Best Quotes of The Week, Roger Federer: “È un momento speciale!”

Best Quotes of The Week, Roger Federer: “È un momento speciale!”

Ecco la compilation settimanale di alcune tra le dichiarazioni più interessanti della settimana. Dalle 1.000 vittorie di Roger alla rinascita di Venus. E poi l’ammirazione di Dustin Brown per Safin, il ritorno di Del Potro e la frecciatina di Génie Bouchard dopo la vittoria contro Serena Williams alla Hopman Cup.

Ecco la compilation settimanale di alcune tra le dichiarazioni più interessanti dei tennisti. Dalle 1.000 vittorie di Roger alla rinascita di Venus. E poi l’ammirazione di Dustin Brown per Safin, il ritorno di Del Potro e la frecciatina di Génie Bouchard dopo la vittoria contro Serena Williams alla Hopman Cup.

Roger a tre cifre
Connors “E’ un momento speciale. Ho giocato tanto durante gli anni e arrivare a 1.000 vittorie, questa notte, significa tantissimo per me. Anche contare fino a 1.000 richiede tanto tempo. Ho vinto un torneo e sono arrivato a 1.000 partite vinte, perciò non dimenticherò mai questo match. Quando ho toccato quota 500 o 800, non ho pensato a nulla; arrivare invece a tale cifra è diverso, perchè è un numero enorme. E’ bello vincere in questo modo, contro un gran giocatore e dopo un duro match a livello nervoso e fisico, viste le condizioni umide.
Se riuscirò a battere il record di 1.253 partite vinte di Jimmy Connors? In questo momento dubito che ciò accadrà, però non si sa mai. Fino a quando giocherò? L’obiettivo è stare nel circuito più tempo possibile. Devo rimanere affamato, motivato e tutto il resto. Agli Australian Open? Ovviamente voglio vincere. Se non pensassi questo, andrei a casa e mi guarderei il torneo in televisione”. (Roger Federer, che oggi ha conquistato la vittoria numero 1.000 nella finale del torneo Atp di Brisbane, contro il canadese Milos Raonic).
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Venus non vuole fermarsi

“Sicuramente, non posso giocare per sempre. A un certo punto dirò basta, ma fino a quando sono qui mi divertirò. E’ interessante essere ancora qui, è una buona cosa. A 34 anni hai un sacco di esperienza, e se puoi stare in forma, in salute,  colpire ancora la palla e non avere cinque figli a casa, perchè no? Io posso ancora muovermi, non ho bambini, colpisco la palla abbastanza bene e forte, sono veloce. Perciò non c’è nulla che mi impedisca di essere ancora qui e fare bene” (Venus Williams, che a 34 anni ha battuto la danese Caroline Wozniacki vincendo il torneo di Auckland, il suo 46esimo titolo in carriera). 

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Dubbi amletici

“Non so perchè, ma fatico a giocare il mio miglior tennis all’inizio dell’anno. Forse è la pressione di giocare in casa, oppure semplicemente il fatto che do il meglio di me quando ho accumulato un certo numero di partite sulla mia cintura!”. (Samantha Stosur).

 

L’affaire Bouchard
“Le vostre testuali parole ‘Bouchard non è riuscita ad onorare l’impegno, non mantenendo la promessa’, hanno messo in discussione la sua integrità, la reputazione e gli interessi finanziari. I tornei devono astenersi da commenti del genere fatti in pubblico, evitando dunque ai media di attaccare un torneo, sponsor, giocatore o la WTA”. (Laurence Applebaum, executive producer della WTA alla Hong Kong Tennis Association, che ha accusato la WTA di “bullismo e intimidazione”. L’Associazione tennistica femminile aveva punito gli organizzatori del torneo di Hong Kong con una multa di 10mila dollari, per aver criticato fortemente Eugènie Bouchard, che aveva dato forfait poco prima dell’inizio del torneo).

