Sinner guida un’Italia da record nel ranking ATP: sei azzurri nella Top 50, Darderi e Cobolli in ascesa

Con Sinner leader da 60 settimane e sei italiani nella Top 50, il tennis azzurro domina il ranking ATP. Crescono Darderi, Cobolli e le nuove promesse.
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L’Italia del tennis brilla: sei azzurri tra i primi 50 del mondo

Il tennis italiano continua a vivere un momento d’oro. Nella settimana che segna la 60ª consecutiva da numero uno del mondo per Jannik Sinner, l’Italia si presenta al Masters 1000 di Toronto con sei giocatori tra i primi 50 del ranking ATP, un dato eguagliato soltanto dalla Francia e superato esclusivamente dagli Stati Uniti. Ma è proprio l’Italia a dominare tra i migliori: nessun’altra nazione può vantare tre giocatori nella Top 20, con Sinner, Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli protagonisti di una crescita costante e travolgente.

Jannik Sinner: 60 settimane in vetta e nuovi traguardi all’orizzonte

Con 12.030 punti ATP, Sinner mantiene salda la leadership mondiale e punta ora a superare due storiche pietre miliari: le 72 settimane in vetta di Stefan Edberg e le 75 consecutive di Lleyton Hewitt. Un obiettivo che, seppur insidiato da Carlos Alcaraz — secondo nel ranking e pronto ad approfittare delle prossime tappe nordamericane — resta alla portata dell’altoatesino, chiamato a difendere ben 3000 punti tra Cincinnati e US Open.

Il vantaggio accumulato fino a questo momento resta importante, ma i prossimi tornei potrebbero ridurre il margine con lo spagnolo, che ha meno punti da difendere. “I conti si faranno sul cemento nordamericano”, si sottolinea nei corridoi del circuito.

Cobolli e Darderi: nuove certezze dell’armata azzurra

Tra le sorprese più luminose c’è Flavio Cobolli, ormai presenza stabile nella Top 20. Salito al numero 17 del mondo con 2.385 punti, il giovane romano continua a scalare la classifica e si presenta a Toronto in grande fiducia, con pochi punti da difendere nei prossimi mesi. Una condizione che potrebbe proiettarlo ancora più in alto nel ranking, consolidando il suo ruolo da protagonista.

Ma il vero balzo della settimana è di Luciano Darderi. Fresco vincitore dell’ATP 250 di Umago, ha conquistato il quarto titolo in carriera e il secondo consecutivo, portandosi al numero 35 del mondo con 1.414 punti. Il suo percorso è ancora più sorprendente se si considera che è imbattuto nelle finali disputate. Nonostante un infortunio subito nel punto che gli è valso il match point in finale contro Carlos Taberner — che lo costringerà a saltare Toronto —, il suo exploit ha arricchito il bottino di titoli italiani nel 2025: sette trofei in stagione, primato assoluto a livello mondiale.

Musetti resta in Top 10, Berrettini fuori dai 50

Nonostante la recente eliminazione al primo turno a Washington e la perdita dei punti della finale di Umago del 2024, Lorenzo Musetti resta nella Top 10 con 3.195 punti, ma il suo margine è ora sottile. L’italiano ha subito una flessione di tre posizioni, ma resta un pilastro importante in questa nuova generazione di azzurri di vertice.

In netto calo invece Matteo Berrettini, scivolato al numero 57 del mondo. Il romano ha perso i 500 punti guadagnati su terra un anno fa, e il suo declino riflette una fase difficile sia dal punto di vista fisico che dei risultati. Con l’ingresso in scena di nuove forze come Cobolli e Darderi, il peso specifico del suo contributo alla squadra italiana si è ridotto, ma non è detto che non possa ritrovare lo slancio nei prossimi appuntamenti.

Giovani in crescita: Gigante e Cinà nella storia personale

Il ricambio generazionale è ormai realtà anche nei piani bassi del ranking. Matteo Gigante è entrato per la prima volta nella Top 125 (n.125), grazie a una wild card ricevuta per Toronto, mentre Federico Cinà, dopo i quarti di finale al Challenger di Tampere, ha sfondato il muro dei primi 230 del mondo (n.223). Due traguardi significativi che certificano la profondità del movimento italiano, capace di alimentare con continuità il ricambio tra i professionisti.

De Minaur e Shelton tra i protagonisti globali

Fuori dal contesto italiano, la settimana ha segnato anche il ritorno nella Top 10 di Alex de Minaur, grazie al trionfo a Washington, dove ha battuto Alejandro Davidovich Fokina in una finale mozzafiato dopo aver salvato tre match point. L’australiano ha così scalzato Andrey Rublev, salendo all’ottava posizione. Best ranking anche per Ben Shelton, ora settimo nel mondo, e per lo stesso Davidovich Fokina, che entra in Top 20.

Conclusione: un’Italia solida e in crescita

Con tre giocatori nella Top 20, sei nella Top 50 e un totale di 105 titoli ATP vinti da giocatori italiani nella storia, l’Italia si presenta come una delle forze trainanti del tennis mondiale. A guidarla c’è un Sinner sempre più proiettato tra i grandi della storia, ma dietro di lui si muove un gruppo giovane, ambizioso e ben distribuito, pronto a sostenere la rivoluzione azzurra anche sul cemento americano. La stagione è ancora lunga, ma i segnali sono chiari: l’Italia non è mai stata così forte.

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