Non c’è pace per gli US Open: l’attacco di Dylan Alcott: “Hanno deciso per noi senza consultarci”

Non c’è pace per gli US Open: l’attacco di Dylan Alcott: “Hanno deciso per noi senza consultarci”

Dylan Alcott attacca l’USTA dopo la cancellazione del circuito di tennis in carrozzina. Una presa di posizione forte che segue quella di Gabriela Dabrowski

di Diletta Barilla
Non c’è pace per gli US Open e per l’USTA. Le polemiche sull’organizzazione e i tagli decisi per l’edizione 2020 dello Slam non intendono placarsi. Dopo le incertezze sulla partecipazione da parte dei giocatori e delle giocatrici al vertice delle classifiche ATP e WTA, ad attaccare la federazione americana è Dylan Alcott.

Il campione di tennis in carrozzina, deluso per la cancellazione del suo circuito, si è affidato ai social network per esprimere tutto il suo disappunto. Un lungo messaggio “senza filtri”, un attacco diretto da parte di Dylan Alcott diretto alla USTA per provare a smuovere le coscienze.

Nessuno ci ha consultato, ci hanno solo annunciato che gli US Open 202o si giocheranno senza il tennis in carrozzina. Siamo disabili non malati, quindi non siamo più a rischio per questo motivo” scrive l’australiano che ha alzato al cielo di New York il trofeo nel 2015 e nel 2018.

Ma il suo messaggio non si ferma qui: “La mia forma fisica è eccellente, pensavo di aver fatto tutto quello che si doveva per poter tornare a giocare. È una discriminazione disgustosa che qualcun altro abbia deciso per noi. E, questo, non va assolutamente bene!“.

E, a supportare Dylan Alcott è stato anche Andy Murray che, nell’epoca dei social, ha utilizzato il repost per condividere il messaggio dell’australiano.

E, alla fine sembra che anche l’USTA si sia ricreduta. Sempre via social, la federazione americana, ha condiviso un comunicato emesso dopo una riunione con i rappresentati del tennis in carrozzina. Obiettivo? trovare una soluzione per lo svolgimento del torneo in questa travagliata edizione 2020.

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