L’ultima stagione di Carla Suarez Navarro

L’ultima stagione di Carla Suarez Navarro

Non senza un minimo di sorpresa, l’iberica Carla Suarez Navarro, ex numero 6 del mondo, ha annunciato che il 2020 sarà l’ultima stagione di una brillante carriera. Un’atleta atipica, che da oltre 10 anni delizia il circuito con un rovescio ad una mano di rara bellezza e che rappresenta un vero esempio di sportività.

di Marco Bonavoglia

Non era il ritiro che tutti si aspettavano. Il 2020 sarà un anno particolarmente intenso per il mondo dello sport e il tennis non sarà da meno, visto che la scadenza delle Olimpiadi movimenta sempre le acque e fa si che alcuni atleti concentrino in questo evento le ultime forze della carriera. Tra i tifosi i grandi timori riguardano principalmente quei personaggi che hanno fatto la storia del tennis di questo inizio di terzo millennio, come Roger Federer – che sembra però aver allontanato almeno momentaneamente l’ipotesi -, Maria Sharapova o le sorelle Williams, e nessuno di questi ritiri lascerebbe troppo di stucco. E invece l’annuncio dell’ultima stagione della carriera è arrivato dalla spagnola Carla Suarez Navarro, che in un video condiviso sui social ha spiegato di essere pronta a dare il massimo per quest’ultima avventura, ma di essere altrettanto pronta per ciò che verrà poi. Le risposte malinconiche non sono mancate, ma non vi è stato neanche eccessivo clamore per una giocatrice che non si è mai messa sotto i riflettori, se non quelli del campo, suo vero palcoscenico.

Non è mai stata una diva la 31enne di Las Palmas di Gran Canaria, non è mai finita in mezzo ad uno scandalo, né si è mai sbilanciata in un’intervista. Una ragazza tranquilla, educata, con un grande senso del rispetto, tutte qualità che l’hanno accompagnata anche sul campo fin da ragazzina. Nessuna scenata, nessuna protesta sopra le righe, nemmeno il grunting si è concessa Carlita, che grazie all’etica del lavoro e ad un polso magico si è fatta largo nel circuito fino ad arrivare al numero 6 del mondo nel 2016, anno in cui arrivò almeno agli ottavi di finale in tutti e quattro gli appuntamenti Slam e conquistò il titolo di Doha, uno dei due vinti in carriera, decisamente pochi rispetto ai grandi piazzamenti raggiunti negli anni. Forse è proprio il killer instinct l’aspetto che maggiormente l’ha penalizzata, ancor più di un fisico esile e minuto, soprattutto se rapportato alle tante colleghe sopra ai 175 cm. Ma fatta eccezione di qualche avversaria, Carla ha sempre lottato ad armi pari con tutte, sfruttando l’ottimo gioco di gambe e soprattutto un rovescio straordinario, fluido e potente, che le ha permesso di condurre il gioco e regalare colpi spettacolari ai tifosi. Il suo tennis, a tratti troppo leggero ma sempre intelligente, l’ha portata a disputare diversi quarti di finale Slam e la finale nel Premier Mandatory di Miami, dove una scatenata Serena Williams l’ha demolita, ancora una volta. La statunitense ha sempre rappresentato un muro, purtroppo per la spagnola insormontabile; in 7 sfide, non ha mai portato a casa più di 5 games, non riuscendo a mettere in difficoltà la ben più potente avversaria. Un po’ meglio è invece andata nella seconda finale più importante giocata in carriera, quella a Roma contro Maria Sharapova, persa in una grande lotta. Forse sarebbe bastato poco per portare una carriera già ottima a diventare eccellente, ma non possono esserci rimpianti per questa piccola grande lottatrice. Ora, davanti a sé, un ultimo rettilineo da affrontare.

Ma cosa aspettarsi dal prossimo anno? L’iberica è al momento numero 54 del mondo e non ha vissuto una stagione esaltante, ma il talento e le capacità per tornare almeno nelle prime 30 ci sono. Anche se il cemento americano negli anni ha esaltato il tennis elegante di Suarez, è la terra la superficie su cui si sente più a suo agio, su cui usare al meglio il dritto carico e il rovescio incrociato a spingere fuori dal campo. Dovrà quindi concentrare ulteriormente le sue forze nella primavera europea, puntando magari ad un ultimo trofeo da sollevare prima di voltare pagina. “Altre priorità”, queste le parole utilizzate per motivare il ritiro, che arriverà dopo aver spento la 32esima candelina e la vedrà probabilmente ritirarsi a vita privata, lei che la sua vita privata non l’ha mai esposta ai giornalisti e ai media, lasciando che fosse la racchetta a parlare per sé.  Tra la volontà di dedicare più tempo alla sua relazione e alla volontà di diventare madre, per lei potrebbe essere semplicemente arrivato il momento di dedicarsi a costruire qualcosa al di fuori del campo, sperando di poter poi ancora ammirare di tanto in tanto il suo sontuoso rovescio. Ma prima di concedersi il meritato riposo, c’è una stagione da preparare al meglio per poter concludere con i fuochi d’artificio, e tutti i tifosi sono pronti a tifare per lei per un’ultima volta.

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