Matteo Berrettini esce nuovamente di scena al primo turno di Wimbledon, e il suo ennesimo passo falso ha scatenato reazioni amare tra addetti ai lavori e appassionati. Tra i più critici figura Paolo Bertolucci, che non ha risparmiato parole dure nei confronti del tennista romano durante l’ultima puntata del podcast “La Telefonata”, condotto insieme ad Adriano Panatta.
“Non è in condizione. È da due anni che va avanti così”
La sconfitta contro il polacco Kamil Majchrzak ha riacceso i riflettori sulla tenuta fisica e mentale di Berrettini, che ormai da tempo fatica a trovare continuità. Bertolucci, volto storico del tennis italiano, ha analizzato senza mezzi termini la situazione: “Non sta bene, non è in condizione. Si vedeva dall’atteggiamento a testa bassa. Ormai sono due anni che va avanti con questa cosa qui all’addominale”.
L’ex tennista ha poi messo in discussione anche l’approccio di Berrettini al problema: “Non so se ha ancora dolore o se non tira più come prima per paura di subire una ricaduta, ma ormai ha perso due anni. Ogni volta sta fermo uno o due mesi, poi si ripresenta e deve ricominciare tutto daccapo. Purtroppo non se ne esce”.
Una parabola che preoccupa: “Siamo sempre a dirci le stesse cose”
Non è la prima volta che Bertolucci esprime perplessità sullo stato di salute e sulla continuità del tennista romano. Anche Panatta ha evidenziato che Berrettini, come Lorenzo Musetti, “non stava bene”. Il carrarino, peraltro, ha avuto un contrattempo intestinale nei giorni di preparazione a Wimbledon, apparendo “completamente svuotato”.
Nel corso del podcast, Bertolucci ha allargato il discorso alla generale instabilità del torneo: molte delle teste di serie sono state eliminate già al primo turno. “Medvedev, Tsitsipas, Zverev… sono lontani parenti dei campioni che erano. Ma nel caso di Berrettini, il dispiacere è più profondo perché la sua situazione è ormai cronica. Spero sia finita qui, ma siamo sempre a dirci le stesse cose. Veramente un peccato”, ha chiosato amaramente.
Fognini brilla, tra talento e rimpianti
Mentre Berrettini e Musetti faticano, Fabio Fognini ha saputo strappare applausi nel suo esordio contro Carlos Alcaraz, mostrando colpi di grande classe. “Ci ha deliziato col suo tennis, facendo vedere che mano abbia. C’è il rimpianto per quanto avrebbe potuto fare di più in carriera, ma lui è questo: prendere o lasciare”, ha osservato Bertolucci.
Anche Flavio Cobolli ha lasciato il segno, vincendo il suo primo turno e mostrando una crescita evidente. Da terraiolo puro, ora riesce a difendersi anche su superfici più rapide. “È un giocatore che non regala nulla. Per batterlo, devi sudartela”, ha concluso con soddisfazione il commentatore.
Un futuro incerto, tra speranze e interrogativi
Il ritorno di Matteo Berrettini tra i protagonisti del tennis mondiale sembra sempre più lontano. La sua parabola, fatta di infortuni e continui stop, sta mettendo a dura prova non solo il suo fisico ma anche la sua carriera. Le parole di Bertolucci, seppur severe, riflettono la frustrazione di chi ha creduto molto in lui e ora vede quella promessa allontanarsi. Resta da capire se il romano riuscirà a trovare la forza per un vero rilancio o se sarà costretto a vivere nell’ombra di ciò che avrebbe potuto essere.


