Bellucci scrive la storia a Wimbledon: “Fiero di quello che sto facendo”

Mattia Bellucci conquista per la prima volta il terzo turno in uno Slam a Wimbledon: “Sono fiero di quello che sto facendo”. Ora sfiderà Cameron Norrie.
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Una prima volta che profuma d’impresa

Mattia Bellucci si regala un momento storico: per la prima volta in carriera raggiunge il terzo turno in un torneo del Grande Slam. Teatro della sua impresa è il sacro prato di Wimbledon, dove il 24enne di Busto Arsizio ha sfoderato una prestazione brillante superando in tre set Jiri Lehecka, numero 24 del mondo, con un mix di potenza, creatività e lucidità nei momenti chiave.

“Fare il terzo turno qui è un risultato degno di nota – spiega Bellucci – non me lo aspettavo, soprattutto dopo aver giocato male per otto o nove settimane. Partite come queste aiutano a trovare continuità”. Una vittoria non solo tecnica, ma soprattutto mentale, maturata al termine di un percorso di crescita vissuto tra momenti difficili e segnali di riscatto.

Il salto di qualità

Reduce da una prima parte di stagione con alti e bassi – eccezion fatta per l’exploit a Rotterdam – Bellucci ha mostrato una ritrovata solidità, lasciando intravedere il salto di qualità tanto atteso. A fare la differenza, oltre alla brillantezza atletica e all’ottimo servizio, è stata la capacità di restare centrato anche nei momenti più delicati.

“Quando dovevo chiudere sul 5-4 nel terzo set ho avuto un momento difficile – ha raccontato – ma sono riuscito a fare ‘pulizia’ dentro di me e ho reagito bene”. Un processo di crescita che passa anche per i dettagli, come quel gesto dei pugni battuti sulle cosce durante i cambi di campo: “Me lo ha consigliato lo psicologo: serve a staccare dal pensiero del risultato e concentrarmi sulla prestazione. Mi aiuta, e funziona”.

L’erba che esalta il suo tennis

Il feeling con il manto erboso londinese è evidente. “Sull’erba mi muovo bene, mi sento a mio agio. Il servizio funziona e, quando sto bene fisicamente, riesco a esprimermi al meglio”, ha detto con soddisfazione. A testimoniarlo, non solo la qualità del gioco mostrato, ma anche l’energia positiva che Bellucci sprigiona in campo, con grinta e autoincitamenti: “Vai Mattia, vai!”, ha urlato a sé stesso dopo alcuni punti chiave contro Lehecka.

Norrie, il prossimo ostacolo (e fonte d’ispirazione)

Il cammino di Bellucci prosegue ora con un test impegnativo: Cameron Norrie, semifinalista a Wimbledon nel 2022 e ex numero 8 del mondo. Il britannico, attualmente numero 64 del ranking, sembra in fase di risalita dopo un periodo difficile, culminato con ottimi risultati al Roland Garros e nelle prime fasi del torneo londinese.

“Sono contento di affrontare Norrie, è sempre stato una fonte di ispirazione per me”, ha raccontato Bellucci. I due si sono già incontrati recentemente, con una vittoria dell’azzurro nelle qualificazioni di Monte Carlo, ma sull’erba sarà tutt’altra storia: “So che sarà diverso, ma voglio divertirmi e dare il massimo”.

Un team in crescita e uno sguardo al futuro

Dietro il successo di Bellucci c’è anche il lavoro costante del suo coach, Fabio Chiappini, che si lascia andare a un sorriso dopo la vittoria: “Mattia è stato bravo, certo, però… si può fare sempre meglio. La verità è che sto godendo come un riccio!”.

Attualmente numero 73 del mondo, Bellucci è già certo di migliorare il suo best ranking, fermo a 66. Ma la classifica per ora non è una priorità: “A questo non ci penso – ha chiarito – voglio solo trovare continuità e mantenere questo livello”.

Il presente è luminoso, il futuro tutto da scrivere. Ma una cosa è certa: Wimbledon 2025 è già un punto di svolta nella carriera del giovane azzurro.

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