Sara Sorribes, il lavoro porta ai risultati

Sara Sorribes, il lavoro porta ai risultati

Questa è la storia di una ragazza che sin da piccola percorreva 60 km ogni giorno per andare ad allenarsi svegliandosi alle 6:30 della mattina rincorrendo il suo sogno: essere tennista

Quando si parla di promesse nel tennis femminile, pochi si ricordano di Sara Sorribes.

Mentre molti degli sguardi sono su Paula Badosa o Aliona Bolsova, questa 19enne continua sul suo cammino in silenzio, a base di molto lavoro e sacrificio. Quelli che la conoscono, le riconoscono molta umiltà e l’incredibile maturità che ha sempre mostrato a dispetto della sua giovane età. Questa è la storia di una ragazza che ha fatto un’infinità di sacrifici per poter essere professionista e c’è arrivata solo per meriti propri.

Nata nella Val d’Uxo, Sara prese la sua prima racchetta a soli due anni. Suo nonno materno le fece un regalo che, da allora, non ha più lasciato. La passione per il tennis venne scoperta anche dalla madre, che era allenatrice nel circolo del suo quartiere e l’ha indirizzata al gioco. Quello che è iniziato come un hobby per una bambina si è tramutato in una passione che neanche le lunghe giornate tra viaggi, studio e allenamento le fecero abbandonare.

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A 12 anni, Sorribes entrò a far parte dell’Accademia TennisVal. Un paio di ore allenandosi con Pancho Alvarino le bastarono per voler lavorare assieme a lui e Jorge Garcia. Allenarsi lì voleva dire per la vallense che doveva già iniziare a fare 60 km al giorno per andare in accademia. Era un sacrificio che faceva di buon umore nonostante quanto fosse pesante. Era capace di alzarsi ogni giorno alle 6:30 per poi prendere il pullman con i suoi genitori e andare ad allenarsi. Là, giorno dopo giorno, si è venuta a formare la tennista che è oggi.

Sara è lontana dallo stereotipo della giocatrice tipo che regna nel circuito oggi. Di lei, si riconosce oltretutto la sua intelligenza sul campo. Pancho Alvarino diceva di lei quando era più piccola che era:”Intelligente, terribilmente intelligente. La sua testa è la parte migliore di lei”. La vallense è molto alta (1,76 metri) e ha molta potenza. Ama giocare scambi prolungati per poi chiudere a rete anche se si difende bene anche da fondo. Anche se ci sono molti aspetti con un ampio margine di miglioramento come il servizio e la parte destra, cose che anche lei indica come suoi punti deboli, ha nel suo rovescio e nelle voleé le basi del suo tennis.

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Sara ha avuto l’onore di essere la tennista spagnola più giovane ad ottenere un punto WTA, a soli 14 anni e 5 mesi. Da allora è stata campionessa spagnola ed europea, e già vanta vari titoli ITF nella sua vetrina. In questo 2016 è riuscita a giocare per la prima volta nel tabellone principale di uno slam. Ce la fece al Roland Garros dopo aver passato la fase precedente, ed è anche il torneo che lei ha sempre indicato come sogno, che magari diventerà realtà, della vita.

Questa settimana sha giocato a Maiorca grazie ad un invito e non l’avrebbe potuto usare meglio visto che al debutto batté la sua amica Paula Badosa, altra promessa del tennis spagnolo. La sorte le ha fatto incontrare al secondo turno Ana Ivanovic, uno dei suoi idoli d’infanzia. Avere davanti qualcuno che da piccola ammiravi potrebbe intimidire qualcuno ma Sara dice che si dimenticherà di chi ha davanti per concentrarsi sulla partita. Un’altra conferma del carattere di questa ragazza. (Per la cronaca, a vincere la partita è stata Ana Ivanovic per 6-1 6-0).

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Sara pensa solo al tennis. Basta solo guardare il suo profilo Twitter per accorgersene. Mentre altre ragazze della sua età sono solite postare i soliti selfie, nel Twitter di Sara si respira solo tennis. Foto di allenamenti con le sue compagne e con alcune delle “più vecchie” di quando ha giocato la Fed Cup. E’ concentrata al 100% nel tennis e questo si nota. Ha ben chiaro qual’è il cammino e non si vuole allontanare da questo.

Con molti marche che la appoggiano come Nike, Vodafone, Babolat o lo stesso F.C. Villareal, Sara ha la tranquillità di una con persone dietro che appoggiano il suo lavoro per poter rendere possibile che lei si concentri solo sul tennis e continui ad allenarsi e ad imparare.

I risultati di Sara sono i risultati di una ragazza  che ha fatto molti sacrifici per essere professionista. Perchè proprio questo è il vero risultato, rinunciare a molte cose da piccoli senza alcuna certezza. Lei ce l’ha fatta.  Ce l’ha fatta totalmente da sola. Ora, qualunque cosa succeda, sarà un premio che si è meritata grazie al proprio lavoro. Bisogna stare attenti a Sara Sorribes nel circuito perchè non teme niente e nessuno e ha voglia di fare grandi cose.

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