo “forzarlo a commettere errori, controllando il gioco quando era possibile”. Una vittoria costruita con pazienza e intelligenza, nel pieno stile del russo.
Uno sguardo al futuro, con un occhio al presente
Ora lo attende una sfida di grande interesse contro Lorenzo Musetti, numero 2 d’Italia. L’obiettivo è continuare su questa strada, alimentata da sensazioni positive e risultati concreti. La Roma di maggio sembra offrire a Medvedev il contesto ideale per ritrovare quella fiducia che sembrava smarrita, tra prestazioni convincenti, equilibrio tra competizione e riposo e una crescente confidenza con la terra battuta.
Come ha detto lui stesso, “mi sento bene sulla terra, e soprattutto a Roma”. Una dichiarazione che vale più di una promessa.


