Panatta contro il tennis femminile: “Tirano solo forte, è una noia mortale”. Ma esalta Paolini: “Una valchiria di cuore”

Dopo la vittoria di Jasmine Paolini agli Internazionali di Roma, Adriano Panatta loda il suo tennis intelligente e attacca Coco Gauff e il tennis femminile moderno: «Tirano solo forte, è una noia mortale».
aW1hZ2VzLzIwMjMvMDkvMjYvMTU0MDMxNDg3LTg3NTI3ZDFlLTY3YmUtNGVhZi1hNjRkLTQ0NDViMTgyYTQxNC5qcGc[1]

La vittoria di Jasmine Paolini a Roma accende il dibattito sul tennis femminile moderno

La storica impresa di Jasmine Paolini, che ha conquistato gli Internazionali d’Italia a Roma, ha infiammato l’entusiasmo degli appassionati e suscitato forti reazioni nel mondo del tennis. A distanza di 40 anni dall’ultima vittoria di un’italiana nel torneo, Paolini ha rotto un digiuno che sembrava infinito, mostrando un tennis intelligente e tattico. Ma il successo della tennista toscana ha anche fatto da contraltare a una critica feroce rivolta da Adriano Panatta al tennis femminile contemporaneo, e in particolare a Coco Gauff, avversaria sconfitta in finale.

«Paolini gioca con il cuore, Gauff è fatta in laboratorio»

Panatta, mai avaro di parole dirette, ha esaltato la campionessa azzurra, definendola «una valchiria di cuore» e lodando la sua capacità di «vincere con intelligenza». Nonostante un fisico meno imponente rispetto a molte colleghe del circuito, Paolini ha fatto valere la sua astuzia e la varietà del gioco. «Mi diverto a guardare Paolini perché pensa, fa giocare male le avversarie, le smonta», ha sottolineato l’ex campione italiano.

Molto meno tenero è stato invece il giudizio riservato a Coco Gauff, numero 3 del ranking mondiale, accusata di non saper variare il proprio gioco e di affidarsi esclusivamente alla potenza. «Gauff ha perso senza intelligenza. È una tennista fatta in laboratorio, non cambia mai espressione. Dovrebbe cambiare allenatore», ha tuonato Panatta durante un’intervista alla Rai.

Una critica al tennis femminile: potenza senza pensiero

Il bersaglio del campione del Roland Garros ’76, in realtà, non è stato solo la giovane americana, ma l’intero movimento femminile contemporaneo. Secondo Panatta, troppe giocatrici si affidano a uno stile monocorde, dove la forza prevale su tattica e tecnica: «Il 95% delle tenniste gioca come la Gauff: tirano forte senza pensare. È una noia mortale».

La sua analisi si spinge ancora più in profondità, toccando il tema della preparazione tecnica e della varietà di superficie. «Insegnano solo a tirare forte. A tennis, però, ci sono la rete e le righe: bisogna imparare a giocare davvero». Un esempio emblematico secondo lui? «Ha fatto una palla corta che non ho visto nemmeno al circolo da due signore attempate».

La sua conclusione è un j’accuse nei confronti del sistema attuale: «Facessero un circuito solo cemento per queste tenniste. Gli uomini vincono su tutte le superfici. Allora la classifica femminile è falsa».

Reazioni divise: nostalgia o realismo?

Le parole di Panatta non sono passate inosservate e hanno generato un acceso dibattito tra addetti ai lavori e tifosi. Da una parte chi condivide la nostalgia per un tennis più tecnico e ragionato, dall’altra chi sottolinea l’evoluzione atletica del gioco e la crescita esponenziale del livello femminile.

In un’epoca in cui la velocità e la potenza sembrano dominare la scena, Jasmine Paolini rappresenta, agli occhi di Panatta, un’eccezione virtuosa. «È una grandissima giocatrice», ha ribadito, riconoscendole il merito di aver riportato nel tennis femminile una dimensione di pensiero, creatività e cuore.

Potrebbe interessarti anche...

NEWS

PIù POPOLARI