Alla vigilia di Wimbledon, Aryna Sabalenka si è presentata ai media con il sorriso di chi sa di avere un’occasione importante davanti a sé. Numero uno del mondo e tra le favorite per il titolo, la tennista bielorussa ha raccontato un momento speciale vissuto durante la preparazione allo Slam: un allenamento condiviso con Novak Djokovic e Jannik Sinner, due tra i nomi più prestigiosi del circuito maschile.
Un’ora con Djokovic, dieci minuti con Sinner: “Ero esausta”
Sabalenka non ha nascosto l’entusiasmo per quell’esperienza, definendola “fantastica”. Ha potuto confrontarsi con due leggende del tennis, imparare e osservare da vicino un livello di intensità raro: “Ho giocato con Jannik per dieci minuti ed ero già esausta. Dopo un’ora con Novak, ho avuto bisogno di un giorno intero di recupero”. Allenarsi con atleti di quel calibro, ha aggiunto, rappresenta una fonte inestimabile di apprendimento: “Quando vedi qualcuno come loro dall’altra parte della rete, non puoi che imparare. Rifletti su ogni dettaglio di quello che fanno”.
Djokovic diretto: “Ti manca intensità”
Durante la conferenza stampa, la stessa Sabalenka ha scherzato su un vivace scambio avuto con Djokovic al termine dell’allenamento. Dopo aver chiesto ironicamente un giudizio sul suo gioco, il serbo le ha risposto senza filtri: “Sei una giocatrice di talento, ma ti manca intensità. Sei troppo piatta”. Sabalenka ha accolto il commento con autoironia, scherzando: “Prima era il mio giocatore preferito, ma ora non più!”, per poi concludere con affetto: “Novak è il migliore. Ti dà consigli sinceri e ti parla con grande generosità. Avrei voluto ascoltarlo per ore”.
Gauff, scuse e TikTok: “Non volevo offenderla”
Un altro argomento centrale è stato il rapporto con Coco Gauff, diventato oggetto di discussione dopo alcune frasi pronunciate da Sabalenka al termine della finale del Roland Garros. La bielorussa ha voluto chiarire la situazione: “Ero arrabbiata con me stessa, le emozioni hanno preso il sopravvento. Le ho scritto subito per scusarmi e sono felice che abbia capito”. Le due hanno poi siglato la pace con un video su TikTok, sdrammatizzando le polemiche: “Siamo amiche, parliamo e scherziamo. I media dovrebbero andarci piano con me. Ho imparato la lezione”.
Sfide mentali e crescita personale: “Imparare a perdere”
Sabalenka ha parlato apertamente anche delle difficoltà emotive vissute nelle finali, soprattutto quella di Parigi: “Non so perché, ma è stata particolarmente dura. In genere accetto bene la sconfitta, ma lì ho perso il controllo”. La sua riflessione si allarga al lato mentale dello sport, ammettendo quanto sia difficile gestire le pressioni nei momenti decisivi: “Vorrei mantenere la stessa lucidità delle prime fasi del torneo anche in finale. Ci sto lavorando, ho imparato molto e ne abbiamo parlato con il mio team”.
Tecnologia e tradizione: tra Hawk-Eye e giudici di linea
Alla domanda sull’assenza dei giudici di linea a Wimbledon, sostituiti dal sistema Hawk-Eye Live, la risposta di Sabalenka è stata equilibrata. Da una parte c’è il valore storico del torneo, che per tradizione ha sempre avuto i giudici in campo; dall’altra la voglia di chiarezza: “Quando hai l’Hawk-Eye, non puoi discutere. Sai che è oggettivo. Forse sarebbe ideale se l’arbitro potesse intervenire quando il sistema sbaglia chiaramente”.
Un debutto con il sorriso e omaggi a Kvitova
Pronta all’esordio contro la canadese Carson Branstine, Sabalenka ha rivelato di saperne poco, se non che è “bellissima”, come ha ironizzato raccontando di averla notata prima sui social e poi nel tabellone del torneo. Ha poi riservato parole affettuose per Petra Kvitova, prossima al ritiro: “Una grande combattente, sempre gentile con me. Ho avuto tante battaglie difficili con lei. Vederla lasciare mi rattrista. Vorrei dirle: continua!”.
A Wimbledon, Sabalenka arriva con il sorriso, un bagaglio di lezioni preziose e una voglia palpabile di far parlare il campo.


