TennisCircus incontra Sara Bordo, ideatrice dell’app Perform-Up Tennis

TennisCircus incontra Sara Bordo, ideatrice dell’app Perform-Up Tennis

Abbiamo incontrato Sara Bordo, la mental coach che ha ideato l’applicazione Perform-Up Tennis. Qualcosa di estremamente innovativo per chi pratica questo sport.

di Lorenzo Marini, @marinilorenzo21

Abbiamo incontrato Sara Bordo, laureata in Psicologia per il benessere, empowerment e tecnologie positive presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, per discutere sull’applicazione da lei ideata: Perform-Up Tennis, in grado di migliorare ed allenare le abilità mentali dei tennisti agonisti e .

Ciao Sara, raccontaci prima di tutto di te e della tua nuova App Perform-Up Tennis. Quale era la tua idea iniziale e cosa vuoi trasmettere agli atleti con la tua App?

Sono particolarmente legata a Perform-up Tennis, è stato il mio progetto di tesi di Laurea Magistrale in Psicologia per Benessere. E’ stata la conclusione di un percorso formativo che porto nel cuore e l’inizio della mia attività lavorativa.In Università Cattolica ho avuto modo di conoscere e lavorare con professori di altissimo livello che mi hanno accompagnata e guidata nella creazione dell’app e inoltre ho avuto la fortuna di avere compagni di università, adesso anche di lavoro, con la mia stessa visione: l’idea di promuovere e divulgare una psicologia innovativa orientata alla promozione e al benessere.Una volta terminato il percorso di studi ho deciso di investire autonomamente nella realizzazione del progetto. Ed è così che è uscita dopo 3 anni di lavoro, studi e ricerche, l’applicazione Perform-up Tennis. L’idea iniziale era proprio quella di costruire uno strumento innovativo, creativo e tecnologico. Io e i miei compagni siamo stati i primi ad iniziare questa nuova magistrale, che mi ha completamente cambiata e indirizzata verso un nuovo ramo della Psicologia.Bisogna pensare alla psicologia e divulgarla come una scienza che non si occupa solo del settore clinico, ma ad una disciplina che si occupa anche del benessere, del potenziamento (Empowerment) e della promozione, e che utilizza strumenti non solo “psicologici” ma anche virtuali-tecnologici (tencologie positive).Penso che lo psicologo “moderno” debba essere aggiornato sui continui progressi e sulle innovazioni dei nuovi media e deve essere in grado di utilizzare positivamente e creativamente la tecnologia per promuovere il benessere degli individui in diversi ambiti (educativo, riabilitativo, formativo, aziendale, sportivo ecc). Perform-Up Tennis è la prima applicazione di Mental Training sviluppata in modo specifico per i tennisti. All’interno dell’applicazione sono presenti più di 300 esercizi (narrative e video) che fanno riferimento alle aree fondamentali dell’allenamento mentale. Tutti gli esercizi (audio o video) sono stati costruiti considerando le ricerche presenti in letteratura. Sono stati creati diversi percorsi che considerano l’età, il braccio dominante, il sesso e la categoria tennistica dell’atleta. A seconda di queste caratteristiche l’atleta avrà accesso ad un percorso personalizzato (contenuti audio-video specifici). L’applicazione è uno strumento che può esser utilizzato dal tennista in qualsiasi momento della giornata (pre gara, post gara, durante l’allenamento). Attraverso l’applicazione gli atleti imparano tecniche “mentali” specifiche (di respirazione e rilassamento) da affiancare alla propria attività fisica sia in allenamento che in gara.

Come ti sei avvicinata a questo mondo e da quanto eserciti in questo campo?

Il progetto di tesi e il mio avvicinamento a questo mondo è grazie alle esperienze formative e alla mia grande passione per lo sport. Da piccola ho sempre fatto sport, in particolare giocavo e gioco tutt’ora a pallavolo. Perché il tennis? Essendo uno sport individuale la componente mentale emerge fin da subito e l’altra grande calamita che mi ha avvicinato al tennis è stata mia sorella Chiara, tennista. Esercito concretamente da 2 anni (di cui un anno di tirocinio) ma studio Psicologia dello sport ormai da 5 anni. Oltre alle lauree, ho un master in Psicologia dello Sport, sono preparatrice mentale FIT 1 grado, sono esperta in colloquio motivazionale, svolgo ricerche per studiare e comprendere come potenziare le abilità mentali degli atleti direttamente sul campo, utilizzo e sono alla continua ricerca di strumenti innovativi da utilizzare durante gli allenamenti.

