Il ritiro shock a Wimbledon
La corsa di Stefanos Tsitsipas a Wimbledon 2025 si è conclusa nel modo peggiore: un ritiro al termine del secondo set contro il francese Valentin Royer, con il punteggio fermo sul 6-3 6-2. Una scena già vista per il greco, che ha dovuto alzare bandiera bianca per un fastidioso e ricorrente infortunio alla schiena. Ai microfoni, un Tsitsipas visibilmente provato ha spiegato: “Sono abbastanza sicuro che sia lo stesso problema che mi ha colpito durante le Nitto ATP Finals di due o tre anni fa, quando mi ritirai contro Holger Rune”.
Un dolore che non passa
Il tennista ha rivelato che si tratta della parte bassa della schiena sinistra, un punto critico che gli crea dolore da anni. Un disturbo che, come ha spiegato lui stesso, “non si può prendere alla leggera, perché il tennis è uno sport di rotazione. Se non puoi ruotare, allora non ha senso scendere in campo”. Il paragone con il giovane Arthur Fils, che ha sofferto dello stesso tipo di problema durante il Roland Garros, rende chiaro quanto possa essere debilitante l’infortunio.
Tsitsipas ha ammesso che, pur sentendosi in forma prima del torneo, è bastato un solo giorno in cui “fisicamente non stavo bene” per mandare tutto all’aria. “Crea molta frustrazione, molta incertezza, tanti perché e come e quando”, ha confessato, descrivendo il proprio stato mentale e fisico come un labirinto senza uscita.
“Non so cosa fare”
La conferenza stampa post ritiro si è trasformata in uno sfogo sincero. “Mi sento completamente… senza risposte. Ho fatto un lavoro incredibile con il mio stato fisico, con la fisioterapia, ho massimizzato tutto quello che potevo. Ma ora non so più cosa fare”, ha dichiarato con evidente esasperazione. Il suo corpo sembra essersi ribellato a un calendario sempre più logorante, e Stefanos non ha nascosto di sentirsi vicino al limite.
Una decisione in arrivo
Lo scenario che si prospetta ora è tutt’altro che sereno. “Probabilmente è la situazione più difficile che abbia mai affrontato. È un problema continuo che non sembra attenuarsi. Come persona ho un limite, e nei prossimi due mesi dovrò dare una risposta definitiva sul mio futuro”. La parola chirurgia non è mai stata un’opzione sul tavolo: “Il danno è già stato fatto”, ha spiegato con amarezza. Il riferimento a un periodo particolarmente intenso – tra Coppa Davis e trasferte in Asia – fa capire quanto il carico di lavoro abbia inciso: “Ricordo di aver pensato che qualcosa sarebbe potuto andare storto. E così è stato”.
Il rapporto con Ivanisevic e il futuro incerto
Nonostante tutto, Tsitsipas ha speso parole positive per il suo attuale collaboratore, Goran Ivanisevic: “Ci stiamo divertendo molto insieme. Ma anche se lui mi dà fiducia, se non sto bene con me stesso e con il mio corpo, non posso dimostrare nulla”. Una frase che racchiude tutta la frustrazione di un campione che si vede privato della possibilità di esprimere il proprio talento.
In attesa della decisione annunciata per i prossimi mesi, il mondo del tennis osserva con preoccupazione l’evoluzione di una delle carriere più promettenti degli ultimi anni. Se il dolore persiste, “non ha senso competere”, ha chiosato Tsitsipas. E da queste parole si percepisce quanto il bivio davanti a lui sia più reale che mai.


