Novak Djokovic ha parlato con grande onestà dopo la sconfitta in semifinale agli US Open contro Carlos Alcaraz. A 38 anni compiuti, il campione serbo ha ammesso le difficoltà di competere al meglio dei cinque set contro i due leader della nuova generazione, Jannik Sinner e lo stesso Alcaraz, che negli ultimi Slam lo hanno fermato più volte sul cammino verso la finale.
Le ammissioni di Djokovic
In conferenza stampa, Djokovic non ha nascosto la sua lucidità nell’analizzare il momento della sua carriera. “Tre delle quattro semifinali che ho giocato quest’anno negli Slam le ho perse contro di loro: sono troppo forti e giocano davvero ad alto livello”, ha dichiarato, ricordando le sconfitte contro Sinner al Roland Garros e a Wimbledon, oltre a quella subita contro Alcaraz a New York.
Il serbo ha raccontato di aver dato tutto nelle prime fasi della sfida con lo spagnolo: “Per due set ho avuto energie sufficienti per dargli battaglia, ma una volta terminate lui ne aveva ancora da spendere. Al meglio dei cinque set è davvero dura pensare di poterli battere”.
Il peso dell’età e la consapevolezza
Djokovic ha ammesso che la tenuta fisica è ormai il principale limite: “Non è piacevole quando senti che il tuo fisico non è più in grado di sostenere la battaglia, ma è un fatto del tutto normale tenendo conto della mia età”. Pur senza infortuni specifici, ha riconosciuto che la condizione atletica non gli consente di mantenere lo stesso livello dei suoi rivali.
Allo stesso tempo, il 24 volte campione Slam non ha risparmiato elogi a Sinner e Alcaraz, sottolineando anche l’importanza dei rispettivi allenatori, Juan Carlos Ferrero e Darren Cahill, capaci di trasmettere esperienza e mentalità vincente.
La motivazione e il futuro
Nonostante le difficoltà, Djokovic ha ribadito la sua determinazione: “Non mi arrendo per gli Slam, continuerò a lottare per provare a raggiungere un’altra finale e conquistare un altro titolo anche se sarà un compito molto difficile”.
Il piacere di competere e il sostegno del pubblico restano per lui una spinta fondamentale. “Mi sono davvero goduto l’affetto ricevuto, è una delle ragioni principali che mi spingono a giocare ancora”, ha spiegato.
Quanto alla programmazione, il serbo ha confermato soltanto la partecipazione al torneo di Atene, preferendo non guardare troppo lontano: “In questo momento della mia carriera non penso così a lungo termine”.
Conclusione
Djokovic, pur consapevole delle difficoltà, non ha intenzione di abbandonare la lotta. La sfida con i due giovani dominatori del tennis mondiale è sempre più ardua, ma il serbo sembra determinato a restare protagonista ancora per un po’, con la stessa passione che lo ha sempre contraddistinto.