Parlaci del tuo Training Perform-Up, per cosa è finalizzata questa nuova metodologia di allenamento?

Il Training Perform-Up è la metodologia che utilizzo durante le mie attività. E’ formato da una parte pratica svolta direttamente sul campo il cui obiettivo è quello di potenziare le abilità mentali (concentrazione, attenzione, funzioni esecutive, visione e percezione) e una parte fuori dal campo dove l’atleta attivamente impara tecniche da utilizzare durante la sua attività sportiva, questa attività viene supportata dall’applicazione Perform-Up. La trovo una metodologia molto concreta e i feedback da parte degli atleti sono molto positivi.

Hai vissuto da molto vicino l’esperienza al Torneo Internazionale di Tennis in carrozzina “Città di Cremona” avendo seguito alcuni atleti che hanno preso parte alla manifestazione, cosa ti ha colpito di più? 

Sono particolarmente legata alla città di Cremona ed in particolare al gruppo di tennis in carrozzina della Baldesio. Ho svolto con loro parte del mio tirocinio e lavorare con loro è stato uno spettacolo ed un vulcano di emozioni. Grazie a loro ho capito cosa vuol dire realmente la parola SPORT ed è proprio vero che non ci sono limiti, soprattutto fisici. Ti trovi a contatto con persone che nella vita hanno incontrato e hanno dovuto affrontare grandi difficoltà e nonostante questo hanno la forza di rialzarsi e tornare a vivere la propria vita al 200%. La disabilità e lo sport sono ancora un tabù in Italia, anche se piano piano qualcosa si sta muovendo. Penso che bisogna fare esperienze per poter capire e conoscere il mondo e le diverse realtà. Non hanno nulla di diverso da noi. Il Torneo Internazionale si svolge proprio alla Baldesio, è una struttura con persone fantastiche che si impegna giorno dopo giorno per promuovere e divulgare il tennis in carrozzina nelle scuole e nelle città. Roberto e Alceste sono due delle figure che seguono il tennis in carrozzina, cercano costantemente sponsor e si dedicano gratuitamente agli atleti per rendere la loro esperienza sportiva più soddisfacente possibile. Avere sponsor che finanziano le attività è fondamentale perchè la maggior parte di loro ha risorse economiche limitate, questo gli da la possibilità di continuare a fare sport, partecipare ai tornare e continuare a coltivare le proprie passioni. Consiglio a tutti di andare a vedere un torneo di tennis in carrozzina. Vi garantisco inoltre che la qualità del gioco è alta molto di più di quel che si pensa.

Con alcuni atleti che segui hai anche utilizzato la famosa Realtà Virtuale, quanto può essere importante il suo utilizzo nello sport, più specificamente nel Tennis?

Come ho già sottolineato, per me uno degli aspetti fondamentali è la tecnologia. Mi è capitato di utilizzare la Realtà Virtuale e attualmente sto lavorando ad un progetto con uno società proprio per costruire protocolli in ambito della Psicologia dello Sport utilizzando appunto la Realtà Virtuale. Questi strumenti, se utilizzati in modo consapevole, possono essere di grande supporto all’attività svolta dal professionista.

Quanto, per te, è essenziale la comunicazione con il proprio atleta?

La comunicazione e la relazione sono le due CHIAVI FONDAMENTALI per poter “entrare” nel mondo dell’atleta. Si può anche essere il più bravo professionista del mondo, ma senza coltivare questi 2 aspetti il suo intervento non ha nessun tipo di riscontro. Prima della prestazione c’è sempre un atleta, cioè una persona. Bisogna prima partire da lì, conoscere la persona, trasmettere fiducia e creare un clima positivo.

Al giorno d’oggi per molti la figura del mental coach è un  tabù, quali sono le tue idee al riguardo?

In alcuni contesti purtroppo è ancora un tabù. Penso comunque che da qui a 5 anni ci sarà un grande incremento e un maggiore riconoscimento per questa figura. Sicuramente ci tengo a sottolineare una cosa, la figura del mental coach non ha un percorso universitario o formativo delineato, ci sono mental coach che non hanno una profonda formazione. Dal mio punto di vista è importante che l’atleta e la famiglia si informino bene sulla sua esperienza professionale e sul suo percorso formativo prima di intraprendere l’attività con il professionista.

Obiettivi per il futuro?

Gli obiettivi futuri rispecchiano il mio motto. Innovazione, Tecnologia, Creatività e Praticità.

Perform-Up Tennis disponibile gratuitamente su Apple Store e Google Play. www.sarabordo.com

 

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