Tennis e Coronavirus: le opinioni dei circoli

Tennis e Coronavirus: le opinioni dei circoli

Il tennis ai tempi del Covid-19: abbiamo intervistato tre operatori di circoli di tennis dell’Emilia-Romagna e della Lombardia, tra le categorie che vivono il periodo più drammatico. Sono d’accordo con le normative del governo? La Federtennis li ha sostenuti abbastanza?

di Michele Alinovi, @MicheleAlinovi1

Come reagisce il mondo dei circoli di tennis ai tempi del Covid-19? Si parla da settiamane di “Fase 2” in tutta l’Italia, dopo quasi due mesi di lockdown a causa dell’emergenza Covid-19. Al contrario delle aspettative, il nuovo decreto, seguito dal puntalissimo discorso del Premier Giuseppe Conte del 27 aprile, ha dato poche speranze di imminente partenza per quanto riguarda il tennis nei circoli di tutta Italia. Se dal 4 maggio si potrà tornare a correre e andare in bicicletta, il tennis – pur essendo uno sport individuale, che permette una giusta distanza tra i giocatori – sarà permesso solo per quanto riguarda gli allenamenti ai tennisti professionisti o alle giovani promesse di interesse nazionale nel mirino della Fit. A data da destinarsi, dunque, la possibilità dei circoli di aprire i campi almeno per i tesserati, o comunque per gli amatori adulti e per le lezioni individuali.

Abbiamo sentito i pareri di gestori di tre circoli tra Emilia-Romagna e Lombardia, le due Regioni più colpite dal virus.

Marcello Lodi
Circolo Tennis Decima
San Matteo della Decima (Bologna)

 

Con i circoli chiusi la vostra attività com’è regolata? In questo periodo siete riusciti a fare manutenzione ai campi, in modo che sarete pronti quando si potrà riaprire?
Purtroppo con la chiusura dei circoli non avevamo la possibilità di fare una manutenzione adeguata. Senza dubbio è un bel danno per i campi, che bisognerà risolvere appena si potrà riprendere. Naturalmente faremo di tutto per farci trovare pronti appena si potrà ripartire.

Fino a giugno l’attività amatoriale non sarà consentita. Avete già indicazione su quali regole dovrà rispettare il circolo alla ripresa degli allenamenti, o è la stessa guida del decalogo uscito la settimana scorsa sul sito della Federtennis?
C’è un problema di fondo: i decaloghi e le altre proposte della Fit sono sempre proposte che fa al governo: non si sa mai alla fine quali sono ufficialmente le regole da seguire e non seguire. C’è davvero molta confusione generale. Prima del discorso del Presidente del Consiglio tutti erano convinti che si sarebbe potuto riprendere le attività dal 4 maggio, almeno con gli adulti. Le sue parole sono state una doccia fredda per tutti.

A livello di circolo, una chiusura così prolungata economicamente avrà un impatto sull’attività. Avete avuto qualche aiuto concreto dalla Federazione o, come si dice, dovete arrangiarvi?
I numeri che avevamo nel nostro circolo, il Circolo Tennis di San Matteo della Decima, sono direi abbastanza buoni: 80/100 adulti durante tutto l’anno, 90/100 bimbi iscritti ai corsi invernali; in più abbiamo i camp estivi, sempre molto seguiti. Questa chiusura prolungata del circolo crea, come per tutti, un grosso danno economico che purtroppo non si potrà recuperare. La Fit si è data da fare per agevolare i circoli non facendo più pagare gli incontri dei campionati a squadre e le iscrizioni degli under 10/under 16 per partecipare ai tornei. Anche loro hanno fatto quello che hanno potuto: per lo meno daranno la possibilità di fare i campionati – sempre se si riusciranno a fare – e ci restituiranno le iscrizioni che avevamo già raccolto da tempo. Certo, la delusione è tanta: una primavera bella come questa era da anni che non arrivava, e quindi avremmo potuto giocare tantissimo risparmiando luce e riscaldamento. Invece è accaduto proprio l’opposto.

Secondo te quando si potrà riprendere con le scuole tennis a gruppi riservati ai bambini?
Molto difficile, con questo Covid-19, fare delle previsioni. Sarebbe bello rivedere presto gli allenamenti dei gruppi di bambini. Ma credo che finché la scuola non avrà una linea guida già definita sarà difficile. Del resto, viene prima la scuola poi il divertimento. A partire dal 4 di maggio potranno iniziare ad allenarsi solamente i giocatori di carattere nazionale, da soli, con grosse difficoltà, perché tutti i circoli sono chiusi e sarà un problema trovare spazio per potersi allenare. Sarebbe già tanto che dal 18 di maggio possano aggiungersi gli amatori dei circoli per incontri e lezioni individuali.

Domande di Alex Bisi

 

Gabriella Boschiero
Panda Tennis – Associazione Sportiva Dilettantistica
Bologna


Cosa pensi delle normative dell’ultimo decreto riguardo il tennis?  Quale sarà l’impatto economico per il vostro circolo?
L
a salute è un aspetto assolutamente fondamentale per cui lo stop, in tal senso, è corretto e condivisibile. Tuttavia, al momento, per i circoli è complesso venir fuori da questa situazione senza un concreto aiuto dello Stato, che non può però estrinsecarsi in prestiti da poi restituire. Anche con il circolo chiuso vi sono infatti spese da sostenere: manutenzione su tutte oltre al risarcimento di tutti i corsi che non sono stati portati a termine, con la conseguenza che non tutti i collaboratori potrebbero rimanere al loro posto di lavoro. La ripresa sarà complessa ed i guadagni non saranno sufficienti a coprire tutti i costi, in primis affitto e bollette. Il tennis è in ogni caso uno degli sport più sicuri per cui si potrebbero valutare con forme e tempistiche migliori le riaperture dei circoli.

Luca Sassone

Eugenio Ventura
L’Oasi di fuori Milano
Ferrera Erbognone (Pavia)
Quali sono le tue opinioni circa le normative dell’ultimo decreto sul tennis?
Se devo essere sincero, ho più di una perplessità sulle decisioni messe in atto. Trovo molto singolare le scelte fatte con l’inizio della “Fase 2”. Come sostenuto da persone autorevoli e competenti in materia, la disciplina del tennis è sicuramente tra le più sicure: la distanza tra i due giocatori è notevole e quando vede, nel caso del doppio, i 4 giocatori impegnati lo fanno in un area di gioco molto ampia. Inoltre, i giocatori possono tranquillamente stare (nell’occasione del cambio-campo) ai lati opposti del rettangolo di gioco, con una distanza di minimo 18 metri. La pallina resterebbe l’unico vero ostacolo (considerando che lo spogliatoio è facilmente gestibile), che a mio avviso è paragonabile alla gestione del denaro: tutti almeno due o tre volte al giorno lo tocchiamo. Pertanto, come ho detto, trovo singolari le decisioni messe in atto, mi sarei aspettato più apertura e comprensione. Dico questo essendo pur consapevole che stiamo vivendo una crisi difficile, senza dubbio mai vista prima dal Dopoguerra, che richiede l’assunzione di decisioni grandi e responsabili. Proprio per questo dobbiamo ritrovare la vera forza della Politica, quella con la “P” maiuscola, che decide per il bene comune.
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