Paolini fuori da Wimbledon, tra stanchezza e rimpianti: “Non so spiegare perché la mia mente vagasse”

Jasmine Paolini esce prematuramente da Wimbledon con tanti rimpianti. “La mia attenzione è calata nei momenti decisivi”, ammette. Ora si riparte con nuove energie.
210840022-7c5d7393-1745-4ffe-b218-a0272415cc13[1]

Un’uscita amara da Wimbledon per Jasmine Paolini

La corsa di Jasmine Paolini a Wimbledon si ferma troppo presto, lasciando dietro di sé più rimpianti che recriminazioni. Dopo un primo set convincente, l’azzurra si è arresa in rimonta alla russa Kamilla Rakhimova con il punteggio di 4-6, 6-4, 6-4. Una sconfitta che pesa, soprattutto per come è maturata: “È dura da accettare”, ha ammesso a caldo la tennista toscana, il volto segnato dalla delusione. “Sto ancora pensando a quel secondo set… Lei ha giocato bene, ma io avrei dovuto fare di più”.

Troppe distrazioni nei momenti chiave

Il match è sfuggito a Paolini proprio nei momenti in cui serviva maggiore lucidità. “La mia attenzione andava e veniva, non sono riuscita a mantenerla stabile”, ha confessato con onestà. Nei primi game del secondo set, Jasmine ha avuto più di un’occasione per indirizzare la partita, ma le sue parole non lasciano spazio a dubbi: “Ho avuto tante chance, soprattutto sul 15-40. Ho commesso errori stupidi, sbagliando due colpi nel primo game. Poi ho perso dei ritorni in momenti decisivi”.

Il problema non è stato tecnico, ma mentale. “Su questa superficie tutto può cambiare in un attimo, bisogna essere sempre solidi mentalmente”, ha sottolineato, riconoscendo che il tennis su erba non perdona alcun calo di concentrazione. Quando Rakhimova ha iniziato a giocare con maggiore profondità e regolarità, Paolini si è trovata costretta a inseguire: “Nel terzo set ero sotto di un break, tutta la pressione era su di me”.

Due mesi intensi e una gestione forse da rivedere

A pesare sul rendimento della numero uno italiana anche un calendario carico dopo Roland Garros. Paolini non ha nascosto la fatica accumulata: “Sono stati mesi pesanti. Forse, con il senno di poi, avrei potuto saltare il torneo dopo il Roland Garros, come avevo fatto lo scorso anno con Berlino, per riposare un po’”. Non è una giustificazione, ma un’ammissione lucida: “Speravo di gestire meglio la partita e restare concentrata fino alla fine”.

Nonostante tutto, Jasmine resta consapevole del proprio valore e delle difficoltà del circuito. “Cercavo le stesse sensazioni dello scorso anno, ma ho avuto difficoltà. Non so spiegare perché la mia mente non fosse lucida oggi. Mi sentivo persino meglio rispetto al primo turno, eppure l’attenzione è calata e non so il motivo”.

Ripartire con meno pressioni e nuove energie

Ora che ha superato i due appuntamenti in cui aveva più punti da difendere, Jasmine potrà affrontare la seconda parte della stagione con uno spirito diverso. “Un pensiero allo scorso anno ci andava, più che altro per il livello di tennis che avevo espresso”, ha detto, guardando con nostalgia e un pizzico di frustrazione al suo percorso del 2023.

Il futuro, però, si costruisce anche dai momenti difficili, e Paolini sembra pronta a ripartire: “Ora devo resettare, prendermi qualche giorno di riposo dopo il doppio e ricaricare le batterie. La seconda parte della stagione sarà fondamentale”.

Dietro la sconfitta, c’è una maturità crescente: Jasmine non si nasconde, non cerca alibi e non accusa il destino. Ammette le proprie responsabilità e punta tutto sulla consapevolezza che il salto di qualità passa da una sola parola: continuità mentale.

Potrebbe interessarti anche...

NEWS

PIù POPOLARI