“Ho trovato il mio scopo”

“Ho trovato il mio scopo”

In una nuova, splendida e toccante lettera aperta Nick Kyrgios ha annunciato la costruzione di una struttura per bambini svantaggiati a Melbourne e ha affermato: “Amo i bambini, vederli felici mi rende felice. Ora gioco per loro”. Ecco il testo integrale della bellissima lettera.

Qual è lo scopo di tutto questo?

Mi sono fatto questa domanda negli ultimi due anni.

Partite come la finale dell’Open di Cina contro Rafa Nadal non sono mai state un problema. Di solito non fatico a trovare la motivazione sul grande palcoscenico, anche se a Pechino il risultato finale non è stato quello che avrei voluto.

Il problema è il resto. Il viaggio, il tempo lontano dai propri cari, i troll sui social network, le battaglie con i media, i match dei primi turni sui campi secondari quando tutto quello che vuoi è tornare a Canberra a giocare a Fifa con gli amici. Il problema è questa roba qua.

Avrete sicuramente notato che non sono molto bravo a nascondere il fatto che molte volte preferirei essere da qualche altra parte. Allora per cosa sto facendo tutto questo?

Si sentono spesso le persone dire che sono motivate a fare ciò che fanno per i loro figli, per una causa, o per qualcosa di più grande di loro. È un’ispirazione, pura e semplice, e permette loro di concentrarsi quando il gioco si fa duro. C’è una ragione che sorregge tutto. È uno scopo più elevato del semplice incassare una busta paga.

Non ho mai avuto uno scopo del genere e sono sempre stato invidioso di chi è riuscito a trovarlo.

Penso di aver trovato il mio scopo negli ultimi due mesi.

Sto costruendo qualcosa.

Sarà fantastico.

IL MIO SCOPO

Un paio di anni fa ho avuto un’idea: costruire una struttura per i bambini svantaggiati e meno fortunati dove potessero passare il tempo, stare al sicuro e sentirsi come se fossero parte di una grande famiglia. Ci sarebbero campi da tennis e da basket, una palestra e un ovale per il football australiano.

Alcuni mesi fa ne ho parlato con mia madre Norlaila e con mio fratello Christos. Da allora è tutto quello a cui ho pensato al di fuori del tennis. Quando non gioco, mi alleno o viaggio, lavoro a questo.

Al momento stiamo provando ad individuare un appezzamento di terra a Melbourne e a cercare organizzazioni e imprese disposte a collaborare con noi. Questo sogno sta per diventare realtà.

Per la prima volta mi sento come se ci fosse un motivo per fare quello che sto facendo. Il tennis è una vita fantastica – siamo ben pagati e i benefici non sono niente male – ma può farti sentire vuoto se lo stai facendo solo per denaro.

Ora so per cosa è tutto questo. Probabilmente mi avete sentito dire, qualche volta in questi anni, che non sono abbastanza coinvolto nel tennis. Ma quando lavoro alla Fondazione NK e alla nostra struttura di Melbourne, immagino quanti bambini svantaggiati sarò in grado si aiutare. Ora gioco per loro.

Amo i bambini. Ricevo più felicità dall’aiutare i bambini e dal vederli trionfare di quanta ne riceva dalle mie stesse vittorie nel tour. È sempre stato così.

Ricordo Piotr con felicità e tristezza. Era un bambino con un cancro terminale al cervello. L’organizzazione “We The People” ci ha messo in contatto.

Ho fatto qualche scambio con Piotr invece della solita sessione di allenamento prima della mia partita all’Australian Open quest’anno.

Piotr ha detto che è stato uno dei giorni più belli della sua vita ma, onestamente, non so chi dei due abbia avuto il giorno migliore! È stato fantastico.

Piotr è venuto a mancare alcuni mesi dopo. Non lo dimenticherò mai.

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DAL CUORE

Se il mio progetto sarà realizzato, spero di essere ricordato per questo più che per quello che ho fatto o che farò sul campo da tennis.

Ogni volta che sarò a casa mi dedicherò completamente al mio progetto. Passerò qualche giorno a Canberra per rivedere tutti i miei amici e poi andrò dritto a Melbourne per rimanere fisso nella struttura.

Mi occuperò dei campi da tennis, farò due tiri al canestro, cucinerò, pulirò…qualunque cosa sia necessaria.

Non credo che nella vita ci possa essere qualcosa di meglio di dare una chance a bambini che, altrimenti, non ne avrebbero mai avuta una.

Dovrebbe essere tutto ben avviato per il periodo dell’Australian Open. Ci sono diversi incontri programmati per questa settimana e siamo in trattative per valutare se i consigli locali e il governo statale del Victoria possano essere interessati a fornire supporto o sovvenzioni.

Le tempistiche saranno più chiare nel momento in cui sarà stabilito se dovremo costruire tutto da zero o se riutilizzeremo una struttura esistente, ristrutturandola in linea con la mia idea.

Alcuni dei fattori che stiamo considerando per la selezione del territorio includono: una zona socio-economicamente svantaggiata che ci permetta di essere il più vicini possibile a chi ha bisogno di noi, la vicinanza alle linee di trasporto in modo da permettere ai bambini di raggiungerci facilmente e altro ancora.

