La regina della terra alza la voce
Iga Swiatek si presenta a Wimbledon con rinnovata fiducia e una consapevolezza crescente del suo gioco sull’erba, ma anche con parole forti rivolte all’organizzazione del circuito femminile. Dopo la finale raggiunta a Bad Homburg – suo miglior risultato di sempre su questa superficie – la polacca ha parlato senza filtri durante il Media Day del torneo londinese. Nel mirino: il calendario WTA, considerato troppo fitto e dannoso per la salute delle giocatrici.
Un’erba sempre meno amara
Reduce dalla finale di Bad Homburg persa contro Jessica Pegula, Swiatek ha mostrato segnali incoraggianti nella sua preparazione a Wimbledon. L’erba, un tempo nemica, ora sembra meno ostica: “Sicuramente questa è la mia miglior stagione su erba finora. Ogni estate diventa un po’ più facile, ma servono tempo ed esperienza per adattarsi”, ha raccontato. La chiave, per lei, è stata accumulare minuti sul campo e migliorare la fiducia nei propri colpi: “Non puoi tirarti indietro su questa superficie, qualsiasi colpo che dà più tempo all’avversaria ti costa lo scambio”.
Per prepararsi al meglio, la numero uno ha scelto Mallorca come sede di allenamento pre-Wimbledon, cercando di familiarizzare con le peculiarità dell’erba: movimento, rimbalzi imprevedibili e ritmo diverso rispetto alla terra battuta. “Credo che il mio livello sia più alto rispetto agli anni scorsi. Ho bisogno di continuare a lavorare così per crescere ancora”.
Il peso di un calendario insostenibile
Ma è sul tema della programmazione che Swiatek ha mostrato il lato più deciso. Secondo lei, il numero di tornei richiesto alle giocatrici è eccessivo e mina la qualità del gioco e il benessere mentale: “Non ha senso giocare più di 20 tornei all’anno. Siamo costrette a sacrificare tornei a cui teniamo per evitare penalità in classifica, specialmente con i WTA 500”. Una critica che va al cuore della struttura del tour: le tenniste devono scegliere tra la salute e il ranking, con poco margine per trovare un equilibrio.
Swiatek ritiene che un calendario meno affollato non danneggerebbe affatto lo spettacolo, anzi: “La gente guarderebbe comunque il tennis, forse di più. La qualità sarebbe più alta, e sarebbe più facile mantenere la costanza”. La pressione continua e la necessità di ripartire ogni settimana da zero – una caratteristica unica del tennis – rendono ancora più necessaria, a suo avviso, una revisione del sistema.
Una voce sempre più consapevole
Non è la prima volta che Swiatek affronta il tema della salute mentale. Già in passato aveva sottolineato l’importanza di preservare l’equilibrio psicologico nel circuito professionistico, e anche stavolta ha ribadito: “Ognuno ha i propri problemi, ma per me il calendario è il problema principale. Il tennis non è tutta la vita. Bisogna essere orgogliosi di ciò che si fa anche quando non si vince”.
Guardando al futuro, Iga ha anche confermato che prenderà parte al doppio misto agli US Open insieme a Casper Ruud. Un’esperienza che vuole vivere con leggerezza: “Il suo dritto è uno dei migliori. Non ci alleneremo molto insieme, ma sarà divertente”.
Una leader oltre il campo
Con queste dichiarazioni, Swiatek non solo si conferma una delle protagoniste in campo, ma anche una voce autorevole fuori dal rettangolo di gioco. In un momento in cui sempre più atlete iniziano a parlare apertamente di benessere mentale, la campionessa polacca contribuisce a una riflessione necessaria per il futuro del tennis femminile.


