Leonie Kung, il nuovo volto della Svizzera

Al suo secondo main draw WTA in carriera la classe 2000 elvetica Leonie Kung si è issata fino alla finale, cedendo solo a Magda Linette. Un nome noto fino ad ora solo a chi segue il circuito junior, ma che da questa settimana si ritaglierà uno spazio nel panorama WTA.

di Marco Bonavoglia

Nata il 21 ottobre 2000 a Beringen, Svizzera, la carriera di Leonie Kung inizia a livello junior nel 2014, a soli 13 anni. A metà luglio del 2016 c’è una pausa, per cui Kung giocherà poi solo un torneo ad aprile 2017 prima di tornare ufficialmente alle gare nel maggio 2018, in occasione del Trofeo Bonfiglio di Milano, ma si ferma al secondo turno. Nonostante il periodo non brillante, l’elvetica riesce a sorprendere tutti e mettersi per la prima volta sotto i riflettori: poche settimane dopo, a Wimbledon, supera le qualificazioni e infila una serie di vittorie importanti contro giocatrici del calibro di Osorio Serrano – attesa anche lei alla conferma in questo 2020 -, Yuki Naito, Caty Mcnally e Xiyu Wang. In finale deve arrendersi al talento cristallino di Iga Swiatek, che conquisterà così il suo primo ed unico Slam junior. Dopo questa cavalcata giocherà solo un altro torneo U18, un Grade B1 a Klosters, in Svizzera, fermandosi in semifinale con l’altra giovane polacca dalla mano fatata, Maja Chwaliska. Proprio a Klosters Leonie aveva vinto, un mese prima, i suoi primi match tra le grandi, sfruttando la wildcard concessa per raggiungere la semifinale e battendo nel percorso le ben più titolate Gorgodze e Waltert. Anche il torneo di Gstaad aveva deciso di darle una wildcard per il tabellone principale, ma l’esperta Johanna Larsson era una scoglio troppo grande all’epoca. Da lì in poi inizia la scalata di Kung, che giocherà nel circuito Itf per i successivi due anni, salvo qualche apparizione in WTA grazie a wildcard, come quella concessa dal torneo di Lussemburgo per le qualificazioni, sempre nel 2018. In quel caso fu la connazionale Bencic a batterla, una Bencic ancora in affanno prima del ritorno ad alti livelli. Nel dicembre di quell’anno arrivano i primi titoli Itf nel $15.000 di Monastir, vinto due settimane successive, e così Leonie chiude la stagione al numero 446 del mondo. Nel 2019 ci sono tanti buoni piazzamenti, con la comparsata nelle qualificazioni del torneo International di Losanna, ma Xinyun Han è ancora troppo forte. Ancora una volta, a dicembre arriva un titolo da $15.000, ad Antalya, e Kung chiude la stagione al 330, con un miglioramento progressivo e costante, ma nessun exploit. Il 2020 riparte allo stesso modo, con ottimi piazzamenti in W25, finché il torneo di Hua Hin non cambia, forse definitivamente, la carriera della giovane svizzera.

Partendo dalle qualificazioni, in cui non compaiono grandi nomi e permettono a Leonie, numero 298 del mondo in quel momento, di essere testa di serie numero 7, Kung si issa fino al main draw, superando anche la favorita del tabellone cadetto, Fang Ying Xun. La fortuna la assiste nel sorteggio, e al contrario del suo primo tabellone WTA – in cui aveva pescato Larsson -, trova una wildcard locale, la thailandese Patcharin Cheapchandej, che può poco contro il gioco ordinato di Leonie. Al secondo turno viene distrutta anche la testa di serie numero 7 Zhu, numero 70 del mondo, vittoria che dà alla svizzera la possibilità di giocare il suo primo quarto di finale con una delle giocatrici più forti presenti a Hua Hin, la cinese Qiang Wang. Un match di altissimo livello, forse il più piacevole di tutta la settimana, con Kung che conquista il primo set e prova a rientrare nel secondo dopo uno svantaggio iniziale, ma l’esperienza di Wang fa da padrona in quel frangente, portando tutto al set decisivo. Qui, tra due giocatrici così ordinate e tatticamente intelligenti vince la meno esperta, ma più fresca e potente, che chiude per 6-4 e vola in semifinale, per affrontare Nao Hibino, giustiziera di una spenta Svitolina ai quarti. Altro match di grande intensità, ancora una volta tra esperte della linea di fondo, con tanti spostamenti laterali e qualche lob di Hibino ad impreziosire gli scambi. Stessa trama, quasi identico punteggio: con un 6-3 al set finale Kung può lasciarsi cadere a terra e gioire per la sua prima finale WTA. In finale nulla da fare però, visto che racimola solo 5 games contro, ironia della sorte, una polacca. Si tratta stavolta di Madga Linette, che quando gioca in Asia si trasforma e alza di molto il livello del proprio tennis. Sarà ovviamente best ranking per entrambe, con la polacca che può puntare alla testa di serie nel prossimo Slam. Un po’ come nel circuito junior, in cui non aveva mai raggiunto grandi traguardi prima di Wimbledon, anche qui si è presentata al tour con un grande exploit, in un torneo dal livello generale medio-basso ma con presenze di ottimo livello come Svitolina, Martic e Wang.

Kung ha un gioco solido e ordinato, principalmente da fondo campo. Il dritto è carico, con preparazione ampia, giocato abbondantemente sopra la rete. È il colpo che più può muovere l’avversaria, soprattutto in diagonale, e trova profondità costringe l’avversaria ad arretrare o a cercare buon timing per colpire in anticipo. Il rovescio è più piatto, e dunque più rapido, anch’esso ha apertura piuttosto ampia, e sa cambiare bene in lungolinea con questo colpo. Entrambi i fondamentali danno l’impressione di essere costruiti, anche se con il rovescio ha maggiore possibilità di manovra e sa fare più cose – difficile capire se sia il suo colpo preferito –. Il servizio non è particolarmente rapido e non è una grande arma a favore, ma non permette all’avversaria di mettere i piedi in campo, con una seconda molto carica, ma non eccezionale nella resa. Il servizio sarà sicuramente un aspetto su cui poter migliorare nel prossimi futuro. La mobilità è buona, la sensibilità anche, ma non è frequente vederla a rete o in scambi in slice e smorzate. Vero punto di forza dell’elvetica è la visione del gioco, molto avanti per la sua età ed esperienza. Quando si scambia da fondo, sa cosa fare e sa quando cambiare direzione o velocità, intrappolando prima l’avversaria in tesi scambi centrali e poi facendola muovere lateralmente. Per caratteristiche di gioco, la terra dovrebbe essere la superficie più adatta a lei, ma potrebbe togliersi soddisfazioni ovunque. Al momento è numero 155 del mondo, ma le prerogative per un ingresso in top100 entro Wimbledon ci sono tutte. Il resto è in mano a lei e al suo team, ma non è azzardato dire che probabilmente la Svizzera ha trovato un nuovo volto da affiancare alla top10 Belinda Bencic e alla giovane Teichmann, anche lei in grande ascesa.

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