Siamo già sulla buona strada per organizzare, in collaborazione con Tennis Australia, un evento per la raccolta di fondi all’inizio dell’anno. Siamo anche in contatto con alcuni partner commerciali.

Lo faremo a Melbourne perché è la capitale sportiva dell’Australia. È una città molto popolosa e offre qualcosa di più della mia città di origine. Scusa, Canberra! Lo sai che ti amo…

Sono stato abbastanza fortunato da viaggiare in giro per il mondo e voglio che questa struttura sia diversa da qualsiasi altra che ho visto altrove.

Questa non è una replica di qualcosa che ho visto altrove.

Questa è da parte mia e della mia famiglia. E viene dal cuore.

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UNA NUOVA MOTIVAZIONE

Non sto seduto qui a dire che la mia vita ora è sistemata.

Ho 22 anni e ho ancora molto da imparare.

Tutto quello che posso dirvi è la differenza che avverto nel profondo ora che so come trasformare la mia carriera – il denaro, la pubblicità, la notorietà – in qualcosa di significativo.
In quei giorni in cui mi mancherà casa e mi sentirò come se volessi essere da qualsiasi altra parte piuttosto che su un campo da tennis dall’altra parte dell’oceano, saprò che sto rappresentando qualcosa che è più grande e più importante delle mie emozioni in quel particolare giorno.

Non so quanta parte di questa nuova motivazione possa attribuire direttamente alla mia forma dell’ultimo periodo. Amo la dinamica di squadra della Coppa Davis e della Laver Cup e questo potrebbe aver aiutato. Ma c’è sicuramente una nuova motivazione che non c’era prima. Immagino che il tempo ce lo dirà (basta che non me lo rinfacciate la prossima volta che ci sarà una brutta sconfitta!).

L’ultima volta che ho scritto un post su questa rubrica, ho parlato della mia Nanna e del piccolo riparo che ho costruito in suo onore al Lyneham Tennis Centre di Canberra. Credo che amerebbe questo nuovo progetto. Vorrei che fosse ancora qui per farne parte.

LA FINALE DELL’OPEN DI CINA

Una fine deludente di una settimana, altrimenti, positiva.

Rafa ha avuto un anno incredibile. Lui è uno dei migliori di tutti i tempi a mio avviso e lo ha dimostrato ancora una volta nella finale di Pechino. Settantacinque titoli in carriera? Wow.

Ho perso un po’ di compostezza dopo una chiamata sbagliata nel primo game della partita e non ho mai davvero recuperato. La gente avrà la propria opinione su come è andata la finale ma, per la maggior parte, sono stato soddisfatto della settimana e felice di essermi qualificato per la mia seconda finale del 2017.

Nick Kyrgios

17 commenti

17 commenti

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  1. Maurizio Olivieri - 2 mesi fa

    Na sistematina a capoccia….ed ecco un nuovo fuoriclasse…….

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  2. Andrea Todisco - 2 mesi fa

    Poi ti ritiri per protesta??? Sei un bimbominkia tamarro!

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  3. Maria Rugolo - 2 mesi fa

    E allora perche’ ti comporti cosi’.

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  4. Maria Pia Franciosini - 2 mesi fa

    bah! c’è anche chi fa questo è molto di più e rimane nell’anonimato. non mi convince . esistono anche dei curatori d’immagine e lui in questo momento ne ha davvero bisogno!

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  5. Diego Cecconi - 2 mesi fa

    Scritto prima o dopo di ritirarsi?

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  6. Caizar Daniela - 2 mesi fa

    Ma perché si è ritirato?

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  7. Dorina Vlad - 2 mesi fa

    Bravo! Sé facessero tutti così…

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  8. Alessandra Bragion - 2 mesi fa

    Anche Agassi giocava per la sua fondazione ma non si ritirava ! Rimaneva in campo , magari a prendersele di santa ragione ma rimaneva li !!

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    1. Maurizio Mosconi - 2 mesi fa

      Suvvia, ad inizio carriera faceva collezioni di toccate e fuga nei vari tornei a cui partecipava

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    2. Alessandra Bragion - 2 mesi fa

      Non per ritiri perché l’arbitro faceva errori

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  9. Cosimo Mongelli - 2 mesi fa

    Chi commenta deridendo Kyrgios, non ha capito nulla della lettera e forse della vita.

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  10. Mattia Tundis - 2 mesi fa

    Ma prima o dopo del ritiro ?

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  11. Luca Galbiata - 2 mesi fa

    E poi per esser come loro, fa il bambino ritirandosi per un errore arbitrale!!

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  12. Tiziana Folci - 2 mesi fa

    Gli fa onore…..ma in campo è uno scempio!!!!!

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  13. Davide Piersantini - 2 mesi fa

    Ognuno di noi ha bisogno di lottare per qualcosa!!!

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  14. Rocco Viola - 2 mesi fa

    Se magari desse anche il buon esempio sarebbe il massimo…

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  15. Francesca Sarzetto - 2 mesi fa

    E fa i capricci come loro?

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