Il ‘Bob Marley’ del tennis
“Ho tante cose in comune con Gael Monfils, a partire dalla creatività in campo, poi mi piace molto anche Jo Tsonga. Tra i primi al mondo quello con cui andrei più volentieri a cena è Roger Federer, penso che troveremmo tantissimi argomenti di discussione. Il mio idolo? Marat Safin. Molti mi dicono che sono un tennista diverso dagli altri, ma io mi vedo normale. Sono sempre me stesso, esprimo solo la mia personalità come fanno tutti. Non sono legato a nessuna etichetta, e non mi disturba se mi chiamano il ‘Bob Marley’ del tennis, ognuno fa quel che vuole! Il mio stile di gioco è aggressivo, mi piace spingere molto col diritto, l’ho sempre fatto. Per questo preferisco le superfici veloci, avrei voluto giocare quando ce ne erano di più. Ovviamente tra tutte le superfici è l’erba quella che preferisco; penso che Wimbledon sia il torneo da sogno per la tradizione e l’atmosfera. Spero quest’anno di riuscire a fare un buon risultato all’ All England. Il colpo che prediligo è la palla corta, gli altri colpi spettacolari li puoi giocare solo se la situazione te lo permette, invece la smorzata la puoi giocare quando vuoi.”

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Frecciatine di classe

“Forse aveva bisogno di un altro caffè”. (Génie Bouchard, dopo la vittoria alla Hopman Cup – per 6-2 6-1 – contro Serena Williams, che il giorno prima, durante la partita poi vinta contro Flavia Pennetta, aveva ordinato un espresso in campo).

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Scelte difficili

“Durante lo scorso Us Open ho parlato con i medici e mi hanno detto che per continuare con il tennis avrei avuto bisogno di un’operazione alla schiena. Avevo paura: infatti c’era il rischio di poter perdere l’utilizzo delle gambe, dato che l’obiettivo era quello di rimuovere un disco tra due vertebre e attaccarle tra di loro. Alla fine non me la sono sentita e ho deciso di smettere col tennis”. (Il tennista russo Alex Bolgomolov Jr., che qualche giorno fa ha annunciato il ritiro).

I ricordi di Rafa
Gli Australian Open? È un torneo che amo tantissimo. Credo di aver giocato molto bene in alcune edizioni precedenti. Purtroppo, alcune volte sono stato sfortunato con degli infortuni. È davvero brutto quando senti che stai giocando bene e sopraggiungono questi problemi. L’anno scorso ho avuto una grossa opportunità e non è stato facile, contro Stan, che stava giocando alla grande. Il mio momento preferito agli Australian Open è stata la finale con Novak nel 2012. E’ stato un momento molto emozionante ed importante per entrambi e molto speciale per me. Anche se ho perso, ho capito di essere molto vicino a lui. Quella sconfitta mi ha dato un grosso aiuto psicologico”. (Rafael Nadal)
Il ritorno di Palito
“Il polso mi fa male un po’. Ho dolore qualche volta quando colpisco il rovescio ma sto cercando comunque di colpire forte, perchè devo farlo se voglio giocare questo torneo. Alcune volte il dolore è alto, in altri casi non molto. La situazione è molto meglio rispetto a 3-4 settimane fa, il dottore ha detto che non posso peggiorare la situazione giocando ad alto livello, perciò sono positivo per questo. Necessito un sacco di trattamenti ogni giorno. Faccio un lungo warm-up prima degli allenamenti e delle partite, e ciò mi toglie tanto tempo. Questa è la mia vita al momento. Sarà una grande sfida giocare questo torneo, per vedere se posso iniziare la stagione in salute e giocare per il resto dell’anno. E’ davvero difficile l’inizio, perchè vedi tutti gli altri giocatori che colpiscono più forte di te… ho palleggiato con alcuni tennisti e mi battono molto facilmente. Ma questo è quello di cui ho bisogno. Di spendere tempo sul campo. Devo pensare al futuro. E’ stata una decisione difficile, perchè è stata fatta in un anno dove due dei quattro Slam sono stati vinti da giocatori al primo successo in un Major. E’ stato orribile guardare tutti i tornei in TV e vedere come i tabelloni erano aperti negli Slam. E’ buono per il tennis ma è triste per me. Tutto quello che è successo ora è passato. So che devo essere calmo e paziente, dovrò attraversare una lunga strada per tornare al mio livello”. (Il tennista argentino Juan Martin Del Potro, al via dopo mesi di stop al torneo Atp di Syndey).

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