Il saluto di Dominika, la guerriera slovacca

Il saluto di Dominika, la guerriera slovacca

A soli 30 anni Dominika Cibulkova lascia il mondo del tennis, anche a causa di un infortunio al piede che l’ha tenuta lontana dai campi in questi ultimi mesi. Una carriera importante quella della slovacca, che ha fatto di dritto, mobilità e grinta le sue armi principali. Dal mondo degli Itf ad una finale Slam e le WTA Finals, ecco le più alte vette raggiunte dalla tennista di Bratislava.

di Marco Bonavoglia

È partita dalla capitale Bratislava la storia di Dominika Cibulkova, una ragazza atipica nel mondo del tennis di questi ultimi anni. Si, perché vedere una giocatrice di soli 161 cm in mezzo a tante colleghe con circa 20 cm in più è qualcosa di insolito, ma questo non ha mai rappresentato un ostacolo di alcun tipo per lei. A 15 anni esordisce nel circuito Itf e già vola sul campo, sfruttando al meglio quella che per molti sarebbe una penalizzazione, ovvero avere le leve corte. Dominika è sempre in movimento con le gambe, saltella, scatta, cerca la palla in anticipo e non manca certo di far pressione da fondo campo. A 16 anni si avvicina alle prime 500 del mondo, a 17 arriva alla soglia delle prime 150, a 18 vede la porta della top 50. Un’ascesa rapida, che la vede dal 2007 protagonista fissa nel circuito maggiore accanto alla connazionale Daniela Hantuchova, insieme alla quale ha tenuto la bandiera della Slovacchia nel tennis che conta per tutto il terzo millennio. Il nome di Cibulkova comincia a brillare molto presto e nel 2009 arriva il primo grande risultato su un palcoscenico di primo livello, con la semifinale raggiunta al Roland Garros. In carriera è stata capace di giocare i quarti di finale in tutti e quattro gli appuntamenti Major stagionali, spingendosi persino in finale a Melbourne nel 2014. Una finale dal gusto decisamente amaro, visto che davanti a lei vi era Na Li, una grandissima campionessa ma comunque un’avversaria più abbordabile delle varie Williams, Sharapova, Azarenka o Kvitova, tutte in azione e tutte in forma in quegli anni. Un cammino comunque eccezionale, durante il quale ha battuto tra le altre Schiavone, Sharapova, Halep e Radwanska, e un piazzamento che ha dimostrato a tutti, e lei in primis, che poco contavano i mezzi fisici a disposizione.

Dominika Cibulkova era un vulcano capace di travolgere chiunque davanti a lei, con un dritto devastante colpito a qualsiasi altezza e sempre ricercato alla perfezione con le gambe. In quei mesi raggiunse anche la Top 10 per la prima volta, ma l’anno d’oro della slovacca è stato indubbiamente il 2016. In quella stagione a Wimbledon raggiunse i quarti di finale dopo una maratona vinta contro Agnieszka Radwanska per 9-7 al set decisivo, si aggiudicò i tornei di Katowice ed Eastbourne e fece finale a Wuhan, rientrando in Top 10 e candidandosi per le WTA Finals di Singapore. Fu una qualificazione dell’ultimo momento, visto che condizione necessaria per volare tra le migliori 8 alle Finals era vincere il torneo di Linz, missione portata a termine senza grandi patemi. È la prima ed ultima partecipazione alle WTA Finals, ma di certo non è passata inosservata. Inserita in un girone con Kerber, Keys e Halep, le prime due giornate vedono due sconfitte, una in tre set con Kerber e una in due con Keys, lasciando Cibulkova quasi fuori dai giochi. Quasi, perché una difficile combinazione rimaneva possibile. Nell’ultima giornata la nativa di Bratislava superò in due set Halep e la facile vittoria di Kerber su Keys fece il resto, consentendo così a Domi di accedere alle semifinali. Qui vi era Svetlana Kuznetsova, che sprecò un vantaggio di 4-2 nel set decisivo, lasciando la strada libera per la finale, una rivincita contro Angelique Kerber. Questo atto conclusivo è forse uno dei più grandi capolavori della carriera di Cibulkova, un match perfetto contro la giocatrice più forte al mondo di quei mesi; arriva così il più importante titolo della carriera, il trofeo più prestigioso, che corona una stagione straordinaria in cui Cibulkova ha anche sposato il suo compagno Michal Navara, che la seguiva nel tour. Oltre ad essere il momento migliore della sua vita tennistica, è anche il punto da cui è iniziata la lenta discesa, visto che nel biennio successivo il rendimento cala, non arrivano più titoli WTA e vi è solo un buon piazzamento Slam, un quarto di finale a Wimbledon nel 2018. 

Si giunge così al 2019, l’anno più complicato della sua carriera. Nei primi mesi raccoglie appena 4 vittorie su 13 match disputati e il 28 maggio esce sconfitta da Aryna Sabalenka nel primo turno del Roland Garros. Questo rimarrà come l’ultimo match giocato in carriera da Dominika, che per diversi mesi proverà a guarire un tallone d’Achille recidivo che non la lascia in pace. E così, dopo mesi di silenzio, si arriva al 12 novembre, quando un lungo post sui social e un video annunciano la volontà di appendere la racchetta al chiodo, con quel mix di tristezza ed eccitazione tipico di chi ha vissuto un’intera vita sui campi da tennis e ha voglia di vivere anche la vita “normale”, quella senza le scarpe da tennis ai piedi. Non si può negare che la slovacca si sia anche goduta la vita, con i tanti scatti in vacanza in luoghi paradisiaci e abiti eleganti e appariscenti per le serate di gala. Appassionata di moda e make-up, chissà che non sia proprio questo il prossimo settore di Cibulkova, che può voltare pagina senza alcun rimpianto. Come avrebbe urlato lei dopo un vincente di dritto in corsa, “Pome!”, e buona fortuna per il proseguimento guerriera.

Ecco il lungo post pubblicato sui social, con il quale Dominika ha comunicato ai suoi fans la decisione presa:

Di seguito anche il video pubblicato dalla Wta, che augura alla tennista slovacca un felice ritiro:

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