Diario degli Australian Open: giorno 2

Diario degli Australian Open: giorno 2

Fognini vergognoso con l’arbitro Bernardes, Seppi solito mostro di costanza. Vincono quasi tutti i favoriti, ma a colpire sono Gulbis e Paire.
Tra i campi qualcuno rivede l’ombra della Radwanska.

di Nicola Corradi

-Succede che Fabio Fognini dice al povero Bernardes, ormai preso di mira ogni qualvolta si trovi ad arbitrare un match, “quando ci sei tu sulla sedia non mi sento tranquillo, non sei all’altezza”.
Vince poi in cinque set su Opelka, rimontandone due di svantaggio, ma cosa volete me ne importi?
Sono stanco della retorica. Questi atteggiamenti non sono tollerabili. Anche nel caso in cui l’arbitro commetta uno o più errori madornali, l’educazione e il rispetto delle figure sono imprescindibili.
“Fai pena Bernard. Non puoi parlare, stai zitto”.
Scherziamo?
Ho sempre esaltato Fabio, quando è stato il momento di farlo. Ma questo atteggiamento è ingiustificabile, maleducato e vergognoso.
Spero vengano presi seri provvedimenti.

-Seppi, in Australia, si sente a casa.
Sfida non semplice contro il giovanissimo Kecmanovic, talento serbo semifinalista alle scorse NextGen ATP Finals. Una sola palla break concessa, il successo in tre set maturato dopo essere uscito alla grande dai pochi momenti difficili che si è trovato costretto ad affrontare.
Andreas ha lasciato, nella mia mente, il ricordo inscalfibile del match che, proprio su questi campi, lo vide estromettere Federer con un passante in corsa al terzo turno di cinque anni fa.
Grazie a questa vittoria prenota l’incontro con un altro svizzero, Wawrinka, vittorioso in quattro set su Dzumhur.

-Si rivede Gulbis. Ieri sera i bookmaker lo davano a 4.25. Troppo ghiotta era l’occasione. Puntata su di lui e successiva preghiera. Tutti gli scommettitori, accaniti o meno che siano, sanno che ci sono interpreti della racchetta sui quali non si dovrebbe scommettere mai.
Ma non ho resistito ed ho anzi fatto di più.
Doppia con lui e Paire. Un atto coraggioso che meriterebbe i libri di storia.
Il lettone ammalia, divelle l’impotente Aliassime che, nel corso del match, si domanda come possa un tale avversario, scocciato e pure un pò indisponente, a lasciarlo fermo con 41 vincenti.
Il francese chiude invece la pratica dando 6-0 al tedesco Stebe nel quinto set.
Vedo una luce in fondo al tunnel. Credo sia la morte, ma non è la mia.
Decede la ragione. I due, a braccetto, propongono pennellate di rovescio ed orrori stilistici di dritto.
Sembrano fatti per stare in coppia.
Perfetti nella loro assurda follia.

-Tanti bravi ragazzi in corsa per un titolo che non sarà loro. Berrettini, Sinner, Zverev, Nadal, Kyrgios. Niente di interessante nelle loro prestazioni.
Saremo chiamati a giudicarli nelle fasi calde del torneo.
Perdonate il poco mainstream, ma nei primi turni degli Slam è sempre un piacere apprezzare coloro che normalmente evitiamo di menzionare.

-Nel tabellone femminile, Radwanska in grande spolvero.
In mattinata fa sua una partita persa più e più volte. L’avversaria dell’angelica polacca è la giovane Ruse, attraente ragazza abbigliata in stile anni ‘80. Aga è sottomessa dalla spinta della rumena, che conquista sei match point sprecati con giocate folli. Nonostante la Maga non abbia più il tennis per essere competitiva ad alti livelli riesce, nel corso di apollinei istanti, a plasmare dal nulla le migliori giocate del panorama WTA. Una smorzata della Radwanska vale più delle intere partite di molte colleghe che la precedono in classifica.

No, non sono pazzo.
Ho dovuto fare copia-incolla di un datato commento sulla graziosa Agnieszka perché troppa è la mancanza che sento.
Ho passato la giornata a cercarla disperatamente tra i campi.
Perdonatemi, se riuscite.
Grazie.

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